Corsi del Ctg a Novezzina per 1.500 studenti. Studio della flora e degli antichi mestieri

Assalto al rifugio

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Per amare la mon­tagna bisogna conoscer­la. Più la si conosce e più la si ama. Più la si ama, e più si desidera par­larne, rac­con­tar­la. E’ questo lo spir­i­to con cui il Ctg guar­da all’ambiente ed orga­niz­za i suoi per­cor­si pro­pe­deu­ti­ci cul­tur­ali che quest’anno porter­an­no al rifu­gio Novezzi­na oltre 1500 ospi­ti, tut­ti stu­den­ti di Verona e provin­cia. «Quest’anno, in col­lab­o­razione con il Provved­i­tora­to agli stu­di di Verona, la Comu­nità mon­tana del e il Comune di Fer­rara, abbi­amo deciso di ospitare al rifu­gio da aprile a mag­gio ragazzi iscrit­ti alle scuole medie, ele­men­tari e supe­ri­ori», annun­cia Ange­lo Pasquali, pres­i­dente del Ctg in un incon­tro alla Comu­nità. «Il prog­et­to è par­ti­to a novem­bre ed il ‘via’ è appe­na arriva­to. Già 70 isti­tu­ti han­no dato la pro­pria ade­sione». L’idea pun­ta a cat­turare l’attenzione dei gio­vani sul ter­ri­to­rio mon­tano, un mon­do che a volte pare vera­mente trop­po lon­tano, dif­fi­cil­mente rag­giun­gi­bile. Eppure è uno tesoro di notizie, uno scrig­no di curiosità e sor­p­rese che aspet­ta solo di essere scop­er­to e apprez­za­to. «Ci sono i per­cor­si stori­ci che per­cor­rono le vie del­la Grande Guer­ra, quel­li inter­es­san­ti dal pun­to di vista antrop­i­co per­ché dan­no modo ai ragazzi di avvic­i­nar­si a realtà lavo­ra­tive con cui dif­fi­cil­mente pos­sono venire a con­tat­to, come il casaro, il mal­gh­ese, il pas­tore». E tut­to nel con­testo uni­co dei per­cor­si nat­u­ral­is­ti­ci. «Sono mer­av­igliosi ed inter­es­san­tis­si­mi e, per far apprez­zare la flo­ra baldense, a Novezzi­na c’è l’orto botan­i­co dove si trovano numero­sis­sime specie floris­tiche che, pro­prio sul Bal­do, furono indi­vid­u­ate per la pri­ma vol­ta». Tut­to questo mon­do non può restare rel­e­ga­to in quo­ta. «E’ nel Dna del Ctg il deside­rio di far conoscere, pro­muo­vere e pub­bli­ciz­zare», dice. «Per questo con­tinuiamo a orga­niz­zare grup­pi, per­cor­si pro­pe­deu­ti­ci, sem­i­nari». E Lui­gi Castel­let­ti, pres­i­dente del­la Comu­nità, com­men­ta. «Abbi­amo appe­na ter­mi­na­to di sis­temare nove sen­tieri che sono parte di una più ampia rete con­cepi­ta pro­prio con il cri­te­rio di dare la mas­si­ma infor­mazione. Lun­go i per­cor­si si pos­sono avere rag­guagli prati­ci, come dura­ta, gra­do di dif­fi­coltà, vie alter­na­tive, ma anche avvin­cen­ti notizie storiche, nat­u­ral­is­tiche, cul­tur­ali e di cos­tume».

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