Assorti nel paesaggio. Pittori nordici sul Garda fra ‘800 e ‘900

02/07/2015 in Arte
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Di Redazione

Al museo del­l’Al­to Gar­da dal 4 luglio al 11 novem­bre sarà pos­si­bile vedere “Assor­ti nel pae­sag­gio. Pit­tori nordi­ci sul Gar­da fra ‘800 e ‘900”, un’e­s­po­sizione di dip­in­ti e dis­eg­ni, di pro­pri­età del MAG e di collezion­isti pri­vati, ese­gui­ti fra la sec­on­da metà del ‘800 e i pri­mi del ‘900, che rac­con­tano il pae­sag­gio garde­sano a cav­al­lo fra i due sec­oli attra­ver­so lo sguar­do del pit­tore viag­gia­tore.

Il fas­ci­no che da sem­pre il Gar­da ha eserci­ta­to sui viag­gia­tori di tutte le epoche riv­ive oggi in ques­ta espo­sizione il cui filo con­dut­tore è l’im­mag­ine roman­ti­ca del lago. La total­ità delle opere esposte è sta­ta ese­gui­ta da pit­tori nordeu­ropei, per lo più tedeschi e aus­triaci, giun­ti per bre­vi peri­o­di in Italia in occa­sione di viag­gi di stu­dio e di for­mazione, ma rimasti a tal pun­to col­pi­ti dal pae­sag­gio del Gar­da da immor­ta­lar­lo in dis­eg­ni e dip­in­ti con­fluiti negli anni nei deposi­ti del MAG tramite presti­ti, acqui­sizioni, deposi­ti e don­azioni.

La mostra, da inten­der­si in realtà più come un’esten­sione del­l’at­tuale per­ma­nente ded­i­ca­ta al pae­sag­gio garde­sano in Pina­cote­ca, si apre con una pri­ma sezione che riu­nisce le vedute di Riva del Gar­da dal pun­to d’osser­vazione del­la Ponale, con opere di Carl Heinz­mann, August Oeser, Hein­rich Adam, Sørensen e Carl Rodde. Lo stes­so con­nu­bio ide­ale fra pae­sag­gio nat­u­rale e antropiz­za­to si ritro­va nelle vedute di Tor­bole e di Mal­ce­sine che pros­eguono l’e­s­po­sizione, opere nelle quali tut­tavia si assiste a un grad­uale ridi­men­sion­ar­si del­la cit­tà in favore del­la natu­ra. Ques­ta ten­den­za intro­duce alla sezione cen­trale del­la mostra ded­i­ca­ta al pae­sag­gio nat­u­rale garde­sano con opere di Edward Theodore Comp­ton, Albert Her­tel, Joseph Hoff­mann, Lud­wig Neelmey­er e August Sei­del. Ad alternar­si sono pae­sag­gi bucol­i­ci, qui­eti e rasser­enan­ti, e pae­sag­gi in cui gli ele­men­ti nat­u­rali esplodono invece in tut­ta la loro poten­za, sec­on­do un’idea roman­ti­ca di pae­sag­gio la cui forza e bellez­za diven­gono tal­vol­ta così intense da sopraf­fare l’uomo, che di fronte a essa pro­va sen­ti­men­ti con­trastan­ti di pace, ammi­razione, inqui­etu­dine, soli­tu­dine e impoten­za.

L’ul­ti­ma parte del per­cor­so espos­i­ti­vo rib­al­ta nuo­va­mente la prospet­ti­va di let­tura del pae­sag­gio garde­sano, pas­san­do dal­la descrizione del pae­sag­gio nat­u­rale a quel­la del pae­sag­gio urbano. Si parte dalle imbar­cazioni a vela sul Gar­da dip­inte da Michael Zeno Diemer, per scen­dere poi a riva e ammi­rare gli scor­ci più sug­ges­tivi del paese di Tor­bole ese­gui­ti da Toni  Schulz, Jacques François Carabain e Lud­wig Hans Fis­ch­er, la piaz­za del por­to di Riva e il paese di Gargnano, con opere di Ste­fan Simoni, Mar­garete Stall, Hans Hart­mann e Andreas Roth. In questi dip­in­ti è rac­con­ta­ta la vita quo­tid­i­ana delle cit­tà e dei pae­si del Gar­da, con immag­i­ni legate alle pro­fes­sioni dell’uomo, dalle lavandaie ai lavo­ra­tori del­la pesca­ia, e scene di vita popo­lare in cor­rispon­den­za di por­ti­ci e fontane.

Las­ci­amo­ci, dunque, trasportare in questo viag­gio attra­ver­so il Gar­da, assor­ti nel pae­sag­gio.

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