Il Garda è bello. Anzi bellissimo. Le sue onde affascinano. Invitano a lunghe traversate. «Ma sono insidiose, nascondono mille rischi».

Attenti al Garda!

Di Luca Delpozzo

Il Garda è bello. Anzi bellissimo. Le sue onde affascinano. Invitano a lunghe traversate. «Ma sono insidiose, nascondono mille rischi», ammonisce Pierlucio Ceresa, dirigente della Comunità del Garda. Guai a sottovalutarle. Bastano pochi minuti, il tempo di un veloce gioco di correnti d’aria, perché dal Baldo o dai monti sopra Limone scenda, giù giù fino a Sirmione, la tempesta. «Non dica che il lago è pericoloso: gli operatori turistici non sarebbero contenti – consiglia Enrico Musesti, vicepresidente dei Volontari del Garda -. E’ vero però che serve attenzione». Le «bizze» del tempo, ma soprattutto l’imprudenza dei «dilettanti» della navigazione, possono trasformare una gita in tragedia. Proprio come nell’agosto di due anni fa quando morirono tre turisti scozzesi. O come domenica scorsa, quando due velisti sono stati salvati in extremis dal lago. Li avevano cercati per tutta la notte. Inutilmente. Ne sa qualcosa il comandante provinciale dei carabinieri di Brescia, il colonnello Carmine Adinolfi: «Nel periodo estivo abbiamo ogni giorno almeno 4 o 5 richieste di soccorso». Dall’avaria del motore alla «scuffiata». Come quella dello scorso weekend: «I due velisti se la sono cavata perché indossavano il giubbotto di salvataggio – continua -. Ogni estate dobbiamo far fronte all’invasione di un milione di turisti». Non sempre chi prende il largo è pronto all’emergenza. In molti ad esempio, presi dal panico, si gettano in acqua per raggiungere la riva a nuoto: «Un gravissimo errore – spiegano gli esperti -. Si rischia di essere portati al largo. Meglio rimanere sulla barca». Il lago è troppo grande (370 chilometri quadrati) e troppo lungo (51 chilometri) per consentire una copertura totale: anche se a disposizione ci sono ben sette motovedette. «Quand el sofia da Bresa, al fa pora». Perché il vento porta burrasca, spiega Bruno Cavallaro, pescatore di Salò, 77 anni di cui 65 al largo. Ma pochi, pochissimi, hanno la sua esperienza: «Ne ho visti tanti che hanno rischiato la vita sul Garda». C’è voluta una tragedia – la morte dei 3 scozzesi – per far arrivare sul lago una motovedetta della Guardia costiera che oggi opera, 24 ore su 24. «Tanto impegno però serve a poco, se mancano prudenza e buon senso». Parola di Bruno, il pescatore.

Davide Gorni

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