Recentemente sono apparse sul mercato anche le cinquantamila lire contraffatte, un ulteriore esempio di come la criminalità organizzata si stia specializzando.

Attenzione alle banconote false

19/02/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Nicola Guarnieri

Peri­odica­mente, in cit­tà e per­ife­ria, gira­no ban­conote false, per­lop­iù bigli­et­toni da cen­tomi­la lire. Recen­te­mente, però, sono apparse sul mer­ca­to anche le cinquan­tami­la lire con­traf­fat­te, un ulte­ri­ore esem­pio di come la crim­i­nal­ità orga­niz­za­ta si stia spe­cial­iz­zan­do. E questo, purtrop­po, è anco­ra niente. Da qualche giorno, infat­ti, stan­no cir­colan­do nel Bas­so Trenti­no le diec­im­i­la lire false. Pro­prio così, un ulte­ri­ore pas­so avan­ti nel­la con­traf­fazione del denaro in cor­so che rischia di diventare indis­tin­guibile. Nei super­me­r­cati, per for­tu­na, sono atten­ti alle dis­tinzioni che, al tat­to super­fi­ciale, pos­sono apparire impercettibili ma che, con più atten­ta anal­isi, sve­lano la loro fal­sità. Anziché essere lisce, quelle ille­gali sono ruvide e di car­ta un po’ più grossa. In questo peri­o­do ne stan­no cir­colan­do diverse e la gente più impen­sa­ta sco­pre di aver avu­to nel portafoglio sol­di taroc­cati. Il fenom­e­no non è dif­fu­so solo in Val­la­ga­ri­na ma pure nel Bas­so Sar­ca. Anche lì, tra Arco e Riva del Gar­da, alcune cli­en­ti al momen­to di pagare il con­to del­la spe­sa si sono sen­tite dire che il denaro non era buono. Ovvia la reazione di sgo­men­to ma, purtrop­po, i con­trol­li era­no reali.Dopo le 100 e le 50 mila lire, dunque, i fal­sari tor­nano in pista con il pic­co­lo taglio, sol­di che nes­suno, soli­ta­mente, maneg­gia con atten­zione. Se in negozio si paga con cen­tomi­la, infat­ti, qualche com­mer­ciante già scot­ta­to può sem­pre con­trol­lare con­tro luce e con le dita se il denaro è buono. Di fronte alle diec­im­i­la lire, invece (sol­di che, anno dopo anno, val­go­no sem­pre meno), dif­fi­cil­mente chi li riceve si las­cia sopraf­fare dal dub­bio, piut­tosto incas­sa sen­za nem­meno con­sid­er­are l’ipote­si del­la con­traf­fazione. Rimane da capire chi è rius­ci­to a intro­durre le ban­conote false e, soprat­tut­to, quante ce ne sono in giro.L’estate scor­sa, come si ricorderà, ven­nero spac­ciate numerose ban­conote da 100 mila lire che rasen­ta­vano la per­fezione. A far scattare il cam­pan­elli­no d’al­larme fu qualche com­mer­ciante, insospet­ti­to per queste lire trop­po nuove. In ver­ità, si trat­ta­va pro­prio di sol­di pres­soché iden­ti­ci a quel­li veri. Del caso si occu­parono i di Rovere­to che inda­garono a lun­go sul traf­fi­co illecito cer­can­do di risalire alla stam­pe­ria e agli oper­a­tori che vi lavo­ra­vano. Le meti­colose ricerche pro­dussero i frut­ti desiderati. E pri­ma anco­ra, altri foco­lai di spac­cio mon­e­tario furono spen­ti con celer­ità. Quest’es­tate, invece, l’in­cur­sione come det­to si riv­elò par­ti­co­lar­mente mas­s­ic­cia. Rispet­to agli altri casi, infat­ti, l’or­ga­niz­zazione si spe­cial­iz­zò solo sulle cen­tomi­la lire las­cian­do perdere i tagli più pic­coli com­par­si invece in questi giorni. Gli inves­ti­ga­tori del­l’Ar­ma, comunque, rius­cirono a sco­prire la stam­pe­ria clan­des­ti­na nel Napo­le­tano. Nel­l’hin­ter­land del capolu­o­go cam­pano, si pro­duce­vano le ban­conote in quan­tità indus­tri­ale per poi dis­tribuir­le a piramide in tut­ta Italia. A Rovere­to ven­nero spac­ciate qua­si sicu­ra­mente da manovalan­za, in prat­i­ca l’ul­ti­mo anel­lo del­la cate­na. E, non a caso, all’e­poca furono arresta­ti a Mori due immi­grati che cer­ca­vano di pagare mer­cé pro­prio con sol­di falsi.

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