Gli addetti ai lavori denunciano le difficoltà di chi opera con le barche e chiedono la gestione comunale. I noleggiatori: «Solo così si evita l’assalto continuo degli abusivi»

Attracchi a tempo per i turisti

Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

La guer­ra nei por­ti per i posti bar­ca è argo­men­to che scot­ta, sopratut­to tra gli addet­ti ai lavori, che nei por­ti ci vivono dal­la mat­ti­na alla sera e sono tes­ti­moni diret­ti di quel­lo che accade. Noleg­gia­tori di imbar­cazioni e pesca­tori sono una­n­i­mi nel giu­di­care la ges­tione dei por­ti verone­si come situ­azione-lim­ite. Il pres­i­dente dell’associazione Noleg­gia­tori del Gar­da, Alber­to Per­inel­li di Sirmione, che rap­p­re­sen­ta i noleg­gia­tori sia por­tu­ali che extra­por­tu­ali delle tre le province del lago di Gar­da, entra nel vivo: «La situ­azione dei posti bar­ca è molto crit­i­ca, nonos­tante le leg­gi region­ali prevedano dei capi-por­to. Abbi­amo asso­ciati in tut­ti i por­ti e di fat­to dive­ni­amo ref­er­en­ti di tut­ti per i prob­le­mi che ci sono. L’abusivismo dei posti bar­ca ormai è la rego­la. I pro­pri­etari dei posti sono ter­ror­iz­za­ti ad uscire anche un’ora a pren­dere il sole, per­ché quan­do rien­tra­no devono stare ore ad aspettare che l’abusivo ritorni, per pot­er ormeg­gia­re nel loro legit­ti­mo pos­to bar­ca». «Se, come dice la legge», con­tin­ua Per­inel­li, «ci fos­se un respon­s­abile del por­to, questi fat­ti non accadreb­bero. Sarem­mo dis­posti a ren­der­ci disponi­bili e a col­lab­o­rare per la ges­tione dei por­ti, ma fin tan­to che la non deman­da le com­pe­ten­ze ai Comu­ni non si risolve nul­la. Nel bres­ciano la Regione ha trasfer­i­to la ges­tione dei por­ti ai Comu­ni men­tre l’extra-portuale, cioè tut­to ciò che è dema­niale come boe, pon­tili, spi­agge, campeg­gi e res­i­dence, è gesti­to da un con­sorzio dei comu­ni, con rego­la­men­to uni­co per tut­to il ter­ri­to­rio. Questo ha cre­ato un servizio otti­male e le domande per i posti bar­ca nei por­ti ven­gono fat­te ai Comu­ni, che han­no il pol­so del­la situ­azione. Inoltre nel Vene­to i canoni dei posti bar­ca per i lavo­ra­tori del set­tore sono iden­ti­ci a quel­li dei pri­vati, men­tre in Lom­bar­dia la tar­if­fa è abbat­tuta del 30 per cen­to». Il vicepres­i­dente dell’associazione Noleg­gia­tori del Gar­da, Gio­van­ni Olivet­ti di Lazise, pres­i­dente anche dell’associazione locale dei mari­nai, rac­con­ta: «Gli abu­sivi sono molti anche tra i noleg­gia­tori. D’estate arrivano da tutte le par­ti per­sone che por­tano quat­tro o cinque barche o moto d’acqua, le met­tono nei por­ti o nelle spi­agge e le affit­tano. Nei por­ti ci sono anche barche ferme da cinque sei anni, che nes­suno muove. Non è gius­to occu­pino spazi che altri potreb­bero uti­liz­zare». «La nos­tra asso­ci­azione», con­tin­ua Olivet­ti, «è nata 25 anni fa con l’obiettivo di sal­va­guardare i noleg­gia­tori con­tro l’abusivismo. Il risul­ta­to però è che sono sem­pre di più, con tar­iffe in nero che ci dan­neg­giano molto». Per­inel­li riprende: «Il numero di imbar­cazioni è cresci­u­to enorme­mente, ci sono sem­pre più barche e sem­pre più gran­di. A questo bisogn­erà met­tere un lim­ite per sal­va­guardare l’ambiente e il set­tore dei lavo­ra­tori. Se con­tin­ua così si rischia il col­las­so e a rimet­ter­ci saran­no tut­ti. In Croazia chi arri­va in bar­ca si reca ad un uffi­cio com­pe­tente che gli rilas­cia un ade­si­vo di lib­era cir­co­lazione per un peri­o­do sta­bil­i­to con un tar­if­fario. Qua invece chi con­trol­la quante barche ven­gono messe in acqua e sen­za pagare niente?». Olivet­ti spie­ga inoltre: «D’estate il tur­ista ormeg­gia nei por­ti dove tro­va un pos­to, poi pas­sa la ser­a­ta in paese e quan­do ritor­na alle due di notte riparte facen­do un rumore for­tis­si­mo, con motori che super­a­no i 60 deci­bel e di cui si sente anco­ra il boa­to a Lazise quan­do sono già arrivati a Sirmione. Questi moto­scafi sem­pre più gran­di van­no anche via sparati a veloc­ità ben supe­ri­ori ai 20 nodi con­sen­ti­ti. L’estate scor­sa i com­mer­cianti di Lazise han­no sot­to­scrit­to una petizione spedi­ta al prefet­to per protestare. Per un cer­to peri­o­do c’è sta­to un bel con­trol­lo, ma poi è ritor­na­to tut­to come pri­ma». «Per risol­vere questi prob­le­mi», con­tin­ua Olivet­ti, «basterebbe che il Comune mettesse le cate­nar­ie davan­ti al lun­go­la­go, cioè boe di ormeg­gio a tem­po, per le imbar­cazioni di tur­isti che rag­giun­gono il paese, in prat­i­ca un parcheg­gio che favorisca la mobil­ità tur­is­ti­ca in acqua». Per­inel­li pre­cisa: «Se ci fos­sero le targhe su tutte le barche i con­trol­li sareb­bero facili, ma ormai sono gli abu­sivi stes­si che met­tono le catene alle barche per bloc­car­le nel pos­to così sono sicuri che non ven­gono rimosse». Gio­van­ni Olivet­ti, rap­p­re­sen­tante dei mari­nai, sot­to­lin­ea l’attività dell’associazione: «Due anni fa, e lo ripeter­e­mo anche quest’anno dopo Pasqua, abbi­amo puli­to il fon­dale del por­to vec­chio e del lun­go­la­go. Abbi­amo por­ta­to via un camion­ci­no di rifiu­ti con bici­clette, bat­terie e cop­er­toni rac­colti in acqua. Da un mese abbi­amo la nos­tra sede, nell’edificio delle ex scuole ele­men­tari di viale Roma».

Parole chiave: -

Commenti

commenti