Auguri natalizi, e pergamena, per i 97 anni dell’alpino, medaglia d’argento valor militare, Giovanni Molinari

23/12/2017 in Attualità
A Lazise
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Di Sergio Bazerla

Novantasette anni compiuti alla viglia di Natale e non dimostrarli. Alpino della Divisione Julia del battaglione Vicenza, medaglia d’argento al valor militare, memoria splendida, fisico ancora prestante, è l’alpino più anziano di Lazise Giovanni Molinari (al centro nella foto) che abita in via Prà Leor a Lazise e che per gli auguri natalizi e del genetliaco ha ricevuto a casa sua gli alpini lacisiensi guidati dal capogruppo Stefano Bergamini, accompagnato da Mario Martini, Sergio Marconi, Arnaldo Piccoli e Roberto Oliosi.

“Oltre agli auguri per il 97° compleanno – spiega Stefano Bergamini – siamo qui per consegnare la pergamena che la Fondazione del Sacrario del Baldo ha inteso consegnare a tutti i reduci della seconda guerra mondiale ancora in vita per i loro servigi resi alla patria. E il nostro Giovanni di servigi ne ha resi diversi. E’ stato ferito nell’autunno del 1941 a solo 21 anni sul fronte Greco-Albanese. Una azione importante che gli ha fruttato, si fa per dire – continua il capogruppo alpini di Lazise – la medaglia al valor militare.”

La mente lucidissima di Giovanni Molinari ricorda che si risvegliò all’ospedale di Valona, in Albania e che successivamente fu trasferito con un areo militare all’ospedale militare del Celio, a Roma per un lunghissimo periodo di cure.

“Sono nato a Varmo, in Friuli – spiega chiaramente Molinari – e dopo il congedo militare, con coraggio emigrai in Australia. Tanti lavori – continua il reduce – fino a lavorare in una grande fabbrica di sigarette. Ed il tabacco mi portò ad una seria malattia. Rientrai in Italia e mi stabilii con la moglie a Lazise. Sono rimasto quì anche dopo la morte di mia moglie. E conto di restarci fino al compimento del secolo.”

“Un momento trabocchevole di simpatia – dichiara Sergio Marconi –  con una persona lucidissima che ricorda tutto della sua storia personale. Momenti di vita commoventi ed unici. Oserei dire da vero soldato!”

 

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