Dopo la positiva esperienza di Natale il presidente Raguzzi ripropone il problema di un piano per gli interventi.

Auto medica per sei mesi all’anno

29/12/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

e San­to Ste­fano tran­quil­li per i Volon­tari del soc­cor­so del­la Croce Bian­ca di Tor­ri. Questo almeno il pri­mo bilan­cio fat­to dal pres­i­dente del­l’as­so­ci­azione Fabio Raguzzi rel­a­ti­va­mente ai due giorni fes­tivi in cui la Croce Bian­ca ave­va mes­so gra­tuita­mente a dis­po­sizione un’au­to med­ica per fron­teggia­re le even­tu­ali emer­gen­ze che si sareb­bero potute ver­i­fi­care nel ter­ri­to­rio bena­cense e mon­te­baldino. «Durante il giorno di Natale», ha illus­tra­to il diret­tore san­i­tario del­la Croce Bian­ca, dot­tores­sa Lorel­la Moran­do «non mi sem­bra ci siano state chia­mate par­ti­co­lar­mente urgen­ti, anche se di turno in effet­ti c’era un altro col­le­ga medico. So che i volon­tari del­la sede di Gar­da sono usci­ti due volte, ma si trat­ta­va essen­zial­mente di cose di poco con­to. Nel­la gior­na­ta di San­to Ste­fano tut­to tran­quil­lo. Meglio, spe­ri­amo che con­tinui così, dato che vuol dire che la gente sta bene». Ma se dal pun­to di vista san­i­tario tut­to è anda­to per il ver­so gius­to, non altret­tan­to si può dire dal pun­to di vista ammin­is­tra­ti­vo ed orga­niz­za­ti­vo. A spie­gare il per­ché è lo stes­so pres­i­dente del­la Croce Bian­ca. Che, pri­ma di ogni cosa, desidera «chiarire alcu­ni aspet­ti». «Anz­i­tutt», com­in­cia -«voglio rib­adire che ques­ta oper­azione fat­ta dal­la Croce Bian­ca è sicu­ra­mente impor­tante per la sicurez­za di tut­to il ter­ri­to­rio del Gar­da e del pri­mo entroter­ra mon­te­baldino. La pre­sen­za di un’ auto med­ica infat­ti, del tut­to indipen­dente dall’ ambu­lan­za, con­sente al medico di rag­giun­gere più velo­ce­mente il luo­go di even­tu­ali inci­den­ti e di muover­si in modo più snel­lo per pot­er prestare soc­cor­so. Una vol­ta val­u­ta­to il caso, il san­i­tario può decidere se deb­ba accom­pa­gnare l’am­bu­lan­za o, vicev­er­sa, pos­sa ess­er svin­co­la­to e rien­trare, pron­to a inter­venire in altre situ­azioni di mag­giore peri­co­lo». A questo pun­to però il pres­i­dente del­la Croce lan­cia una stoc­ca­ta ben pre­cisa. «Va sot­to­lin­eato», attac­ca Raguzzi «come sarebbe indis­pens­abile per un com­pren­so­rio così vas­to come quel­lo del Gar­da-, parte del­l’Ulss 22, pot­er dis­porre per almeno sei mesi l’an­no, e cioè da mag­gio ad otto­bre, di un’au­to med­ica come quel­la mes­sa a dis­po­sizione in questi giorni. Invece, i cit­ta­di­ni pagano cir­ca 29 mila lire al mese per dei servizi san­i­tari che la direzione gen­erale del­l’Ulss 22, di fat­to, non sta ero­gan­do in pieno. Il tut­to, a favore invece di altri com­pren­sori quali il Vil­lafranch­ese o altri anco­ra. Qual­cuno, ad esem­pio, dovrà spie­gare come mai quest’es­tate non sia sta­to isti­tu­ito, come gli altri anni, il medico tur­is­ti­co nel peri­o­do esti­vo. A fronte di pae­si con poche migli­a­ia di abi­tan­ti, in estate qui si super­a­no abbon­dan­te­mente svari­ate decine di migli­a­ia di per­sone tra ospi­ti, tur­isti e res­i­den­ti che, se avessero delle urgen­ze mediche, si tro­vereb­bero in seria dif­fi­coltà nel trovare delle adeguate risposte. Questo vale, a mag­gior ragione, per la pre­sen­za in pianta sta­bile di un’auto med­ica, capace di rag­giun­gere in breve tem­po diverse zone, da Mal­ce­sine a Peschiera, all’en­troter­ra». A Raguzzi fa eco la dot­tores­sa Moran­do. «A Verona», affer­ma il diret­tore san­i­tario «ci sono due automediche: una in Bor­go Venezia, che copre anche le vicine zone mon­tane, e una per il cen­tro, assai meno utile data la mas­s­ic­cia pre­sen­za di autoam­bu­lanze in gra­do di portare gli ammalati ai vici­ni ospedali. In un ter­ri­to­rio vas­to come quel­lo del Gar­da-Bal­do invece man­ca total­mente questo fon­da­men­tale pre­sidio». «A questo pun­to», rende noto Raguzzi «la direzione gen­erale del­l’Ulss, come è sta­to rib­a­di­to poco tem­po fa anche nel­la con­feren­za dei sin­daci, deve dire che pro­gram­mi ha vera­mente per questo ter­ri­to­rio. La Croce Bian­ca di Tor­ri, come pure le altre asso­ci­azioni di volon­tari­a­to quali la Bian­ca di Verona, la Croce Blu di San Mar­ti­no, la Croce Sos di Sona, la Sos di Valeg­gio, sono state tutte “tagli­ate fuori” dalle Ulss, a dif­feren­za delle pri­vate di Verona, quali la Croce Verde, la Croce Gial­la e la Croce Europa, a cui l’Ulss 20 ha des­ti­na­to molti sol­di, cre­do più di quat­tro mil­iar­di e mez­zo». «In gen­naio», con­clude Raguzzi «la Croce Bian­ca inviterà la Con­feren­za dei sin­daci, i ver­ti­ci del­l’Ulss 22, i respon­s­abili del Pron­to soc­cor­so degli ospedali del ter­ri­to­rio e, prob­a­bil­mente, anche le cat­e­gorie che oper­a­no nel­l’am­bito tur­is­ti­co, a seder­si ad uno stes­so tavo­lo per affrontare il prob­le­ma di un serio piano per le urgen­ze nel­la zona del lago e del Bal­do. Vedremo se ci sarà la vera inten­zione di affrontare ques­ta situ­azione crit­i­ca e poten­zial­mente molto peri­colosa dal pun­to di vista san­i­tario, sia per i cit­ta­di­ni garde­sani che per le migli­a­ia di turisti».

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