Con la vendemmia 2006 l’azienda di Manerba «inaugura» la struttura arricchita con un ampio utilizzo di tecnologia. Può stoccare fino a un milione di quintali. E gli investimenti non sono finiti

Avanzi, nuova cantina da 5 mln

28/09/2006 in Economia
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Di Luca Delpozzo
Claudio Andrizzi

Pri­ma nel­la nuo­va can­ti­na tar­ga­ta Avanzi a Maner­ba: un polo pro­dut­ti­vo ad alto tas­so tec­no­logi­co costa­to 5 mil­ioni di euro e ter­mi­na­to in tem­pi record. «Abbi­amo accel­er­a­to per arrivare pun­tu­ali all’appuntamento con la rac­col­ta», spie­ga il tito­lare, Giampi­etro Avanzi, elen­can­do i numeri di una strut­tura che rap­p­re­sen­ta, sen­za ombra di dub­bio, uno dei prin­ci­pali inter­ven­ti real­iz­za­ti negli ulti­mi dieci anni nel com­par­to vitivini­co­lo del­la riv­iera bres­ciana del Gar­da. In costruzione dal luglio 2005, non anco­ra com­ple­ta­mente fini­ta (l’inaugurazione uffi­ciale in occa­sione del prossi­mo ), la can­ti­na sos­ti­tu­isce la vec­chia e stor­i­ca strut­tura di Bal­biana, atti­va dal 1953. È sta­ta real­iz­za­ta con l’obiettivo di creare un polo uni­co nell’area di via Tre­vis­a­go, sul­la statale Desen­zano-Salò, dove già si trovano gli altri immo­bili azien­dali: la can­ti­na di imbot­tiglia­men­to, il fran­toio con pun­to ven­di­ta e la fab­bri­ca del­la bir­ra con annes­so locale di mesci­ta. Col­le­ga­ta alla zona imbot­tiglia­men­to da un tun­nel per l’affinamento dei vini, la strut­tura van­ta una capac­ità di stoccag­gio di un mil­ione di litri, e può lavo­rare poten­zial­mente oltre 1000 ton­nel­late di uva. L’investimento si è amplia­to con il rin­no­va­men­to delle attrez­za­ture, l’acquisto di 76 nuove vasche in acciaio tutte ter­mi­ca­mente con­trol­late da una cen­trale frig­orifera coman­da­ta da un com­put­er che gestisce le tem­per­a­ture. Sono sta­ti creati, inoltre, tre set­tori di con­ser­vazione a tem­per­atu­ra e umid­ità con­trol­late, tra cui una sala per l’appassimento delle uve. Il prog­et­to ha ripreso la for­ma del­la tradizionale casci­na lom­bar­da: la can­ti­na di vinifi­cazione vera e pro­pria occu­pa l’area del­la corte; da qui il viene trasfer­i­to tramite il tun­nel nel­la strut­tura di imbot­tiglia­men­to. La nuo­va strut­tura, gra­zie alle dimen­sioni e le numerose sale per degus­tazione e ospi­tal­ità, con­sen­tirà all’azienda di raf­forzare anche il ramo delle vis­ite in can­ti­na. «È sta­to un inves­ti­men­to di entità impor­tante, ma asso­lu­ta­mente nec­es­sario per con­tin­uare a restare al pas­so con l’attuale situ­azione di mer­ca­to — spie­ga Avanzi -. La nuo­va can­ti­na ci con­sen­tirà di con­tenere i costi, ma anche e soprat­tut­to di miglio­rare ulte­ri­or­mente la qual­ità dei prodot­ti». Quan­ti­ta­ti­va­mente, invece, la pro­duzione per il momen­to non aumen­ta: «Il futuro — pre­cisa Avanzi — non è nei grossi numeri, ma nel­la qual­ità». L’azienda, quin­di, mantiene inal­ter­ato il suo portafoglio pro­dut­ti­vo, cir­ca 600 mila bot­tiglie con Gar­da Clas­si­co Doc e Lugana «Sirmione» in pole posi­tion, segui­ti dal Gar­da Clas­si­co Doc, e da alcune chic­che come il Rebo di Mon­tecorno, il Caber­net Sauvi­gnon del­la Vigna Bra­gagna e il San Mar­ti­no Liquoroso Doc «Noto­rius». Quin­di l’olio extravergine di oli­va (50 quin­tali da 2500 piante di pro­pri­età; tut­to cer­ti­fi­ca­to Dop Gar­da Bres­ciano). La pro­duzione viene ven­du­ta al 15–20% in can­ti­na, una quo­ta più o meno sim­i­le va all’export. Anche il vigne­to res­ta a 60 ettari, ma da quest’anno è entra­ta in pro­duzione l’area del­la casci­na Pre­del­li a Polpe­nazze. Pro­prio qui dovrebbe con­cretiz­zarsi il nuo­vo inves­ti­men­to del­la famiglia, in atte­sa dei per­me­s­si nec­es­sari per la ricostruzione del­la vec­chia casci­na e la real­iz­zazione di un agri­t­ur­is­mo bed and breakfast.

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