Bilancio demografico 2004: continua l’aumento di residenti e stranieri, ma ci sono altri record. Su la natalità: nati 90 bimbi.E ora si pensa ad ampliare le scuole

Baby boom nella penisola

12/01/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Boom delle nascite a Sirmione con un tas­so demografi­co nel 2004 che ha super­a­to l’1,2 per mille abi­tan­ti. A fine 2004 la popo­lazione ha toc­ca­to le 7317 unità. Un tas­so di cresci­ta che si avvic­i­na a cer­ti Pae­si del­l’A­sia. Ma la novità di rilie­vo è un’al­tra. Tut­ti sarem­mo por­tati a ritenere che a far appen­dere un sem­pre mag­gior numero di fioc­chi rosa ed azzur­ri a Sirmione pos­sa essere deter­mi­na­to dal­l’au­men­to del­la popo­lazione. Invece, no. I nati aumen­tano anche e soprat­tut­to per­ché è cam­bi­a­to il cos­tume. «Negli anni Ottan­ta — ril­e­va infat­ti l’asses­sore Gior­dano Sig­nori — c’era la ten­den­za a fare un solo figlio, oggi invece chi può ne gen­era almeno due. Un’ ulte­ri­ore con­fer­ma di questo fenom­e­no si desume osser­van­do il cosidet­to movi­men­to nat­u­rale. Negli anni Ottan­ta e Novan­ta — con­tin­ua Sig­nori — si reg­is­tra­va un sal­do zero, cioè c’ era coin­ci­den­za tra il numero dei nati e quel­lo dei mor­ti. Oggi, invece, a fronte dei 90 nati reg­is­trati medi­a­mente a Sirmione negli ulti­mi anni, i mor­ti si fer­mano a 50». Insom­ma un’au­t­en­ti­ca “riv­o­luzione demografi­ca” come la chia­ma l’asses­sore è in atto nel­la peniso­la sirmionese che lo scor­so anno ha vis­to 82 nascite (43 maschi e 39 fem­mine) con­tro 45 deces­si (19 maschi e 26 fem­mine), con un sal­do atti­vo di 37 unità. A questo dato bisogna aggiun­gere il movi­men­to migra­to­rio che a Sirmione non conosce ormai più soste. Infat­ti, gli iscrit­ti sono sta­ti 542 (268 maschi e 274 fem­mine) con­tro 367 can­cel­lati. Il sal­do è dunque di 175 per­sone. Ebbene, il 2005 si apre con il tet­to dei 7317 abi­tan­ti che com­pon­gono 3420 famiglie (» 148). Non sono pochi inoltre gli stranieri. A fine anno era­no 759 con un incre­men­to del 10,37% rispet­to al 2003. Se andi­amo indi­etro di appe­na 10 anni (1994) le famiglie era­no 2255 con una popo­lazione di res­i­den­ti che oscilla­va tra le 5 mila e le 5500 unità, e il sal­do fra nascite e mor­ti era pres­soc­chè in equi­lib­rio. Poi il dis­tac­co, anno dopo anno, fino a toc­care la pun­ta record di 112 nascite, nel 2003, con­tro 51 deces­si. Sem­pre in cresci­ta, infine, gli immi­grati che dal 2003 han­no fat­to sfon­dare il tet­to delle 500 unità. Ven­t’an­ni fa, ricor­da­va anco­ra Gior­dano Sig­nori, nasce­vano appe­na 35–40 bam­bi­ni all’an­no con un tas­so di natal­ità vici­no allo 0,8 per mille. Ma quali pos­sono essere le con­seguen­ze più vis­tose, se non pre­oc­cu­pan­ti, per le casse comu­nali e per i specie dopo la stret­ta eco­nom­i­ca decisa dal­la Finanziaria? «Direi che sul piano prati­co pos­sono essere almeno tre. L’am­pli­a­men­to del cimitero è in cor­so e nei prossi­mi dieci anni non ci saran­no prob­le­mi. Poi — osser­va Sig­nori — le attuali tre scuole mater­ne “scop­pi­ano”, ma nel mese di set­tem­bre prossi­mo sarà pron­to il nuo­vo asi­lo di Roviz­za e ci sarà pos­to per tut­ti: Infine, il ter­zo prob­le­ma si pone con le scuole ele­men­tari e medie che, essendo state prog­et­tate nel lon­tano 1979, risul­tano ormai sot­todi­men­sion­ate ed il Comune, a questo pun­to, dovrà dar­si da fare per un loro ampli­a­men­to o per la costruzione di altre nuove». C’è infine da tenere con­to dei servizi sociali che, per pot­er essere man­tenu­ti ad un dis­cre­to liv­el­lo, peser­an­no notevol­mente sulle casse comunali.

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