La mappa del pronto intervento sulle spiagge tra volontariato e assenza di coordinamento. Ogni Comune ha il proprio sistema, tra i più pronti spicca Malcesine

Bagnini, questi sconosciuti

Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Un inter­ven­to coor­di­na­to per garan­tire la sicurez­za dei bag­nan­ti su tutte le spi­agge è anco­ra un mirag­gio sul Gar­da veronese, per­ché i Comu­ni non sono mai rius­ci­ti fino­ra, nonos­tante gli aus­pi­ci del­la , ad unire le forze. Così ognuno inter­viene — o non inter­viene per nul­la — sec­on­do pos­si­bil­itàe. Il risul­ta­to è che con­trari­a­mente a quan­to avviene sul­la spon­da trenti­na, sulle spi­agge pub­bliche non ci sono bagni­ni in con­tat­to diret­to con i medici. Questi ulti­mi, nel­la mag­gior parte dei casi, sono invece in con­tat­to con i volon­tari del­la alla cui rete orga­niz­za­ti­va, qua­si sem­pre, è affida­to il soc­cor­so di emer­gen­za esti­vo. Il pun­to fer­mo per tut­ti rimane il 118, il numero per le emer­gen­ze san­i­tarie, che avrebbe però bisog­no di un grup­po di rin­for­zo locale per essere sem­pre chiam­a­to nell’immediata urgen­za. Il prob­le­ma era sta­to soll­e­va­to alla Comu­nità del Gar­da in feb­braio. Se ne par­lò nel­la stes­sa riu­nione in cui furono get­tate basi per l’operazione Gar­da sicuro, par­ti­ta a giug­no, che fino al 20 set­tem­bre garan­tirà il pron­to inter­ven­to del­la . «Sarò ret­ro­gra­do», attac­ca Gio­van­ni Zap­palà, sin­da­co di Bren­zone, «Ma il lago non è Rim­i­ni; che cri­te­rio dovrei uti­liz­zare per decidere le spi­agge dove met­tere un bagni­no e un medico su una cos­ta sen­za baie, lun­ga qua­si 9 chilometri? Dovrei met­terne uno ogni 50 metri? Per garan­tire la sicurez­za bas­tano il 118, il medico di turno, la guardia costiera. Se qual­cuno desidera essere vig­i­la­to, è meglio che vada nei lidi cus­todi­ti». Quan­to a mate­ri­ale di sicurez­za e seg­nalet­i­ca, com­men­ta: «La pro­pos­ta di acquistare i sal­vagen­ti mi fu fat­ta da un pri­va­to e gli sug­gerii di far rifer­i­men­to alla Comu­nità del Gar­da, da noi dareb­bero un’immagine molto buona, ma sareb­bero di scarsa effi­ca­cia e i costi, ele­vatis­si­mi, ricadreb­bero sul­la comu­nità». A Peschiera, invece, i sal­vagen­ti li han­no com­prati. Gian­lu­ca Fiori, con­sigliere respon­s­abile del­la pro­tezione civile, ne ha ordi­nati una deci­na. «Con colon­nine fisse e 30 metri di sago­la», annun­cia, «saran­no sis­temati vici­no ai por­ti, dove pos­sono riv­e­lar­si sal­vavi­ta se qual­cuno cade nel lago, cam­mi­nan­do lun­go i bor­di del­la banchi­na nei pun­ti in cui l’acqua è a stra­pi­om­bo». E le spi­agge? «Lido Capuc­ci­ni, For­naci e Piop­pi sono sicuri gra­zie ai volon­tari del­la pro­tezione civile che han­no un gom­mone attrez­za­to per inter­ven­ti di rian­i­mazione e pron­to soc­cor­so e sono reperi­bili 24 ore su 24». «A Tor­ri pos­si­amo indi­vid­uare la Baia Stan­ca e il Lido Bag­ni, ma il resto del­la cos­ta è un litorale lun­go dove è dif­fi­cile gestire medici e bagni­ni», com­men­ta il sin­da­co Alber­to Vedovel­li. «La sicurez­za però è impor­tante e da noi la pro­tezione civile con­ta su alcu­ni com­po­nen­ti del grup­po di sub­ac­quei Il Club. Sono disponi­bili per inter­ven­ti di sal­vatag­gio nei fine set­ti­mana e rispon­dono su chia­ma­ta». A Gar­da il sin­da­co Davide Bendinel­li ammette: «Il prob­le­ma del­la sicurez­za non è affronta­to in maniera coor­di­na­ta, men­tre dovrem­mo decider­ci a fare un accor­do inter­co­mu­nale». Poi pre­cisa: «A Gar­da le spi­agge mag­giori sono due. La Cav­al­la offre due chioschi molto fre­quen­tati e il con­trol­lo, sep­pur indi­ret­to, è garan­ti­to; in acqua una cor­da delimi­ta la zona dove non si toc­ca». Poi pen­sa all’altra spi­ag­gia, Il Corno, e a quan­do, negli anni Novan­ta, c’era il bagni­no sul pon­tile con un gom­mone a dis­po­sizione. «In effet­ti un medico e un sorveg­liante per lido dareb­bero mas­si­ma garanzia di sicurez­za: è una ques­tione da stu­di­are». Parere sim­i­le esprime Fer­di­nan­do Emanuel­li, sin­da­co di Castel­n­uo­vo, nel cui ter­ri­to­rio le spi­agge, su due chilometri di cos­ta, sono due: Lido Ronchi e Lido Cam­pan­el­lo: «Nei nos­tri lidi un medico e un bagni­no non ci sono, ma sareb­bero utili. Intan­to abbi­amo una con­ven­zione con la pro­tezione civile e nei fine set­ti­mana i volon­tari sono al Cam­pan­el­lo. Gra­zie a con­tribu­ti region­ali, li abbi­amo dotati di gom­mone, fuoristra­da e radio». Di un coor­di­na­men­to forte sente l’esigenza Mal­ce­sine, con i suoi oltre 10 chilometri di cos­ta. Car­lo Chin­car­i­ni, asses­sore alle attiv­ità sportive, com­men­ta: «Siamo molto a nord e, come abbi­amo fat­to pre­sente alla Comu­nità del Gar­da, desider­erem­mo che il soc­cor­so del­la guardia costiera fos­se più veloce. Da noi il lago è cat­ti­vo, i ven­ti del Pel­er e dell’Ora non per­do­nano, il fon­dale è alto e non pos­si­amo per­me­t­ter­ci di trascu­rare un pun­to del­i­ca­to come la sicurez­za. Quin­di ci siamo orga­niz­za­ti e il pri­mo, velocis­si­mo e sem­pre effi­ciente inter­ven­to è nelle mani di volon­tari e dipen­den­ti del­la Fraglia del­la Vela, che si tro­va a nord e a sud del­la cos­ta. Abbi­amo chiesto loro disponi­bil­ità 24 ore su 24 e li abbi­amo dotati di un gom­mone con carene rigide, aper­to dietro per il trasporto del­la barel­la. Anche le scuole di surf han­no un gom­mone attrez­za­to per sal­vatag­gi e pri­mo soc­cor­so. Poi c’è la pro­tezione civile, che ha un altro mez­zo di soc­cor­so, e siamo sem­pre in con­tat­to con un comi­ta­to di Rovere­to, a dis­po­sizione per inter­ven­ti di soc­cor­so nei fine set­ti­mana. In prat­i­ca, sono tut­ti sem­pre in aller­ta e chia­mano o i medici, o vig­ili del fuo­co, o i a sec­on­da del­la situ­azione. A un medico per spi­ag­gia non pen­si­amo, i lidi qui sono dif­fi­cil­mente indi­vidu­a­bili e poi siamo abit­uati a una Croce rossa effi­ci­en­tis­si­ma». Non man­cano nem­meno i sal­vagen­ti: «Ai suoi tre attrac­chi, la ne ha mes­si parec­chi e il Comune li ha posizionati a Cam­pag­no­la, luo­go dep­u­ta­to agli atter­rag­gi con il para­pen­dio e dove, nell’area attrez­za­ta, c’è anche un barchi­no per il soc­cor­so imme­di­a­to». Tutt’altra aria si res­pi­ra all’estremo capo del lago: «A Lazise non abbi­amo né medico né bagni­no, ma le due uniche spi­agge comu­nali, quel­la del por­to e la Cavaz­zoc­ca Maz­zan­ti, sono pic­cole e sicure», dice il sin­da­co Ren­zo Frances­chi­ni. «Le altre», ricor­da, «sono prospici­en­ti i campeg­gi e quin­di con­trol­late dai rispet­tivi gestori».