Il più antico evento della provincia ha chiuso i battenti in alta Valsabbia e, come ogni anno, è stato un vortice di colori e di musica

Bagolino, l’ultimadanza dei balarì

25/02/2009 in Manifestazioni
Di Luca Delpozzo
Mila Rovatti

«Dal­la pol­vere era nato e di pol­vere è tor­na­to» recita una poe­sia di rifer­en­dosi al e anche per quel­lo di Bagoli­no, come ogni anno, è val­sa la stes­sa rego­la. Così come è sce­so in piaz­za con pre­poten­za e con un vig­ore rin­no­va­to rispet­to all’anno scor­so, ieri sera il bagos­so, dopo l’ultimo bal­lo in piaz­za Mar­coni, poco per vol­ta si è spen­to las­cian­do uno stan­co svolaz­zare di corian­doli. I bal­leri­ni han­no fat­to il loro dovere dan­zan­do davan­ti alle abitazioni di par­en­ti, ami­ci e fidan­zate, per loro sono state aperte le «cucine». Questo vagabon­dare da una cuci­na all’altra assag­gian­do salu­mi, for­mag­gi e squisi­ti piat­ti è un trat­ta­men­to ris­er­va­to ai bal­leri­ni e agli amici.E pas­san­do dal­la cuci­na di Zac­caria e quel­la dei Dagani fra un bic­chiere di e l’altro capi­ta di sen­tire intonare vec­chie can­zoni, da voci che fan­no tremare i vetri. Alle maschere e ai bal­leri­ni si mescolano i locali, mag­a­ri sen­za maschera, ma con una tale e coin­vol­gente eufo­ria da ren­dere diver­tente ogni bat­tuta e accetta­bile lo scher­zo del palpeggiamento.Anche il grup­po dei bal­leri­ni dei bam­bi­ni ha bal­la­to a lun­go nei due giorni di fes­ta, qui si com­in­cia a vivere e res­pi­rare il fas­ci­no del­la tradizione sin da pic­coli e quan­to pri­ma anche i bam­bi­ni ven­gono muni­ti del tradizionale cos­tume e degli «sgal­ber», le scarpe con le suole di leg­no e in qualche caso i chiodi.Non sono forse le calza­ture più adat­te a muo­vere i pri­mi pas­si, ma anche i pic­coli si divertono un mon­do a trasci­narle sul sel­ci­a­to facen­do un gran fracasso.Oggi è il giorno del riposo, qualche vis­i­ta­tore anco­ra si fa vedere in giro, mag­a­ri per gustare il tradizionale piat­to dell’aringa, poi da domani si tor­na alla nor­mal­ità e alla fac­cende di tut­ti i giorni in atte­sa che l’anno prossi­mo il carnevale torni fuori dal­la pol­vere.