Lo ha deciso l’Accademia italiana della cucina. Un riconoscimento prestigioso: Bagolino produce il miglior latticino italiano

Bagoss, il re dei formaggi

19/07/2002 in Enogastronomia
Di Luca Delpozzo

Qual’è il miglior for­mag­gio ital­iano? L’Accademia ital­iana del­la cuci­na non ha avu­to dub­bi, e ha asseg­na­to al bagoss il pre­mio «Dino Vil­lani 2002», rega­lan­do al prodot­to principe di Bagoli­no la qual­i­fi­ca di miglior prodot­to caseario nazionale. La «lau­rea» è arriva­ta nei giorni scor­si, quan­do il for­mag­gio di casa ha ottenu­to il più pres­ti­gioso riconosci­men­to del­la sua sto­ria. L’Accademia ital­iana del­la cuci­na, fon­da­ta nel 1953 da esper­ti del set­tore come Dino Buz­za­ti, Arnol­do Mon­dadori, Gian­lui­gi Pon­ti, Dino Vil­lani, Joe Pon­ti e Gian­ni­no Cit­te­rio, cura tut­ti gli anni una selezione dei migliori prodot­ti enogas­tro­nomi­ci del­la Peniso­la, div­i­den­doli nat­u­ral­mente in cat­e­gorie. E quest’anno l’istituzione ha val­u­ta­to 86 prodot­ti tra pas­ta, insac­cati, for­mag­gi e altro, e al ter­mine di una rig­orosa selezione effet­tua­ta da tec­ni­ci e docen­ti uni­ver­si­tari, espres­sa­mente incar­i­cati dal­la stes­sa Accad­e­mia, il bagoss ha sbaraglia­to la con­cor­ren­za por­ta­ta all’esame da altre del­egazioni ital­iane; una con­cor­ren­za cer­ta­mente di alto pro­fi­lo. Il re dei for­mag­gi si è con­fronta­to con avver­sari di tut­to rispet­to come il puz­zone di Moe­na, il gor­gonzo­la Dop, il grana dop e molti altri ricer­catis­si­mi prodot­ti caseari; ma il con­siglio di pres­i­den­za dell’Accademia non ha avu­to dub­bi, e ha asseg­na­to alla Valsab­bia il«Dino Vil­lani 2002»: una pregev­ole opera grafi­ca dell’artista Mario Vel­lani Marchi. Come tut­ti ormai san­no, questo lat­ti­ci­no viene prodot­to da tem­po immem­o­ra­bile sia nelle mal­ghe bagosse tra i 1300 e i 1800 metri, sia nelle cascine sparse tra i mon­ti. E’ un for­mag­gio sem­i­gras­so a pas­ta dura, prodot­to con lat­te vac­ci­no, dal sapore inten­so e aro­mati­co e dall’inconfondibile sfu­matu­ra gial­la. In un let­tera invi­a­ta al sin­da­co Mar­co Scalvi­ni da Giuseppe Del­los­so, pres­i­dente dell’Accademia, si legge: «Desidero esternarle espres­sione di com­piaci­men­to da parte del con­siglio di pres­i­den­za e mia per­son­ale per questo mer­i­ta­to riconosci­men­to, che pre­mia il par­ti­co­lare impeg­no ver­so i tipi­ci val­ori del­la pro­duzione ali­menta­re ital­iana». Dif­fi­cile descri­vere la sod­dis­fazione dei bagos­si, e in par­ti­co­lare del sin­da­co, per questo riconosci­men­to. «Han­no defini­to il nos­tro for­mag­gio uno spec­chio del­lo spac­ca­to del­la vita rurale di mon­tagna — com­men­ta Scalvi­ni -; un prodot­to che mette in risalto tradizioni, usi e cos­tu­mi del paese. Pro­prio ques­ta è la forza del nos­tro bagoss, oltre nat­u­ral­mente alle carat­ter­is­tiche pro­prie del for­mag­gio come il col­ore, la pas­ta dura e com­pat­ta, il sapore forte e impor­tante che lo ren­dono sin­go­lare e uni­co». Il con­cor­rente valsab­bi­no è sta­to pre­sen­ta­to all’Accademia dall’avvocato Alessan­dro Redael­li De Zinis, ed è la pri­ma vol­ta un prodot­to bres­ciano riceve questo riconosci­men­to nei qua­si cinquant’anni di attiv­ità di ques­ta isti­tuzione. Ora non solo gli abi­tan­ti del paese (e soprat­tut­to i pro­dut­tori), ma tutt i i bres­ciani potran­no sen­tir­si orgogliosi di appartenere a una provin­cia che offre al mer­ca­to il miglior for­mag­gio d’Italia.

Bagolino

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