L’iniziativa di informazione è stata promossa dall’Asl di Brescia

Balneabilità delle spiagge: i dati ora anche su Internet

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Addio bol­let­ti­ni sul­la bal­ne­abil­ità. Tutte le infor­mazioni sul­la salute delle acque del lago di Gar­da (ma anche degli altri laghi bres­ciani) saran­no d’o­ra in avan­ti comu­ni­cati su rete inter­net. Basterà vis­itare il sito www.aslbrescia.it, quin­di la pag­i­na iniziale (home page) e clic­care sul dis­eg­no del lago prescel­to. In pochi sec­on­di apparirà l’e­len­co delle spi­agge con i rel­a­tivi giudizi di bal­ne­abil­ità. Ovvi­a­mente, non cam­bia nul­la nel­la metodolo­gia dei cam­pi­ona­men­ti da parte dei tec­ni­ci del Dis­tret­to del Gar­da che fa parte del­l’Asl di Bres­cia. Così come nel­la caden­za delle oper­azioni, che res­ta quindic­i­nale. Le infor­mazioni sul­la bal­neazione saran­no aggior­nate nel sito del­l’Asl tem­pes­ti­va­mente ad ogni vari­azione dei giudizi igien­i­co-san­i­tari e, di nor­ma, a decor­rere dal 1° mag­gio fino alla fine di set­tem­bre. Ricor­diamo che, in totale, sono 52 le spi­agge bres­ciane del lago di Gar­da e che la pas­sa­ta sta­gione la situ­azione è sta­ta buona. Anzi, negli ulti­mi cinque anni il quadro del­la bal­ne­abil­ità, tranne rare eccezioni, è miglio­ra­to grad­ual­mente fino a rag­giun­gere il tra­guar­do del 90% del totale delle spi­agge. Com’è potu­to accadere questo mez­zo mira­co­lo? Sem­plice­mente con la polit­i­ca di sen­si­bi­liz­zazione por­ta­ta avan­ti in decen­ni dal­la , con l’opera di risana­men­to del lago e dei suoi afflu­en­ti gran­di e pic­coli del­l’Azien­da spe­ciale Gar­da Uno, infine con il poten­zi­a­men­to o la sis­temazione del­la rete fog­nar­ia di qua­si tut­ti i Comu­ni riv­ieraschi. Una scommes­sa in parte vin­ta, anche se non bisogna abbas­sare il liv­el­lo di guardia. La minac­cia del 2000, infat­ti, si chia­ma «macrofi­ta», ovvero quel­l’er­ba acquat­i­ca che, in enorme quan­tità, pro­lif­era soprat­tut­to nel­l’area merid­ionale del Gar­da, dici­amo tra Desen­zano e Peschiera, e che da qualche sta­gione sta cre­an­do parec­chi prob­le­mi. In tre anni si è per­so solo tem­po: nes­suno ha anco­ra chiar­i­to, però, quali sono le cause del­la sua pro­lif­er­azione. Nè le due regioni, Lom­bar­dia e Vene­to (la Provin­cia di Tren­to non è sfio­ra­ta min­i­ma­mente dal prob­le­ma), han­no mes­so mano al portafogli per inve­stire nel­l’ac­quis­to di un paio di tagli­aerbe poten­ti e veloci per impedire che le ton­nel­late di erbe macrof­ite si riversi­no sul litorale.

Parole chiave: