Gli ultimi dati sulla qualità delle acque confermano l’ottima situazione del Benaco. Pochi i casi di grattarola: «E’ meglio che in passato»

Balneazione, un’estate d’oro

Di Luca Delpozzo

Anche quest’an­no la Riv­iera del Gar­da si appres­ta a chi­ud­ere la sta­gione con la bandiera blu issa­ta dap­per­tut­to (uni­ca eccezione, sec­on­do l’ultimo bol­let­ti­no dell’Asl, la spi­ag­gia di S. Giu­lia a Padenghe). Infat­ti, tranne spo­radiche eccezioni la cos­ta bres­ciana, ma anche quel­la vene­ta e trenti­na, han­no offer­to un’ec­cezionale qual­ità delle pro­prie acque bal­ne­abili. Lo tes­ti­mo­ni­ano, del resto, i bol­let­ti­ni quindic­i­nali dif­fusi dal Dis­tret­to Asl di Salò o quel­li com­p­lessivi elab­o­rati dal­la Comu­nità del Gar­da (poi trasmes­si anche all’es­tero). Un’al­tra novità riguar­da l’an­da­men­to pos­i­ti­vo di alcune allergie che negli anni pas­sati han­no col­pi­to numerosi bag­nan­ti che, venu­ti a con­tat­to con acque inquinate da inset­ti o alghe, ave­vano dovu­to ricor­rere alle prestazioni dei san­i­tari dei vari pron­to soc­cor­so. Anche se l’es­tate non è anco­ra ter­mi­na­ta, è però vero che negli anni prece­den­ti, non appe­na la tem­per­atu­ra rag­giunge­va punte record di cal­do, sis­tem­ati­ca­mente si reg­is­tra­vano le fas­tidiose der­mati­ti bat­tez­zate con il ter­mine un po’ gener­i­co di «grat­taro­la». Quest’an­no, a fronte di set­ti­mane in cui la tem­per­atu­ra ha rag­giun­to e super­a­to ripetu­ta­mente i 35 gra­di, per for­tu­na non si è ver­i­fi­ca­to l’asse­dio al Pron­to soc­cor­so o alla far­ma­cia. «Con­fer­mi­amo che la situ­azione rel­a­ti­va alla grat­taro­la è spic­cata­mente migliore di qualche anno fa. Ma — spie­ga il dot­tor Ange­lo Benedet­ti, diri­gente del Dis­tret­to san­i­tario del Gar­da — si trat­ta di fenomeni bio­logi­ci legati a inset­ti o ad alghe, per­chè nel lago si ver­i­f­i­cano dei cicli annu­ali. Ci pos­sono essere cioè degli anni “buoni”, altri meno buoni in relazione anche alle con­dizioni ambi­en­tali». Benedet­ti ricor­da l’e­sem­pio dei «chi­rono­mi», i famigerati mosceri­ni che invasero alcu­ni anni fa il cir­con­dario di Venezia a tal pun­to da causare incon­ve­ni­en­ti alla lin­ea fer­roviaria. Dunque, even­ti di carat­tere bio­logi­co, in parte sconosciu­ti in parte noti, sareb­bero alla base di ques­ta situ­azione altenante in cui viene atrovar­si spes­so la riv­iera del Gar­da, soprat­tut­to la sua zona più merid­ionale dove le acque sono più basse e stag­nan­ti rispet­to a quel­la set­ten­tri­onale, più ven­ti­la­ta e per­cor­sa da cor­ren­ti. Basterebbe ricor­dare il fal­so allarme per l’inquinamento lan­ci­a­to nei giorni scor­si fra Lugana e San Benedet­to: la sostan­za sospet­ta era in realtà una fior­it­u­ra algale. Dice il dot­tor Crescen­zo Messi­no, del­lo stes­so dis­tret­to zonale con l’in­car­i­co speci­fi­co di seguire le prob­lem­atiche delle acque: «Non è mai ripet­i­ti­vo dare dei con­sigli ai tur­isti che uti­liz­zano le nos­tre spi­agge. Difat­ti, sarebbe bene non fare il bag­no in prossim­ità dei can­neti o in trat­ti dove si notano colonie di uccel­li acquati­ci i cui escre­men­ti, come si sa, provo­cano incon­ve­ni­en­ti alla pelle venu­ta a con­tat­to con l’ac­qua. E anco­ra, evitare di fare il bag­no vici­no a por­ti o in acque stag­nan­ti, meglio far­lo al largo. «Pos­so con­fer­mare anch’io che il fenom­e­no del­la grat­taro­la — pros­egue Messi­no — risul­ta meno inten­so, ma è meglio aspettare la fine del­la sta­gione». Come si ricorderà, dopo ricerche e stu­di, si venne a sco­prire qualche anno la causa pri­maria del­la grat­taro­la: la «tri­chobil­harzia ocel­la­ta», ovvero una cer­caria, un paras­si­ta ospite abit­uale di uccel­li acquati­ci e mol­luschi lacuali. Il paras­si­ta, venu­to a con­tat­to con la pelle del bag­nante più sen­si­bile, ne provo­ca­va una fas­tidiosa der­matite. Cosa devono fare allo­ra i bag­nan­ti che, per vari motivi, non pos­sono allon­ta­nar­si da riva (pen­si­amo ai bam­bi­ni o a chi non sa nuotare)? «Ricor­dan­do anco­ra una vol­ta di evitare di bag­nar­si in acque stag­nan­ti o vicine ai can­neti, una vol­ta usci­ti dal­l’ac­qua bisogna asci­u­gar­si, stro­fi­nan­dosi con vig­ore la cute con un asci­uga­mano».

Maurizio Toscano

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