Nuova puntata della polemica sull’ordinanza anti rumore firmata dal sindaco e contestata dagli esercenti. Il Comune replica alle accuse: «Tuteliamo i cittadini che vivono in centro»

Bar, «chiudere prima è necessario»

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Le pre­vi­sioni del­la vig­ilia, sec­on­do le quali l’ordinanza di chiusura antic­i­pa­ta di un’ora dei locali pub­bli­ci di Desen­zano avrebbe scate­na­to un putife­rio, sono state pun­tual­mente con­fer­mate. E dopo le prese di posizione di Con­fe­ser­centi e Ascom (ma anche di molti gestori di bar e din­torni), ecc.), che con­tes­tano il provved­i­men­to fir­ma­to dal sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za (un ordine che non riguar­da le dis­coteche), è arriva­to il turno del­la repli­ca dell’amministrazione comu­nale. Che ovvi­a­mente difende, attra­ver­so un comu­ni­ca­to, la pro­pria deci­sione. In par­ti­co­lare, la rispos­ta è riv­ol­ta alla Con­fe­ser­centi, che per voce del seg­re­tario provin­ciale Sil­vano Nem­ber ave­va crit­i­ca­to dura­mente tem­pi e modi con i quali era sta­ta prepara­ta la dis­cus­sa ordi­nan­za entra­ta in vig­ore mart­edì. «Vogliamo in pri­mo luo­go pre­cis­are che il provved­i­men­to accoglie la richi­es­ta di numerosi abi­tan­ti del cen­tro stori­co, che chiedono garanzie di qui­ete e con­dizioni di sicurez­za nelle ore not­turne. La loro pre­oc­cu­pazione — recita il comu­ni­ca­to munic­i­pale — è moti­va­ta dal numero di inter­ven­ti del­la forza pub­bli­ca nel cor­so dell’anno scor­so, con l’elevazione di ben 29 ver­bali a cari­co di bar e pre dis­co del cen­tro stori­co per rumori. La nos­tra ordi­nan­za rien­tra per­ciò tra i doveri di ogni ammin­is­trazione, alla quale spet­ta di trovare il gius­to equi­lib­rio tra le esi­gen­ze delle cat­e­gorie com­mer­ciali e le legit­time aspet­ta­tive del­la cit­tad­i­nan­za». Nell’intervista rilas­ci­a­ta a Bres­ciaog­gi, il seg­re­tario del­la Con­fe­ser­centi ave­va sot­to­lin­eato che «la Con­sul­ta per il com­mer­cio e il tur­is­mo non era sta­ta mai coin­vol­ta nel­la ques­tione del­la chiusura antic­i­pa­ta dei locali». Ma in Comune assi­cu­ra­no che non è vero. Infat­ti, il tema sarebbe sta­to dis­cus­so «in più occa­sioni, come tes­ti­mo­ni­a­to dai ver­bali delle riu­nioni. Inoltre, la com­mis­sione può riu­nir­si a richi­es­ta degli stes­si com­po­nen­ti in caso di neces­sità». Quan­to alla com­mis­sione comu­nale, com­pos­ta dai vari rap­p­re­sen­tan­ti di cat­e­go­ria, dai con­suma­tori e dal coman­dante del­la , «è sta­ta uffi­cial­mente con­vo­ca­ta per dis­cutere l’argomento, e la deci­sione è sta­ta pre­sa col­let­ti­va­mente, in segui­to a una rego­lare votazione». L’amministrazione, infine, con­clude sot­to­lin­e­an­do che «il recente provved­i­men­to non agevola le dis­coteche, infat­ti la chiusura alle 4 (per il ven­erdì e il saba­to) era già pre­vista nel­la vec­chia ordi­nan­za del ’91: adesso è spec­i­fi­ca­to che allo scoc­care dell’orario di chiusura i locali devono risultare sgom­bri dagli avven­tori». Insom­ma, il dibat­ti­to con­tin­ua, ed è des­ti­na­to a riac­cen­dere polemiche tra com­mer­cianti e ammin­is­trazione civi­ca. Ma c’è un altro inter­rog­a­ti­vo al quale pare che nes­suno sap­pia rispon­dere: Desen­zano è o no una cit­tà a vocazione tur­is­ti­ca? Se lo è, affer­mano i tito­lari dei locali pre dis­co, l’ordinanza pone cer­ta­mente dei lim­i­ti allo sva­go not­turno. Anche per­chè in questi stes­si locali la musi­ca è sta­ta vieta­ta allo scoc­care del­la mez­zan­otte, sia fuori sia all’interno, e quin­di c’è il ris­chio che sci­a­mi di gio­vani finis­cano per cir­co­lare nel cen­tro cre­an­do schia­mazzi più di quan­to si ver­i­fi­ca­va fino a martedì.

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