Eliseo Cussolotto, a bordo della storica barca Bambly, ha individuato con un cannocchiale i piccoli olandesi

Barca di Gardaland salva due bambini alla deriva su un canotto in mezz

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Di Luca Delpozzo

Dis­avven­tu­ra a lieto fine sul . Due bam­bi­ni olan­desi, a bor­do di un pic­co­lo can­ot­to gon­fi­a­bile spin­to al largo dal ven­to, sono sta­ti trat­ti in sal­vo dall’equipaggio di «Bam­bly», imbar­cazione di Eliseo Cus­solot­to che da due anni «trasporta» in giro per i pae­si riv­ieraschi mate­ri­ale pub­blic­i­tario di . In prat­i­ca a riva sbar­cano dei sim­pati­ci ani­ma­tori che regalano gad­gets e pal­lonci­ni ai bam­bi­ni. L’episodio che pote­va sfo­cia­re in con­seguen­za davvero dram­matiche è accadu­to nel tar­do pomerig­gio di saba­to pro­prio nell’ultima gior­na­ta di oper­a­tiv­ità di «Bam­bly», scafo ben vis­i­bile anche per le var­i­opinte vele che richia­mano al par­co dei diver­ti­men­ti di Castel­n­uo­vo. «Sta­vo rien­tran­do a casa, a Peschiera, quan­do scru­tan­do con il bino­co­lo ho indi­vid­u­a­to ver­so il cen­tro del lago un curioso punti­no rosso», rac­con­ta il ses­san­taduenne Eliseo Cus­solot­to. Grande lo stu­pore quan­do ha scop­er­to che si trat­ta­va di un lil­lipuziano can­ot­to gon­fi­a­bile con a bor­do due impau­ri­ti bam­bi­ni che agi­ta­vano le pagaie. «Ho gira­to imme­di­ata­mente la prua del mio “Bam­bly” e in pochi minu­ti ho rag­giun­to i due mal­cap­i­tati spin­ti alla deri­va dal forte ven­to che imper­ver­sa­va in quel momen­to sul Gar­da». La situ­azione era davvero grave. Il can­ot­to, sim­i­le a quel­li che si com­pra­no in uno dei qual­si­asi negozi pre­sen­ti lun­go le strade del­la Riv­iera degli olivi, era ad una deci­na di chilometri dal­la spon­da veronese: più vici­no a Sirmione che a Pacen­go. «I bam­bi­ni era­no bag­nati, in pre­da al pan­i­co, tut­ti inten­ti in un improb­a­bile opera di rien­tro ver­so la riva. In prat­i­ca con­tin­u­a­vano a girare su se stes­si causa il ven­to con­trario», con­tin­ua Cus­solot­to che casual­mente, per il rien­tro a Peschiera, ave­va scel­to una rot­ta diver­sa dal soli­to. «È sta­ta la provvi­den­za a guidar­mi», com­men­ta anco­ra incred­u­lo a dis­tan­za di un paio di giorno. Imme­di­ata­mente issati a bor­do i due pic­coli stranieri sono sta­ti subito cop­er­ti con degli asci­uga­manii: un vio­len­to tremore, det­ta­to prob­a­bil­mente dal­la pau­ra, li ren­de­va asso­lu­ta­mente muti. «Han­no inizia­to a par­lare solo dopo una deci­na abbon­dante di minu­ti e in qualche modo mi han­no rac­con­ta­to di avere 7 e 10 anni e di aver pre­so il largo dal­la spi­ag­gia di Pacen­go dove era­no allog­giati pres­so un campeg­gio». Cus­solot­to ha quin­di diret­to il « Bam­bly» ver­so la cos­ta veronese e quan­do è arriva­to ad un centi­naio di metri dal­la riva, sin­cer­atosi che le con­dizioni dei due pic­coli «tuli­pani» era­no buone li ha calati sul can­ot­to e con lo sguar­do accom­pa­g­nati fino alla ter­rafer­ma. «La mia imbar­cazione ha un pescag­gio di un metro e mez­zo e non pos­so quin­di attrac­care vici­no alla spi­ag­gia. D’altronde non c’era più alcun peri­co­lo e i due bam­bi­ni, rin­focil­lati e gal­va­niz­za­ti alla vista del campeg­gio, ave­vano ormai super­a­to lo shock». In quel momen­to in zona tran­si­ta­va una piloti­na dei e alle forze dell’ordine il buon Eliseo ha rac­con­ta­to i par­ti­co­lari di un’avventura con­clusa incred­i­bil­mente a lieto fine. Il «Bam­bly» è una bar­ca stor­i­ca, lun­ga 10 metri con albero cen­trale e real­iz­za­ta in pre­gia­to fas­ci­ame di mogano. Lo scafo, dota­to di motore entrobor­do nav­igò per molti anni sul mare per poi rimanere abban­do­na­to in un cantiere di Raven­na. Acquis­ta­ta da una soci­età di servizi lacus­tre, il mez­zo è sta­to com­ple­ta­mente restau­ra­to e ripor­ta­to all’antico splen­dore: l’impegnativo restyling è sta­to insigni­to con un pres­ti­gioso riconosci­men­to del­lo Yacht club del Gar­da. (s.j.) Bam­bly, una pregev­ole bar­ca d’epoca costru­i­ta in mogano, era di pro­pri­età del­la famiglia del gen­erale Pietro Badoglio. Da alcu­ni anni dismes­sa in un cantiere raven­nate è sta­ta restau­ra­ta dall’imprenditore Eliseo Cus­solot­to, l’attuale pro­pri­etario che ha trat­to in sal­vo i due bam­bi­ni olan­desi alla deri­va in mez­zo al lago. I lavori di ripristi­no del­la bar­ca, «che ho restau­ra­to sem­plice­mente per sod­dis­fazione», dice Eliseo Cus­solot­to, sono durati un anno.

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