Dopo l’assegnazione degli ormeggi, è guerra agli abusivi. Salatissime le multe: fino a 2 milioni di lire

Barche, al via le rimozioni

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

I nav­i­gan­ti di Desen­zano sono avver­ti­ti: chi ha man­tenu­to agli ormeg­gi la pro­pria bar­ca non in rego­la con la con­ces­sione (e con i trib­u­ti dema­niali) rischia ora di ved­er­sela seques­tra­ta e di pagare una pesante mul­ta: tra 700 mila e 2 mil­ioni di lire, a sec­on­da di quan­do si andrà a riti­rare il natante al cantiere del­l’im­pre­sa appal­ta­trice delle rimozioni, che si tro­va a Maner­ba. E’ il dik­tat del Comune, l’ul­ti­mo avvi­so per quei diportisti che anco­ra avessero nei por­ti di Desen­zano e Riv­oltel­la la bar­ca fuo­ri­legge e, come tale, da rimuo­vere per far pos­to ai legit­ti­mi con­ces­sion­ari. La con­fer­ma del­l’inizio delle oper­azioni di rimozione forza­ta, un tem­po affi­date all’Is­pet­tora­to di Por­to, viene dal­lo stes­so asses­sore Gio­van­ni Venieri. «La vig­i­lan­za urbana ha già dis­pos­to l’ap­pli­cazione degli avvisi di rimozione sulle barche: i pro­pri­etari han­no tem­po ora quindi­ci giorni per por­tar­le via. I con­ces­sion­ari in rego­la han­no infat­ti la tas­sa di con­ces­sione annuale e, quin­di, chiedono di entrare in pos­ses­so del loro pos­to». E i mezzi nau­ti­ci con la rel­a­ti­va gru d’alag­gio sono già pron­ti. Sono quel­li del­l’Edil Quat­tro, la soci­età bres­ciana di costruzioni e manuten­zione por­tuale gesti­ta dai fratel­li Riz­zar­di con sede a Maner­ba, che ha stip­u­la­to una con­ven­zione con il Comune di Desen­zano con gli stes­si cri­teri e para­metri uti­liz­za­ti a suo tem­po con l’Is­pet­tora­to di Por­to, dal quale ave­va rice­vu­to l’in­car­i­co per rimuo­vere i natan­ti abu­sivi. Non si dovrebbe chi­ud­ere del tut­to però il dis­cor­so-ormeg­gi. A Desen­zano sono sta­ti parec­chi gli esclusi, tra l’al­tro pure res­i­den­ti. Ma esiste una sper­an­za. L’asses­sore Venieri ha difat­ti con­fer­ma­to che cir­ca 20 per­sone han­no rin­un­ci­a­to, nel momen­to in cui ave­vano rice­vu­to l’at­to for­male di asseg­nazione dal Comune, al pos­to bar­ca. Come mai? «Per­chè noi — ril­e­va Venieri — gli abbi­amo sot­to­pos­to una sec­on­da auto­cer­ti­fi­cazione che il richiedente avrebbe dovu­to fir­mare, dichiaran­do in sostan­za di rib­adire quan­to ripor­ta­to sul­la doman­da spedi­ta a otto­bre scor­so: prob­a­bil­mente, qual­cosa li ha fat­ti desistere…». Non solo, ma ci sareb­bero altre decine di diportisti fasul­li che avreb­bero pre­sen­ta­to più domande con una sola bar­ca, per pot­er affittare i posti bar­ca dietro lau­ta man­cia. Non è una novità, ques­ta. Si trat­ta di una «rego­la» che vive da decen­ni, al lago come al mare, una pia­ga com­bat­tuta da sem­pre ma mai con effi­ca­cia. Anche per­chè gli stru­men­ti di aut­en­ti­co con­trol­lo non ci sono. Infat­ti, i natan­ti lunghi fino a 7 metri e mez­zo sono esen­ti dal­l’im­ma­tri­co­lazione, per cui non possiedono alcun seg­no di iden­ti­fi­cazione. Chi andrebbe a con­testare qual­cosa a Tizio qualo­ra venisse vis­to salire sul­la bar­ca di Caio? «Me l’ha presta­ta per fare un giro», potrebbe essere la rispos­ta. Allo­ra ci vor­reb­bero decine di con­trol­li incro­ciati, e questo per i tan­ti giorni nel­la sta­gione nau­ti­ca. La Vig­i­lan­za Urbana, però, ha prob­le­mi ancor più urgen­ti e del­i­cati con gli extra­co­mu­ni­tari clan­des­ti­ni, con i borseg­gia­tori, con le costruzioni abu­sive, con il traf­fi­co e gli inci­den­ti stradali. «Fare­mo il pos­si­bile per sco­vare i più fur­bi, sono sicuro che quan­do — con­clude Venieri — com­in­cer­e­mo a seques­trare le prime barche, qual­cuno si spaven­terà pure…». Ultimis­si­ma anno­tazione. La set­ti­mana scor­sa dai due por­ti di Maner­ba sono state rimosse diverse barche abusive.