La storia rivive in una mostra.
Immagini amarcord: di quel tempo restano due scafi

Barconi e memorie Foto del lago di ieri

03/06/2007 in Mostre
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Una mostra fotografi­ca da non perdere. È in cor­so nel­la sug­ges­ti­va vil­la Car­lot­ti, splen­di­da­mente ristrut­tura­ta dall’amministrazione comu­nale, un’affascinante espo­sizione ded­i­ca­ta ai bar­coni del lago di Gar­da. Si trat­ta del­la mostra allesti­ta due anni fa a Mal­ce­sine, a Palaz­zo Cap­i­tani, dall’architetto Lucio Dona­ti­ni che, spal­leg­gia­to dal Comune dell’alto lago, riunì per la pri­ma vol­ta in una sola sede novan­ta gigan­tografie, pezzi nau­ti­ci pre­giati, coppe e fil­mati: il tut­to cura­to nei min­i­mi par­ti­co­lari e intera­mente ded­i­ca­to ai mer­can­tili» del lago di Gar­da che negli anni Ven­ti face­vano spo­la da Riva a Desen­zano per trasportare mer­ci pesan­ti (leg­no, car­bo-ne, pietre) ma anche olio, e bestiame.Di questi bar­coni, più di cen­to pri­ma del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale, solo due sono anco­ra in attiv­ità: il San Nicolò e la Sio­ra Veron­i­ca, adibiti a escur­sioni tur­is­tiche. La mostra viene ripro­pos­ta a Gar­da e rimar­rà aper­ta tut­ti i giorni, e‑scluso al lunedì, con ingres­so libero fino al 25 giug­no: dalle 11 alle 12; dalle 17 alle ‑19; dalle 20 alle 22 nei giorni feri­ali; dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 23 nei giorni festivi.«Il tem-po delle vele», questo il tito­lo del­la rasseg­na, è sta­to inau­gu­ra­ta uffi­cial­mente dal sin­da­co Davide Bendinel­li che non ha man­ca­to di ringraziare il comune di Mal­ce­sine per aver con­ces­so l’utilizzo delle mag­ni­fiche gigan­tografie che ripro­ducono spac­cati davvero uni­ci del­la vita garde­sana di un tem­po. «Il nos­tro inten­to è quel­lo di far conoscere alle nuove gen­er­azioni e di ricor­dare alle gen­ti del nos­tri pae­si riv­ieraschi un pas­sato eco­nom­i­co quan­do il trasporto sul lago avveni­va tramite grosse barche, i bar­coni appun­to. Imbar­cazioni a due alberi con por­ta­ta da 100 a 700 quin­tali che face­vano spo­la tra l’alto Gar­da e le stazioni fer­roviarie di Peschiera e Desen­zano. Il loro mez­zo da propul­sione era la vela o i remi e il traino da ter­ra, quan­do spe-cial­mente nel bas­so lago non c’era ven­to», ha soste-nuto il vicesin­da­co Anto­nio Pasot­ti che ha forte­mente volu­to la rassegna.Tante e di otti­ma qual­ità le immag­i­ni prodotte dal­la fon­dazione Gio­van­ni Negri di Bres­cia, dal fotografo Fran­co Toninel­li di Mal­ce­sine e Sil­vio Ponzi­ni di Riva, che occu­pano le stanze di palaz­zo Car­lot­ti, impor­tante sede di mostre di pit­tura e scul­tura. In bacheca anche la pag­i­na del peri­od­i­co «Il Bren­nero», data­ta 8 luglio 1930. Si trat­ta del­la cronaca min­uziosa del­la rega­ta tra bar­coni svoltasi, due giorni pri­ma, a Riva del Gar­da ed orga­niz­za­ta da . Rega­ta che è pos­si­bile rivedere gra­zie al video di quat­tro minu­ti, proi­et­ta­to nel­la sala nobile del palaz­zo Car­lot­ti, ritrova­to negli archivi dell’istituto Luce. Da incan­to sono le fotografie in bian­co e nero che ritrag­gono nei por­ti del Gar­da i bar­coni carichi di mate­ri­ali e persone.Girando per le stanze del Palaz­zo Car­lot­ti ci s’imbatte in doc­u­men­ti curiosi come il «codice di rega­ta», cioè il rego­la­men­to per la sfi­da dei bragozzi anda­ta in onda nel luglio del 1930. A vin­cere la gara asso­lu­ta fu il Gen­o­va, poi diven­ta­to Maro­la, di Nino Braghieri di Gargnano men­tre ad aggiu­di­car­si il tro­feo nel­la I cat­e­go­ria fu l’Antonietta di Emo Fravezzi di Castel­let­to. Nel­la II cat­e­go­ria suc­ces­so del­la Celesti­na di Agosti­no Mas­sari di Tor­ri. A propos­i­to: il San Nicolò di Donà si piaz­zò ter­zo, solo ses­to la Veron­i­ca, oggi Sio­ra, di Gio­van­ni Fravezzi di Castel­let­to.

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