Domani, sabato, alle 17 al Museo tavola rotonda sull'impronta indelebile dell'Ottocento urbanistico e architettonico di Riva

Baruffaldi e la voglia di «italianità» dei suoi restauri

05/04/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Una tavola roton­da tra stori­ci ed urban­isti inau­gu­ra domani alle 17, pres­so la sede del­la Roc­ca, un ciclo di inizia­tive che e Comune — con la col­lab­o­razione di alcune asso­ci­azioni cul­tur­ali del Bas­so Sar­ca — ha deciso di dedi­care a «momen­ti e vicende storiche del­l’Al­to Garda».Domani, in occa­sione del­la pre­sen­tazione di un’in­ter­es­sante opera del­l’ar­chitet­to Bar­bara Scala («Tutela e restau­ro nel­la Riva di Lui­gi Anto­nio Baruf­fal­di (1850–1905)»: edi­ta dal­l’as­so­ci­azione Ric­car­do Pin­ter), si par­lerà delle trasfor­mazioni urban­is­tiche e architet­toniche avvenute a Riva fra l’Ot­to­cen­to e il Nove­cen­to: un’e­poca chi­ave, dove il rin­no­vo del volto cit­tadi­no si lega in un dis­eg­no armon­i­co di lun­go respiro, par­al­le­lo dad eltre cit­tà asbur­giche ital­iane: come la Tren­to di Pao­lo Oss Maz­zu­rana e la Arco del Kurort mitteleuropeo.E’ l’età di Lui­gi Anto­nio Baruf­fal­di, podestà di Riva dal 1851 al 1854 e dal 1861 al 1864, nonchè stori­co, mem­bro influ­ente del­la Com­mis­sione d’Or­na­to cit­tad­i­na e soprat­tut­to per mez­zo sec­o­lo Con­ser­va­tore e suc­ces­si­va­mente socio cor­rispon­dente del­la Com­mis­sione Cen­trale per l’indagine e la con­ser­vazione dei Mon­u­men­ti dell’Impero.I muta­men­ti avvenu­ti a cav­al­lo dei due sec­oli trasmet­tono un carat­tere pecu­liare alla cit­tà, con­trasseg­nan­dola pro­fon­da­mente fino ai giorni nos­tri e chia­man­do a col­lab­o­rare la borgh­e­sia cit­tad­i­na in un dis­eg­no «nazionale» e pro­gres­sista di ampio respiro; ital­ian­ità e pro­gres­so han­no la più emblem­at­i­ca con­ver­gen­za in ques­ta fase urban­is­ti­ca. L’arte del restau­ro attra­ver­sa nel tem­po una serie di trasfor­mazioni rad­i­cali, seguen­do la parabo­la che va dal restau­ro «mira­to» all’at­tual­ità polit­i­ca, fino alla con­ser­vazione vera e propria.Di ques­ta parabo­la oltre all’autrice del­lo stu­dio, Bar­bara Scala, domani alle 17 par­ler­an­no Gian Pao­lo Trec­ca­ni (docente all’ di Bres­cia) e gli architet­ti Gio­van­ni Leo Salvot­ti. Francesca Odor­izzi e Car­lo Ora­di­ni. Coor­di­na­tore Graziano Riccadonna.

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