Sindaci e Provincia accelerano sulla tutela delle Colline Moreniche in 13 Comuni. Desenzano e Lonato avvìano le procedure di salvaguardia

Basso Garda, il parco che verrà

02/08/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

Il Par­co delle , sog­no degli ambi­en­tal­isti bres­ciani, in ver­ità non è soltan­to un sog­no. E’ una realtà che sta già nascen­do, per davvero, anche a liv­el­lo for­male e giuridi­co. Per ora del futuro «Grande Par­co» esistono solo alcune pic­cole oasi sep­a­rate fra loro, ma il proces­so è già avvi­a­to anche nei piani rego­la­tori dei Comu­ni e nel­la piani­fi­cazione del­la Provin­cia. E pro­prio il piano di coor­di­na­men­to provin­ciale, annun­ci­a­to per la pri­mav­era prossi­ma, potrebbe met­tere in moto qual­cosa di impor­tante. I dati di fat­to: Maner­ba, già da un anno è mez­zo, ha dichiara­to par­co di inter­esse sovra­co­mu­nale il pol­mone verde del­la Roc­ca, e ha in cantiere un nuo­vo prog­et­to insieme alla Regione per una tutela qual­i­ta­ti­va del­la flo­ra, del­la fau­na e del pat­ri­mo­nio arche­o­logi­co. Desen­zano, entro la fine del 2004, darà for­male des­ti­nazione a par­co sovra­co­mu­nale alla zona del Monte Corno, oltre ad aver avvi­a­to un prog­et­to per creare un Par­co del Risorg­i­men­to sulle colline che furono teatro del­la bataglia di San Mar­ti­no. Lona­to, dal prossi­mo mese di otto­bre, avvierà le pro­ce­dure per dichiarare «Par­co» vaste aree dal­la Roc­ca fino a Dru­go­lo e a sud ver­so il lago. Pic­coli pezzi, uno alla vol­ta: serve solo una «mano» che com­pon­ga in unità questo grande puz­zle verde. Si può fare? Lo si sta già facen­do. La Provin­cia, in questo sen­so, ha un ruo­lo impor­tante. Già nero su bian­co c’è un prog­et­to di «Svilup­po sosteni­bile del Bas­so Gar­da», inser­i­to nel Piano ter­ri­to­ri­ale di coor­di­na­men­to, che prevede tutele e val­oriz­zazione per le aree pre­giate di 13 Comu­ni: San Felice, Pueg­na­go, Mus­co­l­ine, Polpe­nazze, Maner­ba, Moni­ga, Soiano, Cal­vagese, Padenghe, Desen­zano, Sirmione, Lona­to e Poz­zolen­go. Nel­lo stes­so piano ci sono anche vin­coli di ined­i­fi­ca­bil­ità (cioè l’impossibilità di cemen­tifi­care) per i «gioiel­li pae­sag­gis­ti­ci» più preziosi. «Ma questo non vuol dire creare un Par­co, obbi­et­ti­vo che io giu­di­co anco­ra molto dif­fi­cile — pre­cisa l’assessore provin­ciale al ter­ri­to­rio, Maria Stel­la Gelmi­ni -. Piut­tosto, nel piano ter­ri­to­ri­ale ci sono prog­et­ti di val­oriz­zazione delle attiv­ità eco­nomiche (agri­coltura e tur­is­mo sosteni­bile), idee per reperire risorse e non solo mis­ure di tutela, che comunque saran­no vin­colan­ti per i Comu­ni. Mi spiego: se par­liamo di cemen­to, il nos­tro doc­u­men­to prevede l’inedificabilità per aree come il Monte Corno o la e per il pro­fi­lo di tutte le colline moreniche dei 13 Comu­ni, e nes­sun piano rego­la­tore comu­nale potrà prevedere il con­trario. Ma per fare un grande par­co su 13, su 19 o addirit­tura su 41 Comu­ni, il cam­mi­no sarà davvero molto lun­go». Eppur si muove, il Par­co. «E’ molto pos­i­ti­vo che la Provin­cia si muo­va in ques­ta direzione, ma già da pri­ma ci siamo mossi a nos­tra vol­ta — spie­ga il Sin­da­co di Desen­zano , Fioren­zo Pien­az­za -. Ai tec­ni­ci che stan­no redi­gen­do il nuo­vo piano rego­la­tore del nos­tro Comune, abbi­amo già dato dis­po­sizione di dare des­ti­nazione di “Par­co locale di inter­esse sovra­co­mu­nale” a tut­ta l’area del monte Corno, esten­den­do le tutele già esisten­ti anche a un’area più vas­ta, che arriverà qua­si fino all’autostrada. Sarebbe bel­lo che, un domani, anche la con­fi­nante Lona­to facesse lo stes­so con l’area di Maguz­zano, per unire le rispet­tive aree a par­co. Ma intan­to noi ci muovi­amo da soli, come fan­no diver­si altri Comu­ni aspet­tan­do per il futuro un prog­et­to di insieme». Lona­to risponde bene: «Abbi­amo già inse­di­a­to quat­tro grup­pi di lavoro per definire i con­fi­ni, la for­mu­la giuridi­ca, le final­ità e i vin­coli delle nos­tre aree più pre­giate — spie­ga il sin­da­co lonatese Moran­do Peri­ni -. A set­tem­bre ci con­seg­n­er­an­no i risul­tati dei loro stu­di, e subito dopo noi attiver­e­mo le pro­ce­dure per ottenere la des­ti­nazione for­male a par­co sovra­co­mu­nale, con le rel­a­tive risorse per la val­oriz­zazione. E se i Comu­ni vici­ni faran­no altret­tan­to, anch’io dico: tan­to meglio». Ma come com­porre in unità la serie di pic­coli (o meno pic­coli) parchi locali che nascer­an­no per inizia­ti­va dei Comu­ni? «Forse — osser­va , sin­da­co di Maner­ba (dove la Roc­ca è già par­co sovra­co­mu­nale da un anno e mez­zo, pri­mo esem­pio del genere nel bas­so lago), il col­lante di tutte queste inizia­tive iso­late potrà venire pro­prio dal Piano di coor­di­na­men­to provin­ciale, che è sì un obbli­go di legge, ma che sta­vol­ta ha il pre­gio di avere recepi­to una pro­fon­da esi­gen­za di chi, sulle colline moreniche, ci vive».