Zambelli, Panzera e Torchiani d’accordo: «L’importante è creare meno disagi possibili per i cittadini». I Ds dell’Alto Garda e Valsabbia convinti dell’utilità di questa operazione

«Basta litigi, ampliare Gavardo»

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Di Luca Delpozzo
se.za.

«Bas­ta con i liti­gi, è tem­po di inve­stire risorse nel­l’am­pli­a­men­to del­l’ospedale di Gavar­do, sen­za trascu­rare d’al­tro can­to la riabil­i­tazione, da attuare sul lago». Così dicono i Ds del­l’Al­to Gar­da e del­la Valle Sab­bia. La posizione è sta­ta espres­sa nel cor­so di una con­feren­za stam­pa svoltasi a Salò. Vin­cen­zo Zam­bel­li, Car­lo Panz­era (sin­da­co di Vobarno), Torchi­ani e altri sot­to­lin­eano che «occorre pas­sare dalle chi­ac­chiere ai fat­ti, e smet­ter­la con gli scon­tri che stan­no bloc­can­do tut­to. A noi inter­es­sa che i cit­ta­di­ni non vengano ulte­ri­or­mente dan­neg­giati. La realtà è che, al momen­to, i 360 posti let­to pub­bli­ci sono diven­tati 154, e quel­li del­la riabil­i­tazione zero. Il prog­et­to del ’98, con­di­vi­so da tut­ti, prevede­va di asseg­nare gli acu­ti a Gavar­do e il resto all’al­to lago. Occorre pren­dere atto del­la situ­azione, affinchè i servizi non ne risen­tano in modo neg­a­ti­vo». Zam­bel­li aggiunge: «In sette anni il sin­da­co di Salò, , non è rius­ci­to ad aggre­gare forze sul­l’ipote­si di costru­ire una nuo­va strut­tura (a Roè Vol­ciano, a Vil­la o altrove)». E Panz­era: «La con­feren­za dei sin­daci svoltasi la set­ti­mana scor­sa ha inoltre dimostra­to che la coal­izione del­la Casa delle Lib­ertà è su posizioni dif­fer­en­ti». Questi i pun­ti rimar­cati dai Ds. Pri­mo: è nec­es­sario rivedere la legge 31, in modo che gli enti locali siano parte atti­va nel­la pro­gram­mazione san­i­taria. Sec­on­do: occorre la certez­za dei 29 mil­ioni di euro promes­si dal­la , e ven­ga sot­to­scrit­to l’ac­cor­do con lo Sta­to, altri­men­ti si corre il ris­chio di perdere i finanzi­a­men­ti. Ter­zo: sì a Gavar­do come pre­sidio per acu­ti, con la creazione del­l’u­nità car­dio-coro­nar­i­ca e del dipar­ti­men­to di emer­gen­za. Anni fa i sin­daci del­l’Al­to Gar­da e del­la Valsab­bia fir­marono un pro­to­col­lo di inte­sa. Ora bisogna dare imme­di­a­ta attuazione all’am­pli­a­men­to, com­ple­ta­men­to e ristrut­turazione del­l’ed­i­fi­cio. L’asses­sore Alessan­dro Cè ha par­la­to del­la pos­si­bil­ità di uti­liz­zare 9mila metri quadri. «Le risorse van­no spese lì — inter­viene Torchi­ani — e se qual­cuno con­tin­ua ad assumere atteggia­men­ti dila­tori e a rin­viare, sig­nifi­ca che non vuole fare nul­la». Quar­to pun­to. Sul lago è essen­ziale ripristinare la ges­tione pub­bli­ca diret­ta dei posti let­to di riabil­i­tazione, ospi­tati a Salò e al S.Corona di Fasano, nel­l’am­bito di un prog­et­to speci­fi­co. In tal sen­so bisogna recu­per­are anche i quat­tri­ni già asseg­nati a Salò, i dieci mil­iar­di di vec­chie lire revo­cati con la delib­era regionale del giug­no 2003. «C’era già la con­ces­sione edilizia per il recu­pero del­l’im­mo­bile — ram­men­ta Zam­bel­li — e i lavori furono bloc­cati. A nos­tro giudizio, poi, il pri­va­to (Vil­la Gem­ma, Vil­la Bar­bara­no) deve essere inte­gra­ti­vo ma non sos­ti­tu­ti­vo del pub­bli­co. Sen­za dimen­ti­care che il pri­va­to può vendere o spostare come meglio crede i posti let­to ottenu­ti in accred­i­ta­men­to». Quin­to e ulti­mo. E’ indif­feri­bile com­pletare i servizi di emer­gen­za decen­trati per le popo­lazioni dei ter­ri­tori per­iferi­ci più dis­agiati. Il dis­cor­so riguar­da Gargnano e Noz­za, che dovreb­bero fun­zionare da fil­tro per i res­i­den­ti nei comu­ni del­l’en­troter­ra mon­tano o col­linare: da una parte Bagoli­no, Tre­vi­so Bres­ciano, Odolo, Cas­to; dal­l’al­tra Limone, Tig­nale, Tremo­sine, Valvesti­no. Nec­es­sario creare anche piaz­zole per gli eli­cot­teri di soc­cor­si. «I tem­pi di per­cor­ren­za delle strade sono così lunghi da met­tere a repen­taglio la soprav­viven­za dei pazi­en­ti — aggiunge Panz­era — c’è bisog­no che gli impeg­ni vengano tradot­ti in opere». Ulti­ma curiosità. Il sin­da­co di Vobarno dice di avere scrit­to al pres­i­dente del­la Repub­bli­ca, Car­lo Azeglio Ciampi, prote­s­tando con­tro le modal­ità del­l’in­au­gu­razione del repar­to di dial­isi a Gavar­do, fat­ta dal diret­tore Mau­ro Borel­li e dagli espo­nen­ti del­la Lega Nord con un nas­tro verde…padano. «Pen­sa­vo si usasse anco­ra il tri­col­ore», ha com­men­ta­to Panz­era, per­p­lesso e amareggiato.

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