La Gardesana a rischio. Il sindaco di Toscolano avverte: non si può contare solo sulla fortuna. Martinelli (Limone): «Dobbiamo chiamare i magistrati?»

Basta paramassi, meglio le gallerie

19/04/2002 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Alto Lago

Lo smot­ta­men­to avvenu­to nel­la notte tra mart­edì e mer­coledì sul­la «», all’al­tez­za del Por­to di Tremo­sine, ha riac­ce­so i riflet­tori sul­la sicurez­za del trat­to di statale che col­le­ga la nos­tra provin­cia al Trenti­no. Un mas­so di un paio di metri cubi è pre­cip­i­ta­to sul­la stra­da, sfio­ran­do una vet­tura e las­cian­do mira­colosa­mente ille­so il con­du­cente. Ieri i tec­ni­ci del­l’Anas era­no al lavoro per pro­gram­mare la posa di altre reti e di para­mas­si. Res­ta da quan­tifi­care la super­fi­cie da met­tere in pro­tezione. «I para­mas­si sono una soluzione super­a­ta — com­men­ta Pao­lo Ele­na, sin­da­co di Toscolano Mader­no — e la vera sicurez­za può essere data sola­mente dal tran­si­to in gal­le­ria, come han­no fat­to in Trenti­no e come si pen­sa di fare a For­bisi­cle. D’al­tronde, ques­ta è la soluzione scelta anche in Lig­uria. Io non voglio fare polemiche, ma mi pare che alcu­ni sin­daci siano sen­si­bili all’ar­go­men­to, altri meno. È giun­to il tem­po di pren­dere il toro per le cor­na, con un lavoro defin­i­ti­vo, smet­ten­dola con i pal­lia­tivi. La for­tu­na? Ne abbi­amo avu­to fin trop­pa fino ad ora, ben oltre i nos­tri mer­i­ti», con­clude Ele­na. Una doman­da è, a questo pun­to, inevitabile: fino a quan­do sarà nec­es­sario affi­dar­si al magi­co stel­lone, che bril­la su ques­ta stra­da? E soprat­tut­to: fino a quan­do con­tin­uerà a risplen­dere? «È super­fluo rib­adire per l’en­nes­i­ma vol­ta i medes­i­mi con­cetti — è il parere di Man­lio Bon­in­con­tri, sin­da­co di Tig­nale — per­ché l’ur­gen­za del­la mes­sa in sicurez­za del­la Garde­sana viene sis­tem­ati­ca­mente evi­den­zi­a­ta da fat­ti ris­chiosi, anche se per for­tu­na non si reg­is­tra­no vit­time. Il vero prob­le­ma è che non sono all’oriz­zonte pos­si­bili soluzioni a fronte di una situ­azione di estrema peri­colosità. «Non ci sono pro­gram­mi e piani­fi­cazione di inter­ven­ti se non quel­li di cui si par­la da anni. Il prob­le­ma, appun­to, è che se ne par­la sola­mente», con­clude Bon­in­con­tri. Quan­to agli atti­mi di ter­rore pas­sati dal quar­an­tenne, che era alla gui­da del­la sua Mer­cedes l’al­tra notte, l’im­pren­di­tore friu­lano va ad allun­gare la già cor­posa lista di chi può accen­dere un cero di ringrazi­a­men­to per avere scam­pa­to il peri­co­lo. L’episo­dio più recente risale a nep­pure tre mesi fa: a fine gen­naio un paio di mura­tori di Tremo­sine, che tor­na­vano a casa dopo il lavoro, han­no vis­to la loro vet­tura, una Suzu­ki, cen­tra­ta nel­la parte pos­te­ri­ore da un mas­so di tre quin­tali, all’altezza di For­bisi­cle. Solo dan­ni alla car­rozze­ria, anche quel­la vol­ta, con il con­for­to del­l’in­co­lu­mità dei viag­gia­tori. Non c’è che dire: se si eccettua la trage­dia che tre anni fa ha col­pi­to una famiglia per la morte di Gino Avanci­ni, tra­volto da una frana alla Roc­chet­ta di Riva, fino ad ora la buona sorte ha imped­i­to altri lut­ti, mag­a­ri per pochi dec­i­mi di sec­on­do, o per cir­costanze occa­sion­ali. La stes­sa frana che costò la vita al povero Avanci­ni (che era diret­to da Riva a Limone a bor­do di un moto­car­ro Ape) sfiorò un’in­seg­nante di Toscolano Mader­no che si fer­mò appe­na in tem­po, pro­tet­ta da una gal­le­ria. Purtrop­po la don­na, scam­pa­ta a quel sin­istro stradale, morì per altre cause qualche mese dopo. Da ricor­dare il rosario di frane che soli­ta­mente va a caden­zare i mesi estivi qua­si dopo ogni tem­po­rale: almeno due gravi smot­ta­men­ti sono andati ad abbat­ter­si sui piaz­za­li di sos­ta di un hotel limonese. Vet­ture tra­volte da fan­go e detri­ti anche in quelle occa­sioni, ma nes­sun dan­no alle per­sone. Dis­cor­so a parte mer­i­tano le gran­di frane che alla fine del 2000 han­no roves­ci­a­to a lago migli­a­ia di metri cubi di mate­ri­ale a Nanzel e alla Roc­chet­ta. In una cir­costan­za la for­tu­na fu propizia per il medico di Limone: la figlia ave­va scorda­to in casa il cel­lu­lare e la parten­za fu ritar­da­ta provvi­den­zial­mente, evi­tan­do l’ap­pun­ta­men­to con la morte. Tan­tis­si­mi rischi, quin­di, negli ulti­mi tre anni, e per for­tu­na un solo lut­to. Bat­tista Mar­tinel­li, sin­da­co di Limone, non usa mezzi ter­mi­ni: «Che sia il caso di met­tere di mez­zo la mag­i­s­tratu­ra? Non è cred­i­bile che vengano spe­si mil­ioni di euro in zone d’I­talia meno impor­tan­ti, men­tre ques­ta che è una stra­da di grande col­lega­men­to tra l’Eu­ropa e l’I­talia viene trascu­ra­ta sot­to l’aspet­to del­la sicurez­za. «Noi con­tinuiamo a par­lare e andare di qua e di là, ma siamo sem­pre al palo — sot­to­lin­ea Mar­tinel­li -. È il momen­to di inter­venire e di spendere i sol­di. A mio modo di vedere le pri­or­ità degli inter­ven­ti sul­la Garde­sana vedono in tes­ta il trat­to tra il Trenti­no e Limone, quin­di la zona di Nanzel, poi For­bisi­cle. Il mas­so cadu­to a Tremo­sine? Si trat­ta di un even­to anom­alo, per­ché da quelle par­ti non ne sono mai cadu­ti. Forse il fat­to è sta­to deter­mi­na­to da altri motivi, che han­no por­ta­to a sfio­rare per l’en­nes­i­ma vol­ta la trage­dia. A questo pun­to, o si fan­no le cose sul serio o bisogn­erà cer­care le respon­s­abil­ità». Nel frat­tem­po, l’al­tra sera un’al­tra frana ha investi­to un trat­to di ter­ri­to­rio limonese, van­i­f­i­can­do i lavori ese­gui­ti dal Comune (con una spe­sa di 50.000 euro) per inter­rare servizi di fog­natu­ra, acque­dot­to, tele­fo­nia di alcu­ni alberghi e abitazioni.

Parole chiave: