Il programma prevede diverse scene e ricostruzioni, suddivise nei tre giorni della manifestazione

Battaglie tra eserciti e flotte

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

Car­lo Alber­to, sol­lecita­to dai moti riv­o­luzionari delle cinque gior­nate di Milano (18–22 mar­zo), il 23 mar­zo 1848 dichiara uffi­cial­mente guer­ra all’Im­pero Aus­tri­a­co. I movi­men­ti delle truppe di Radet­zky (cir­ca 12.000 uomi­ni), in riti­ra­ta da Milano, rag­giun­gono nei pri­mi giorni di aprile il por­to sicuro del QUADRILATERO, entran­do nel­la fortez­za di Peschiera e pros­eguen­do per Verona. Il Quadri­latero era la regione for­ti­fi­ca­ta che si appog­gia­va alla quat­tro fortezze di ver­tice Verona — Peschiera — Man­to­va — Leg­na­go, col­le­gate da due fiu­mi, il Min­cio per Peschiera e Man­to­va, e l’Adi­ge per Verona e Leg­na­go, che cos­ti­tu­iv­ano due cor­tine flu­vi­ali di pro­tezione al ter­ri­to­rio del quadri­latero, a sua vol­ta divi­so in zone col­li­nari moreniche nel ter­ri­to­rio a sud del e nel­la zona di pia­nu­ra nel set­tore sud (Vil­lafran­ca, Rover­bel­la, Man­to­va, Leg­na­go ).L’8 aprile le avan­guardie piemon­te­si rag­giun­gono il Min­cio a Mon­zam­bano e Valeg­gio, occu­pan­done i pon­ti, e l’11 aprile iniziano il bloc­co del­la fortez­za di Peschiera dal lato destro del Mincio.Questa pri­ma fase di bloc­co ter­mi­na il 13 aprile quan­do il feld-mares­cial­lo Barone Rath — gov­er­na­tore mil­itare di Peschiera — rifi­u­ta la resa impostagli dai piemon­te­si del 13° e 14° Pinero­lo e Piemonte, tramite il par­la­mentare cap­i­tano La Fleche.In ques­ta pri­ma fase avviene lo scon­tro tra i volon­tari di Luciano Man­ara, sbar­cati a Lazise e proi­et­tatisi fino all’in­ter­no del paese di Castel­n­uo­vo, dopo aver occu­pa­to la polver­iera del­la pace e dato fuo­co alla pol­vere che non sono rius­ci­ti a trasferire sul piroscafo a Lazise.Dopo queste oper­azioni, avvenne la ricon­quista di Castel­n­uo­vo da parte degli aus­triaci, che rista­bilirono il con­tat­to tra Verona e Peschiera, momen­tanea­mente inter­rot­to, e sot­to­posero il paese di Castel­n­uo­vo ed i suoi abi­tan­ti alla mer­cè del­la rap­pre­saglia, che si con­clud­erà con cir­ca un centi­naio di mor­ti civili e volontari.La sec­on­da fase del­l’asse­dio di Peschiera inizia dopo che è sta­ta dis­pos­ta la nuo­va strate­gia dal coman­do Sar­do Piemon­tese, che tra con­trasti e diver­sità di opin­ioni decide l’inizio del­l’asse­dio vero e pro­prio, che cul­min­erà dopo la costruzione di nove bat­terie tra la spon­da destra e sin­is­tra del Min­cio, uti­liz­zan­do il par­co d’asse­dio di grossi cal­ib­ri fat­to per­venire diret­ta­mente dal depos­i­to di Alessan­dria e trasfer­i­to in zona oper­a­ti­va con un viag­gio pieno di dif­fi­coltà (45 boc­che da fuo­co con tut­ti gli acces­sori e cir­ca 200 car­ri trainati da buoi e cav­al­li). Terza fase: L’aper­tu­ra del fuo­co di tutte le bat­terie allestite si pro­trae inin­ter­rot­ta­mente, sal­vo una breve tregua, per gli ulti­mi dieci giorni di mag­gio (saran­no sparate sul­la fortez­za di Peschiera 5.838 palle di cannone).La sera del 30 mag­gio 1848 il mag­giore D’Et­ting­hausen plenipoten­ziario del feld mares­cial­lo Rath firmerà, al quarti­er gen­erale in Cav­al­caselle, al cospet­to del diret­tore del­l’asse­dio Fer­di­nan­do di Savoia, LA RESA di Peschiera e il simul­ta­neo ingres­so delle truppe piemon­te­si, che occu­per­an­no forte Man­del­la issan­do la bandiera tri­col­ore .Il 31 mag­gio, sec­on­do la con­ven­zione di resa, la guarni­gione aus­tri­a­ca, forte di 1.650 uomi­ni, sfil­erà uscen­do dal­la caser­ma Roc­ca in piaz­za d’Ar­mi davan­ti alle truppe piemon­te­si del 13° reg­g­i­men­to di fan­te­ria Pinero­lo, che pre­sen­ter­an­no le armi ai com­pe­nen­ti del pre­sidio aus­tri­a­co che, per trat­ta­to, dovran­no rien­trare a Oto­cac (Dal­mazia).

Parole chiave:

Commenti

commenti