Calano i fondi statali agli enti di gestione. In Lombardia non arriveranno 8 milioni di euro e già si ragiona sulle restrizioni. Tagli del 30 per cento. Navigarda: «Meno corse di linea e meno stagionali»

Battelli in secca: è la Finanziaria

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Tem­po di vac­che magre per le casse delle soci­età che si occu­pano del­la sui laghi, dopo che la Finanziaria ha fat­to calare la scure sui con­tribu­ti agli enti di «Ges­tione gov­er­na­ti­va». Un taglio deciso del 30%, che per le casse dell’ente lom­bar­do che si occu­pa dei traghet­ti sul Gar­da, sul lago Mag­giore e su quel­lo di Como fan­no 8 mil­ioni di euro in meno. «Sare­mo costret­ti ad oper­are dei tagli già sull’orario inver­nale in vig­ore, quin­di a par­tire dal prossi­mo mese di mar­zo». Fa due con­ti Mar­cel­lo Cop­po­la, diret­tore del­la , un centi­naio di di dipen­den­ti, 23 tra alis­cafi, cata­ma­rani, traghet­ti e moton­avi, non usa mezzi ter­mi­ni per con­fer­mare lo sta­to di crisi in cui potrebbe venir­si a trovare l’intera nav­igazione pub­bli­ca su più grande lago ital­iano. Quel taglio da 8 mil­ioni di euro dec­re­ta­to dal­la recente Finanziaria che non può las­cia­re mar­gi­ni oper­a­tivi o di rilan­cio. Anzi. «Ques­ta riduzione di fon­di — com­men­ta Cop­po­la — com­porterà inevitabil­mente dei tagli alle corse di lin­ea ed all’assunzione di per­son­ale sta­gionale e questo già dal prossi­mo mese di mar­zo. Alcune linee quin­di ver­ran­no sop­presse». Lo scor­so anno la Nav­i­gar­da, che ha sede a Desen­zano, ha trasporta­to oltre 2 mil­ioni e 200 mila passeg­geri, rap­p­re­sen­tan­do un volano per l’intera indus­tria tur­is­ti­ca del­la riv­iera del Gar­da, come lo può essere la soci­età Terme per Sirmione o un’acciaieria per un paese del­la Val­go­b­bia. Sen­za dimen­ti­care il servizio di traghet­to tra Mader­no e Tor­ri del Bena­co che fun­ziona anche in inver­no. Poi, dal prossi­mo 10 mar­zo, l’orario inver­nale subirà una inten­si­fi­cazione di corse nell’imminenza dell’orario esti­vo. Il servizio che la Nav­i­gar­da ero­ga da sem­pre non è esclu­si­va­mente “tur­is­ti­co” (questo viene svolto con crociere, ecc.), ma di lin­ea. Per­ché le local­ità riv­ierasche dell’intero baci­no garde­sano sono col­le­gate fra loro con un pro­gram­ma di orari e bat­tel­li che tiene con­to di molte esi­gen­ze. Basti pen­sare al servizio sos­ti­tu­ti­vo attua­to durante le frane che, a più riprese, han­no inter­rot­to i col­lega­men­ti tra il medio lago e Limone e tra questo e l’alto Gar­da. Fu gra­zie ai bat­tel­li del­la Ges­tione Gov­er­na­ti­va che la cit­tad­i­na non restò iso­la­ta per mesi. E anco­ra, sem­pre il servizio di nav­igazione negli ulti­mi anni viene vis­to come val­i­da alter­na­ti­va all’uso dell’auto. Sono sem­pre più numerosi infat­ti gli auto­mo­bilisti che, arrivan­do a Desen­zano o Sirmione, las­ciano l’auto e sal­go­no a bor­do di una delle con­fortevoli moton­avi dell’azienda pub­bli­ca per rag­giun­gere comoda­mente un’altra local­ità riv­ieras­ca. Si pen­si anco­ra al servizio di col­lega­men­to con , dove anni addi­etro è sta­to real­iz­za­to un mod­er­no appro­do per scor­ag­gia­re le migli­a­ia di vis­i­ta­tori del par­co giochi ad uti­liz­zare la stra­da. Se il dovrà fare i con­ti con l’austerità, non ride il lago di Como, dove, a causa dei tagli in Finanziaria, dal 30 gen­naio non c’è più alcun col­lega­men­to nel trat­to lec­ch­ese. Da Col­i­co a Como, poi, sono state sop­presse altre due corse, men­tre per la sta­gione esti­va a ris­chio 50 assun­zioni a ter­mine. Trenta sta­gion­ali potreb­bero non essere assun­ti anche sul Lago Mag­giore dove la caden­za delle corse è pas­sa­ta da 20 minu­ti a mezz’ora, men­tre ci sarà lo stop del­la lin­ea Laveno — Baveno. Forse sarebbe sta­to più oppor­tuno che la ges­tione gov­er­na­ti­va di nav­igazione pas­sasse dal­lo Sta­to alle Regioni nel lon­tano 1997 quan­do una legge ne decretò il trasfer­i­men­to, «a con­dizione che venisse attua­to il suo risana­men­to», comunque entro il 2000. Ebbene a dis­tan­za di 9 anni, quel trasfer­i­men­to non è sta­to mai attua­to, si sono avu­ti decine di incon­tri ma sen­za risul­ta­to. Adesso si abbat­te la scure del taglio del­la Finanziaria che potrà arrecare parec­chi dan­ni alla già bal­bet­tante sta­gione tur­is­ti­ca del Gar­da. La classe polit­i­ca è avvertita.

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