Passaggio di consegne all’aerobase militare dal colonnello Nordio all’ex pilota del Golfo. Il nuovo comandante agli Usa: «Vi staremo vicini»

Bellini in sella ai Diavoli rossi

26/09/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Milena Moneta

Ghe­di. — Con la for­mu­la di riconosci­men­to pro­nun­ci­a­ta dal colon­nel­lo Rober­to Nor­dio, coman­dante uscente dell’aerobase mil­itare di Ghe­di — «In nome del capo del­lo Sta­to, uffi­ciali, sottuffu­ciali, avieri, per­son­ale civile, voi riconoscerete il colon­nel­lo Gian­mar­co Belli­ni quale coman­dante del Ses­to Stor­mo» — è avvenu­to uffi­cial­mente ieri mat­ti­na all’aerobase mil­itare il trasfer­i­men­to dell’autorità tra i due coman­dan­ti. Belli­ni ha così assun­to la gui­da dei Diavoli Rossi, 11 anni dopo aver las­ci­a­to la base (quan­do il suo grup­po di volo, il 155°, pas­sati cinque anni di attiv­ità a Ghe­di fu asseg­na­to al 50° Stor­mo di Pia­cen­za) e dieci anni e mez­zo dopo aver parte­ci­pa­to alla guer­ra del Gol­fo. Belli­ni si rivede a Ghe­di pro­prio men­tre si tor­na a par­lare di pos­si­bili sce­nari di guer­ra: «Una pura coin­ci­den­za», taglia cor­to il colon­nel­lo. La base ghedese sta pros­eguen­do la sua nor­male attiv­ità di adde­stra­men­to al volo sui Tor­na­do. E non sono anco­ra scat­tati par­ti­co­lari pre­al­lar­mi. Dei 47 giorni di pri­gio­nia pres­so gli iracheni che abbat­terono il suo Tor­na­do e che lo lib­er­arono solo nel mar­zo del 1991, Belli­ni ha rimosso gli aspet­ti peg­giori che pure lo han­no «cam­bi­a­to e fat­to mat­u­rare, per­ché puoi con­tare solo sulle tue forze, soprat­tut­to sul­la forza d’animo: si è in balia del­la volon­tà di qual­cuno che può anche uccider­ti. Sono anche geloso di quel pas­sato, come una espe­rien­za mia che mi ha toc­ca­to nel pro­fon­do». La cer­i­mo­nia si è svol­ta al suono del­la fan­fara del­la pri­ma regione aerea diret­ta dal mares­cial­lo Albano Petruc­ci, scan­di­ta dagli «at-ten­ti» e dai «present-arm» tra alte uni­for­mi e scia­bole sguainate, nell’hangar di manuten­zione, davan­ti allo schiera­men­to mil­itare for­ma­to dal pic­chet­to d’onore, dai rap­p­re­sen­tan­ti degli uffi­ciali con fas­cia azzur­ra, dei sottuf­fi­ciali, del­la trup­pa e dei mil­i­tari dell’831° Mun­ss (Uffi­ciali del­la base amer­i­cana), ai gon­faloni isti­tuzion­ali — del­la Regione, del­la Provin­cia, del Comune di Ghe­di — al labaro dal nas­tro azzur­ro e a quel­li delle asso­ci­azioni di com­bat­ten­ti e di arma. Molte le autorità civili e mil­i­tari pre­sen­ti: Viviana Becca­los­si, il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li, il sin­da­co di Bres­cia Pao­lo Corsi­ni, il prefet­to Anna Maria Can­cel­lieri, il sin­da­co di Ghe­di Osval­do Scal­ven­zi e quel­li dei Comu­ni lim­itrofi, e Lui­gi Gor­ri­ni, medaglia d’oro al val­or mil­itare. Ha pre­siedu­to la cer­i­mo­nia il gen­erale Anto­nio Urbano, coman­dante del­la Briga­ta aerea cac­cia­bom­bardieri ricog­n­i­tori. Entram­bi i coman­dan­ti han­no espres­so sol­i­da­ri­età ver­so gli alleati statu­niten­si per l’orrendo attac­co ter­ror­is­ti­co dell’11 set­tem­bre. A loro Nor­dio ha espres­sioni di sol­i­da­ri­età in lin­gua inglese. Belli­ni ha riv­olto il pen­siero alle numerose vit­time: «I ter­ror­isti han­no col­pi­to non solo la nazione amer­i­cana, ma tut­to il mon­do civile e demo­c­ra­ti­co. Agli ami­ci di oltre­o­ceano che lavo­ra­no qui nel­la base di Ghe­di, va il mio più pro­fon­do cor­doglio e la mia assi­cu­razione che, anche se lon­tani dal­la loro patria, qui non si dovran­no mai sen­tire degli stranieri e non saran­no soli ad affrontare ques­ta immane trage­dia». Il gen­erale Urbano ha avu­to parole di sti­ma e di affet­to nei con­fron­ti dei due coman­dan­ti, ricor­dan­do che il pas­sag­gio delle con­seg­ne è uno dei «momen­ti più impor­tan­ti nel­la vita di uno Stor­mo», tan­to più se si trat­ta del Ses­to, «colon­na por­tante del­la strut­tura oper­a­ti­va dell’Aeronautica mil­itare». «Una cer­i­mo­nia stu­pen­da ed emozio­nante — è sta­to il com­men­to di Viviana Becca­los­si, a Ghe­di per la pri­ma vol­ta — mi dispi­ace che se ne vada un ami­co come Nor­dio che ha saputo avvic­inare anco­ra di più i cit­ta­di­ni all’arma azzur­ra. Belli­ni, che ha dimostra­to di saper affrontare situ­azioni dif­fi­cili, sarà altret­tan­to qual­i­fi­ca­to». Anche il pres­i­dente Cav­al­li ringrazia Nor­dio, che «ha guida­to lo Stor­mo in mis­sioni inter­nazion­ali di pace, accrescen­do la fidu­cia nelle forze armate. Soprat­tut­to, apren­dosi al ter­ri­to­rio, ha dif­fu­so il rap­por­to di con­fi­den­za tra popo­lazione civile e mil­itare. Belli­ni da eroe di guer­ra saprà con il suo caris­ma assumere impeg­ni con­di­visi e raf­forzare i rap­por­ti con la soci­età civile».