Il bilancio: «Tante cose fatte, ma soprattutto ho ascoltato i cittadini»

Bellini vuole il secondo mandato

25/04/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Silvio Stefanoni

Man­cano meno di due mesi alle elezioni ammin­is­tra­tive e per il momen­to solo la lista «Insieme per Poz­zolen­go» del sin­da­co uscente è usci­ta allo scop­er­to, con la pre­sen­tazione uffi­ciale del­la can­di­datu­ra (anche se non sono sta­ti resi noti i nomi dei can­di­dati di lista) ven­erdì scor­so nel­l’au­di­to­ri­um delle Scuole Medie. Per la ver­ità, che il sin­da­co Pao­lo Belli­ni avesse inten­zione di ripresen­tar­si si sape­va da tem­po, aven­do­lo annun­ci­a­to lui stes­so durante la Fiera di , quel­la di ven­erdì 16 è sta­ta la ricon­fer­ma. Il Sin­da­co esor­disce dicen­do che quel­lo che l’am­min­is­trazione ha fat­to non è mer­i­to solo del sin­da­co, ma anche di quel grup­po di per­sone per le quali ave­va mes­so a dis­po­sizione la sua can­di­datu­ra, che era sta­ta poi accetta­ta. Belli­ni fa un rias­sun­to di quan­to ha saputo fare l’am­min­is­trazione uscente e tiene a pre­cis­are che «soprat­tut­to si è presta­ta mol­ta atten­zione alla qual­ità del­la vita, soprat­tut­to per anziani, bam­bi­ni e por­ta­tori di hand­i­cap. Non abbi­amo tralas­ci­a­to niente per quel­lo che riguar­da il vivere di un paese — ha det­to Belli­ni -: trasporti, anziani, tur­is­mo, agri­coltura, . Ma quel­lo che più impor­ta — ha con­tin­u­a­to il sin­da­co — non sono tan­to le opere pub­bliche, che pure abbi­amo fat­to. Mi piace ricor­dare anche con una pun­ta di orgoglio che la nos­tra por­ta è sem­pre sta­ta aper­ta: abbi­amo sem­pre pen­sato al dial­o­go con i cit­ta­di­ni pro­muoven­do incon­tri sul ter­ri­to­rio per far capire a tut­ti dove si sta andan­do e rac­cogliere pareri». Poi Belli­ni ha det­to che molte opere sono state fat­te, ma che il lavoro da fare è anco­ra molto. «E se la gente ci rin­noverà la fidu­cia, cer­ta­mente non la delud­er­e­mo». Alla fine non è man­ca­ta la frec­cia­ta a quelle per­sone che ave­vano pronos­ti­ca­to breve vita cinque anni fa per l’am­min­is­trazione da lui gui­da­ta: «Qual­cuno ave­va det­to che dopo sei mesi ci avreb­bero manda­to a casa. Mi dispi­ace per loro: sono pas­sati cinque anni e noi siamo anco­ra qui».

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