Il Comune interviene per San Benedetto. Sul fondale si svolgono i corsi di archeologia subacquea

Belvedere, chiesto il vincolo per tutelare i tesori sepolti

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
g.b.

Il Comune ha pre­dis­pos­to la richi­es­ta, ind­i­riz­za­ta alla Soprint­en­den­za regionale, per l’is­ti­tuzione di un vin­co­lo per il sito arche­o­logi­co sit­u­a­to sul fon­dale anti­s­tante la spi­ag­gia Belvedere, nel­la frazione S. Benedet­to. «Si trat­ta del sito che da dod­i­ci anni funge da cam­po prat­i­ca per i cor­si di arche­olo­gia sub­ac­quea orga­niz­za­ti dal­l’as­so­ci­azione cul­tur­ale Unio in col­lab­o­razione con il Comune di Peschiera e la Soprint­en­den­za ai beni arche­o­logi­ci di Verona», spie­ga Francesco Gia­r­di­na, ispet­tore ono­rario del­la Soprint­en­den­za e tra i fonda­tori del­l’U­nio. «L’is­ti­tuzione del vin­co­lo», dice Gia­r­di­na, «andrebbe a sot­to­lin­eare il pre­gio e il val­ore del­l’area arche­o­log­i­ca e ambi­en­tale del Belvedere, una tra le più inter­es­san­ti sul ter­ri­to­rio aril­i­cense. Ma Peschiera è ric­chissi­ma di siti e di sto­ria di cui non è det­to che tut­ti i suoi abi­tan­ti siano a conoscen­za. Per questo abbi­amo pre­sen­ta­to al Comune la richi­es­ta di finanzi­a­men­to per posizionare alcu­ni cartel­loni o totem lun­go i canali del­la fortez­za». Il pri­mo di questi è già sta­to real­iz­za­to e tem­po­ranea­mente «parcheg­gia­to», in atte­sa di un cli­ma più mite, in una delle sale del­la . «Riguar­da il ponte medievale Bel­gioioso», spie­ga Gia­r­di­na, «costru­ito dagli scaligeri alla fine del XIV sec­o­lo sul trac­cia­to di un prece­dente ponte romano del quale restereb­bero alcu­ni pali datati dal­l’anal­isi radio­met­ri­ca tra il 17 e il 29 a.C. E’ anche questo uno dei siti stu­diati durante i cor­si di arche­olo­gia sub­ac­quea, impor­tante al pun­to da essere sta­to scel­to anche come argo­men­to di tesi di lau­rea». Il Bel­gioioso era un ponte for­ti­fi­ca­to, dife­so da un’im­po­nente por­ta tur­ri­ta, e la sua fun­zione era quel­la di garan­tire al pre­sidio scaligero, in caso di attac­co, la via di fuga ver­so Verona attra­ver­so il Min­cio. «Appe­na il tem­po lo per­me­t­terà, il cartel­lone sarà posizion­a­to nel­l’area in cui si trovano i resti di questo man­u­fat­to, tra l’isolot­to ora chiam­a­to del Man­drac­chio e i Voltoni; spe­ri­amo che la richi­es­ta di finanzi­a­men­to ven­ga accol­ta», con­clude Gia­r­di­na, «e così potremo com­pletare un min­i­mo di cartel­lonis­ti­ca su ques­ta sor­ta di per­cor­so acquati­co, così ric­co di sto­ria, offer­to dal­la fortez­za aril­i­cense, in modo da per­me­t­tere a tut­ti i suoi fruitori di conoscer­la meglio».

Parole chiave: