Incontro tra il presidente della Comunità Frau e il direttore dell’Istituto legato al Centro nazionale ricerche. L’idea: diventare sede staccata del centro per lo studio degli ecosistemi

Benaco, acque sotto la lente

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Di Luca Delpozzo

Una collaborazione operativa con l’istituto di idrobiologia di Verbania Pallanza: è l’idea portata avanti da Aventino Frau, presidente della Comunità del Garda, per creare in uno dei comuni soci il primo centro studi per le acque dolci, destinato a diventare la sede distaccata dell’Istituto per lo studio degli ecosistemi del Centro nazionale delle ricerche. Nei giorni scorsi Frau e il segretario generale Lucio Ceresa sono andati sul lago Maggiore, per incontrare Rosario Mosello, direttore dell’Ise, e Roberto Bertoni e Piero Guilizzoni, ricercatori che fanno parte dello staff scientifico dell’istituto: «Per garantire il mantenimento di un elevato livello qualitativo dell’ambiente gardesano e continuare a venderne con successo l’immagine turistica – ha spiegato il presidente Frau – è necessario dotarsi di uno strumento unico permanente, che possa attivare una strategia di controlli sistematici sullo stato di salute del nostro lago, fare diagnosi ed individuare le eventuali cure necessarie. Ecco perché ho pensato di rivolgermi all’Ise, e quindi al Cnr. Con una storia di oltre 60 anni di attività alle spalle, una fitta rete di qualificate collaborazioni per il monitoraggio, una struttura efficiente e completa per l’analisi e le indagini limnologiche, ho visto nell’Istituto un possibile interlocutore per riprendere l’idea di un punto di riferimento e di controllo per il nostro ecosistema e, se possibile, trasformarla in realtà».Il direttore Mosello ha manifestato grande interesse per il progetto, dichiarandosi disponibile a preparare un primo piano di fattibilità per realizzare un centro limnologico gardesano permanente, che avrà sede in una delle località aderenti alla Comunità, e che terrà ovviamente conto degli enti e delle realtà scientifiche già operanti sul nostro lago.Mosello ha dichiarato di voler proseguire e, anzi, potenziare la collaborazione avviata nel 1975, che diede inizio al monitoraggio del Garda (poi estesa a tutti gli altri bacini italiani di una certa profondità) e culminò nella realizzazione dell’impianto di collettamento dei liquami, trasportati al depuratore di Peschiera. Il Lago di Garda è in buona salute, anche se negli ultimi anni si è verificato un peggioramento delle condizioni di salute del lago: si è infatti arrivati ad un alto livello di eutrofizzazione, accrescimento di piante e alghe dovuto alla presenza di dosi troppo elevate di nutrienti, a causa soprattutto degli apporti di fosforo.Nelle prossime settimane Frau effettuerà consultazioni con le realtà amministrative locali, provinciali e regionali, allo scopo di giungere alla valutazione congiunta della bozza di progetto che verrà predisposta dall’Istituto di microbiologia di Pallanza.

Sergio Zanca
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