L’opera di Fossati fra le attrazioni della rassegna di Toscolano. La presentazione durante la Fiera del libro gardesano

«Benacum», la ristampa è un vero evento culturale

27/10/2001 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

In occa­sione del­l’in­au­gu­razione del­la «Mostra del libro garde­sano», che rimar­rà aper­ta nel­la di Toscolano Mader­no fino al 31 otto­bre, il pro­fes­sor Anto­nio Foglio ha pre­sen­ta­to il libro di Dona­to Fos­sati «Benacum», ristam­pa­to dal­l’ e dal Comune, col con­trib­u­to del­la cartiera e del­la Comu­nità mon­tana par­co. «Un vol­ume introv­abile — spie­ga il dot­tor Vit­to­rio Pir­lo nel­la pre­fazione -. La pub­bli­cazione orig­i­nale risale al 1941. Si trat­ta del­la sto­ria di Toscolano, la leggen­daria Benacum, una pic­co­la bor­ga­ta des­ti­na­ta, nel XV sec­o­lo, ad affer­mar­si in Europa per la lavo­razione del­la car­ta e l’arte degli stam­pa­tori». «Un testo fon­da­men­tale per conoscere una delle realtà sociali ed eco­nomiche più vive del­la Riv­iera — aggiunge il sin­da­co Pao­lo Ele­na -. Il lavoro si è svilup­pa­to sui ter­razzi colti­vati ad olivi, in mon­tagna, sul­la riva del fiume, pri­ma nelle fab­briche di Covoli, Luseti, Cane­to, Maina, Garde e nelle fucine delle Cam­er­ate, poi nelle tipografie di Mes­saga e Ceci­na. Qui si stam­parono testi di Ovidio, Teren­zio, Giove­nale, Boezio, Dante, Petrar­ca, Bem­bo. Ripro­porre il libro, scrit­to da un illus­tre cit­tadi­no di Toscolano, è un’­op­er­azione cul­tur­ale di par­ti­co­lare inter­esse. Ringrazio Domeni­co Fava, Anto­nio Foglio, Gian­fran­co Lig­asac­chi, Giuseppe Scarazz­i­ni e il Cen­tro stu­di per il ter­ri­to­rio bena­cense di avere pen­sato alla ristam­pa, e di esser­si adoperati per real­iz­zarla. Il dot­tor Pir­lo ha dimostra­to l’a­bit­uale cortese disponi­bil­ità, aderen­do all’inizia­ti­va». I Fos­sati, orig­i­nari di Luc­ca, si trasferirono sul Gar­da nel XIV sec­o­lo. Un ante­na­to del­la famiglia, Francesco de Fos­sato, nel 1490 ospitò Isabel­la d’Este ed Elis­a­bet­ta Gon­za­ga, venute sul lago per un sog­giorno. Dona­to, nato nel 1870, si trasferì a Vil­la di Salò dopo aver con­se­gui­to la lau­rea in legge. Lib­erale mod­er­a­to, nel 1902 fu elet­to con­sigliere comu­nale e, suc­ces­si­va­mente, asses­sore. Parte­cipò atti­va­mente alla ricostruzione edilizia di Salò, dopo il ter­re­mo­to del 30 otto­bre 1901 (pro­prio in questi giorni si cel­e­bra­no i cen­to anni del­l’avven­i­men­to). Nel 1906, in munici­pio, tenne il dis­cor­so uffi­ciale per l’in­au­gu­razione del nuo­vo lun­go­la­go. Nel 1908 fu nom­i­na­to pres­i­dente del­la Dep­utazione provin­ciale. Con l’avven­to del fas­cis­mo subì «il più intran­si­gente ostracis­mo», che lo costrinse a una «soli­tu­dine sdeg­nosa». In quegli anni si dedicò agli stu­di stori­ci. Fini­ta la guer­ra, nel­l’aprile ’45 il Comi­ta­to nazionale di lib­er­azione lo nom­inò sin­da­co, car­i­ca alla quale venne con­fer­ma­to dopo le elezioni del­la pri­mav­era ’46. Qualche mese dopo si dimise, per ragioni di salute. Morì nel­l’es­tate ’49. «Nei 21 capi­toli di Benacum — sot­to­lin­ea Fava — si par­la di geografia, geolo­gia, cli­ma, reli­gione, econo­mia, istruzione, benef­i­cen­za, uomi­ni illus­tri, topono­mas­ti­ca. Al cen­tro del­l’at­ten­zione ci sono anche il fiume, le frazioni, la Riv­iera, Venezia, le inno­vazioni nel cam­po del­l’in­dus­tria car­taria, la situ­azione del­l’a­gri­coltura, l’evoluzione dei com­mer­ci. Un’­opera che rimane tut­to­ra insu­per­a­ta per la sto­ria di Toscolano, così come “La pieve e il comune” di Gui­do Lonati, edi­to nel ’34, lo è per quel­la di Mader­no. «Per la ver­ità non sono man­cati, dopo di allo­ra, altri con­tribu­ti inter­es­san­ti, come “San­t’An­drea” di Gabriel­la Pater­li­no, “La ” di Flavio Piar­di, “Mader­no e Toscolano” di Andrea De Rossi, “Car­tai e stam­pa­tori” di Car­lo Simoni, “Borghi, ville e con­trade, il nome e il volto dei luoghi” di Foglio, Lig­asac­chi e Pier­car­lo Belot­ti. Ma Fos­sati, assieme ad altri stu­diosi garde­sani come il Grat­taro­lo, il Bet­toni e il Solitro, res­ta il tes­ti­mone di un’e­poca e di una realtà cui guardare con inter­esse». Nel cor­so del­la pre­sen­tazione, svoltasi a Palaz­zo Bena­mati, Foglio ha cita­to una serie di curiosità, ricor­dan­do come il vol­ume sia sta­to arric­chi­to da un indice det­taglia­to. A propos­i­to, Benacum deri­va dal celti­co Ben­nach, «cor­nu­to», nel sen­so di «promon­to­rio, dos­so, rilie­vo». La lin­guis­ti­ca mod­er­na non ha più dubbi.

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