Benessere animale, un’anno di novità al Parco Natura Viva

12/03/2015 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

Anche il 2015 sarà un anno ded­i­ca­to al benessere degli ani­mali. Repar­ti nuovi volti a man­i­festare i com­por­ta­men­ti tipi­ci del­la specie e repar­ti ristrut­turati per­me­t­ter­an­no agli ani­mali del Par­co di sen­tir­si come se fos­sero in natu­ra, o quasi.

L’ammodernamento del repar­to dei suri­cati ha pre­vis­to un nuo­vo repar­to inter­no che con­sen­tirà loro di gestire al meglio le tem­per­a­ture dei fred­di giorni inver­nali; ter­ra nuo­va e aumen­ta­ta per pot­er costru­ire gal­lerie sot­ter­ra­nee dove svol­gere le prin­ci­pali attiv­ità. Tut­to questo darà ai vis­i­ta­tori la pos­si­bil­ità di vedere meglio ques­ta buf­fa e inter­es­sante specie, gra­zie alla pre­sen­za di osser­va­tori a vetri che, tut­tavia, non andran­no ad influire sul benessere dei suri­cati che, qualo­ra dis­tur­bati, avran­no la pos­si­bil­ità di nascon­der­si alla vista dei visitatori.

E cosa dire dei dirimpet­tai scim­panzé: ebbene sì, gli scim­panzé han­no nuove tor­rette su cui arrampi­car­si e, cosa davvero impor­tante per loro, dei gran­di ter­mi­tai arti­fi­ciali. Ma a cosa ser­vono questi ter­mi­tai? Gli scim­panzé in natu­ra si nutrono di ter­mi­ti, “gran­di formiche” che costru­is­cono delle gran­di mon­tagne di ter­ra con gal­lerie nelle quali si muovono. Per rius­cire a man­gia­re le ter­mi­ti, gli scim­panzé costru­is­cono degli uten­sili, o meglio degli stick, che, con tec­niche par­ti­co­lari ven­gono introdotte nei fori delle gal­lerie dei ter­mi­tai, le ter­mi­ti sal­go­no su questi stick che ven­gono estrat­ti dai pri­mati. Questo com­por­ta­men­to viene denom­i­na­to Ter­mite fish­ing. Costru­en­do due grossi ter­mi­tai con­te­nen­ti yogurt o miele, si darà la pos­si­bil­ità agli scim­panzé di man­i­festare anche al un com­por­ta­men­to tipi­co del­lo sta­to sel­vati­co. Si avrà la pos­si­bil­ità di vedere se e come viene trasmes­so questo com­por­ta­men­to all’interno del­la colo­nia, chi sarà l’individuo inno­va­tore che per pri­mo sco­prirà cosa si nasconde nei buchi di quelle grosse nuove mon­tagne. Gli scim­panzé saran­no così impeg­nati a osser­var­si, a preparare stick gra­zie alla ramaglie che ven­gono col­lo­cate nel repar­to, a inter­a­gire con i ter­mi­tai e tra loro.

Anche il nos­tro Fred­er­ick, il fos­sa, avrà un repar­to tut­to nuo­vo e anche una nuo­va com­pagna. Fred­er­ick ha una sto­ria non facile: è arriva­to da noi con delle prob­lem­atiche com­por­ta­men­tali a causa di liti­gi avvenu­ti con altri indi­vidui nel­lo zoo di prove­nien­za. Gra­zie a un inten­so pro­gram­ma di arric­chi­men­to e train­ing, il fos­sa in poco più di 6 mesi è diven­ta­to un altro indi­vid­uo mostran­do com­por­ta­men­ti tipi­ci del­la specie e non pre­sen­tan­do com­por­ta­men­ti prob­lem­ati­ci. E, dopo diver­si anni di atte­sa, oggi Fred ha una com­pagna! Chissà come rea­girà sia al repar­to nuo­vo sia alla nuo­va pre­sen­za. Il repar­to nuo­vo rap­p­re­sen­ta un arric­chi­men­to strut­turale men­tre la sua nuo­va com­pagna cos­ti­tuirà un arric­chi­men­to sociale, entram­bi impor­tan­ti per il il benessere degli indi­vidui. Fred­er­ick e Man­ta­dia non saran­no nel­lo stes­sa area a causa del­la loro ter­ri­to­ri­al­ità, ma in aree adi­a­cen­ti dove potran­no ved­er­si e conoscer­si. Avran­no tut­tavia la pos­si­bil­ità di restare insieme nel peri­o­do degli accop­pi­a­men­ti. Il Set­tore Ricer­ca e Con­ser­vazione sarà sem­pre pre­sente nel seguire gli ani­mali e gra­zie alla pre­sen­za di stu­den­ti prove­ni­en­ti da oltre 20 uni­ver­sità ital­iane, ver­rà effet­tua­to un mon­i­tor­ag­gio con­tin­uo e costante sul benessere degli ani­mali del Parco.

In ulti­mo, in aprile lo staff vet­eri­nario del Par­co si recherà nei mon­ti Tar­cu, per con­seg­nare a Rewil­d­ing Europe due radio­col­lari per i bison­ti. Ricor­date Enea e Ulisse? Bene, Enea avrà un radio­col­lare tut­to per sé e a mag­gio il dr. Avesani e io avre­mo la grande emozione di vedere il grup­po di bison­ti, tra cui i nos­tri, essere rilas­ciati com­ple­ta­mente in natu­ra dopo aver trascor­so un anno di accli­matazione sui mon­ti Tar­cu. I radio­col­lari con­sen­ti­ran­no un mon­i­tor­ag­gio con­tin­uo e costante sia attra­ver­so i dati satel­li­tari, sia attra­ver­so il mon­i­tor­ag­gio diret­to seguen­doli a ter­ra nei loro spostamenti.”

 

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