Bepi De Marzi conquista il pubblico

03/06/2015 in Spettacoli
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

De MarziDecen­nale con il bot­to per il Coro Costa­bel­la di Pacen­go. Al suono di un gran­dis­si­mo con­cer­to, nel­la chiesa par­roc­chiale di Lazise gremi­ta per l’occasione, di cui sono sta­ti pro­tag­o­nisti “due cori nel pro­fu­mo di mag­gio” che han­no strap­pa­to applausi a sce­na aper­ta. Magis­tral­mente diret­ti dai maestri  Pao­lo Fac­in­cani e Bepi De Marzi, i due grup­pi corali han­no trasmes­so al pub­bli­co gran­di emozioni. Com’era preved­i­bile l’attenzione dei pre­sen­ti si è focal­iz­za­ta soprat­tut­to sul­la corale “I Cro­daioli”, la vera crea­tu­ra dell’autore dell’arcinota can­zone “Sig­nore delle Cime”, che han­no espres­so la loro bravu­ra “a tut­to tondo”.

L’intera ser­a­ta è sta­ta dom­i­na­ta dal­la verve e dal­la capac­ità artis­ti­ca di Bepi De Marzi, il quale ha fat­to da anfitri­one e ha pre­sen­ta­to e spie­ga­to i brani che sono poi sta­ti ese­gui­ti dai due cori. De Marzi non ha man­ca­to l’occasione, in misura lieve e del­i­ca­ta, di sot­to­lin­eare quan­to la polit­i­ca non sia atten­ta alla sal­va­guardia del pat­ri­mo­nio stori­co-artis­ti­co e nat­u­rale del­la nos­tra bel­la Italia.

Il tema con­dut­tore del­la ser­a­ta è sta­ta la pri­mav­era, che nel mese di mag­gio si esprime mag­gior­mente, ma  le cante han­no spazi­a­to dall’eco del­la mon­tagna, alla Grande Guer­ra, alla preghiera, pas­san­do per i ricor­di e le parole di Mario Rigo­ni Stern, del reg­ista Erman­no Olmi e di padre Alex Zenatel­li, non tralas­cian­do nep­pure le sto­rie degli emi­granti e del­la grande trage­dia del popo­lo ebreo nel cam­po di ster­minio di Auschwitz.

L’intensa ser­a­ta si è con­clusa con l’immancabile ese­cuzione a cori riu­ni­ti di “Sig­nore delle Cime” e con la parte­ci­pazione mas­s­ic­cia di tut­to il pub­bli­co, com­mosso e in pie­di per trib­utare gli onori ai cori, ai can­tori, ai maestri.

Ad assis­tere alle ese­cuzione, oltre al sin­da­co di Lazise Luca Sebas­tiano, in pri­ma fila, anche una del­egazione dei gemel­li tedeschi di Rosen­heim, gui­dati dal­la bor­go­mas­tro Gabriele Bauer, che ha volu­to com­pli­men­ta­r­si per­sonal­mente con gli ese­cu­tori e ha for­mal­mente invi­ta­to in Baviera il mae­stro De Marzi con i suoi Cro­daioli. Fra i molti ospi­ti e le autorità inter­venute spic­ca­va la figu­ra di mons. Bruno Fasani, respon­s­abile del­la Capi­to­lare, il pri­mo ad alzarsi in pie­di nell’applaudire il bra­no Nok­inà , le neve di Auschwitz e Maria Lassù, la fede e la sper­an­za.

Pos­so affer­mare che durante ques­ta ser­a­ta si sono vis­su­ti momen­ti di can­to mer­av­iglioso e di sto­rie aut­en­tiche – ha sot­to­lin­eato il sin­da­co Luca Sebas­tiano nel con­seg­nare i pre­mi alle corali – dove il nos­tro vis­su­to, la nos­tra sto­ria, le nos­tre radi­ci si sono coni­u­gate con le voci più argute e più alte delle nos­tre terre.  Esp­ri­mo quin­di la mia più con­vin­ta sod­dis­fazione per la rius­ci­ta di questo evento”.

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