Il capo della Protezione civile nazionale in visita sull’isola-polveriera al largo di Assenza.
Trimelone: «Ottima bonifica, pronti a sostenere le ultime fasi»

Bertolaso porta lodi e soldi

19/05/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

«Se servi­ran­no altri sol­di per com­pletare la bonifi­ca dagli ordig­ni bel­li­ci nelle acque dell’isola del Trimel­one, cer­ta­mente noi non ci tir­ere­mo indi­etro: stanzier­e­mo quan­to nec­es­sario». A promet­ter­lo è il capo del­la , Gui­do Berto­la­so, in visi­ta ieri pomerig­gio in munici­pio e, subito dopo, sull’isolotto al largo di Assenza.In Comune, per cir­ca un’ora, gli han­no illus­tra­to la situ­azione il sin­da­co, Gia­co­mo Simonel­li, l’assessore ai lavori pub­bli­ci, Davide Benedet­ti, uffi­ciali del­la Mari­na e dei mil­i­tari che stan­no rip­u­len­do l’area dalle bombe del­la pri­ma e sec­on­da guer­ra mon­di­ale. Molte le autorità civili e mil­i­tari pre­sen­ti all’incontro che seg­na, di fat­to, la fine delle oper­azioni di bonifi­ca, almeno per il momen­to. Pre­sen­ti era­no: l’ammiraglio capo del Dipar­ti­men­to Marit­ti­mo dell’Adriatico, il cap­i­tano dei del­la Com­pag­nia di Capri­no, il mares­cial­lo del­la stazione di Mal­ce­sine, i mil­i­tari dell’ottavo Genio Guas­ta­tori del­la Fol­go­re di stan­za a Leg­na­go, del Pri­mo Fod di Vit­to­rio Vene­to, la Pro­tezione civile regionale, provin­ciale, gli asses­sori regionale e provin­ciale ai lavori pub­bli­ci, Mas­si­mo Gior­get­ti e Lucio Campedel­li. A coor­dinare l’incontro, il prefet­to vic­ario Elio Faillaci.«Sull’isola», ha illus­tra­to Gui­do Berto­la­so, «è sta­to fat­to un lavoro eccel­lente. Con estrema pro­fes­sion­al­ità tutte le forze in cam­po han­no inter­ag­i­to e col­lab­o­ra­to. Il risul­ta­to è sta­to una bonifi­ca del­i­ca­ta come poche ne ho viste da quan­do sono a capo del­la Pro­tezione civile». «Il ram­mari­co», ha aggiun­to, «è che al lavoro svolto non sia sta­to anco­ra dato un risalto di liv­el­lo nazionale, dato che la mes­sa in sicurez­za di questo luo­go non era affat­to scontata».Ma l’isola è ora del tut­to boni­fi­ca­ta? «Il sin­da­co», ha rispos­to Berto­la­so, «con dis­crezione non ha fat­to richi­este dirette ma ho colto il mes­sag­gio. Il lavoro va com­ple­ta­to e noi, vis­to che cir­ca un mil­ione e due­cen­to mila euro fino­ra sono sta­ti spe­si molto bene, siamo disponi­bili a dare quel che serve per finire. Intan­to però sono sta­ti mes­si in sicurez­za il suo­lo e le acque per diver­si metri di pro­fon­dità, quin­di il peri­co­lo di esplo­sioni o inci­den­ti è net­ta­mente minore. È già un grande risultato».Restano però in vig­ore tut­ti i divi­eti, di attrac­co all’isola quan­to di , bal­neazione, pesca e immer­sione. «È evi­dente», ha com­men­ta­to Simonel­li, «che restano i divi­eti. Abbi­amo boni­fi­ca­to fino a 20 metri di pro­fon­dità ma dob­bi­amo arrivare ad almeno 35».«Ora», ha aggiun­to l’assessore Benedet­ti, «ci coordiner­e­mo con la Prefet­tura e sta­bilire­mo il da far­si, cer­ta­mente dopo la sta­gione tur­is­ti­ca, a questo pun­to». Da una sti­ma non uffi­ciale trapela­ta dal Comune a mar­gine del­la riu­nione potreb­bero essere nec­es­sari anco­ra sei mesi di lavoro che, in denaro, sig­nif­i­cano la neces­sità di altri quat­tro o cinque­cen­tomi­la euro . «La Regione», ha assi­cu­ra­to l’assessore Mas­si­mo Gior­get­ti, «è disponi­bile a stanziare anco­ra sol­di, per posizionare boe attorno all’isola, per il recu­pero delle “case­mat­te”. Aspet­ti­amo di vedere prog­et­ti e richi­este del Comune e vedremo».Da gen­naio a ieri, quan­do uffi­cial­mente sono ter­mi­nati i lavori e i sol­di per pros­eguir­li, i ritrova­men­ti di ordig­ni esplo­sivi sono sta­ti inin­ter­rot­ti. A capo del­la forze del­la Mari­na di Ancona che ha oper­a­to sull’isola, oltre ai mil­i­tari di Leg­na­go, è il cap­i­tano di fre­ga­ta, Bruno Mar­coni. «Abbi­amo recu­per­a­to», ha illus­tra­to l’ufficiale, «cir­ca 40 chili di tri­to­lo, 59 mila bombe di vario tipo e 1200 di bal­is­tite (pro­pel­lente esplo­si­vo delle bombe, ndr.), ma là sot­to c’è anco­ra molto mate­ri­ale e ci vor­rà tem­po per una bonifi­ca completa».Durante l’ispezione, i mil­i­tari del­la Fol­go­re han­no allesti­to un ban­co zep­po di bombe di varia tipolo­gia e for­gia. Inoltre, han­no fat­to bril­lare alcune bombe incen­di­arie. «Anche il coor­di­na­men­to e la sol­i­da­ri­età tra gli enti locali», ha con­clu­so il pri­mo cit­tadi­no, «è sta­to mas­si­ma. Un gra­zie va anche ai sin­daci di Capri­no, Riv­o­li e Tor­ri, che ci han­no mes­so a dis­po­sizione le loro cave per fare bril­lare gli ordig­ni. Vedremo il da far­si, ma le disponi­bil­ità del diret­tore Berto­la­so e dell’assessore Gior­get­ti ci ren­dono fiduciosi».E se le bombe si trovano nelle acque lacus­tri dal 1954, una sor­ta di record nazionale, così è anche per la «per­ma­nen­za» sul prob­le­ma-Trimel­one di un fun­zionario del­la Pro­tezione Civile del­la Regione, il dot­tor Francesco Bian­chi­ni: «Nel 1985», ha spie­ga­to il fun­zionario tra il com­mosso e il felice, «da quan­do cioè lavoro in questo set­tore, mi ave­vano rifi­la­to questo mal­lop­po di carte rel­a­ti­vo all’isola del Trimel­one come pri­mo incar­i­co. Dicen­do­mi: “Tieni qua, tan­to ques­ta sto­ria non la chi­ud­erai mai”. Ora, dopo ben 22 anni, pos­so riten­er­mi sod­dis­fat­to del risul­ta­to». Res­ta ora da vedere quin­di quan­do il Comune inoltr­erà uffi­cial­mente la richi­es­ta di contributi.