Tedeschi quattro ospiti su dieci. Allarme per gli inglesi e gli scandinavi.
Già a Pasqua si prevede qualche difficoltà sui mercati fuori euro

Bilanci e previsioni turistiche per il prossimo futuro

14/02/2009 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Matteo Cassol

Quan­do si par­la di cali o con­ferme nei flus­si tur­is­ti­ci, è bene avere un’idea di quali ordi­ni di grandez­za si stia par­lan­do: nell’ambito del Gar­da trenti­no tra gen­naio e set­tem­bre 2008 sono arrivati 363.070 vis­i­ta­tori (dei quali 280.235 stranieri) ospi­ti di strut­ture alberghiere, più 174.747 (di cui 130.432 non ital­iani) esterni a esse, per un totale di 537.817 per­sone. Rispet­to al medes­i­mo peri­o­do del 2007, c’è sta­to un calo del 4,8% degli arrivi com­p­lessivi, frut­to di un 6,7% di stranieri in meno e di un 1,8% di “lati­tanze” italiche. L’incidenza tur­is­ti­ca prin­ci­pale nell’alto Bena­co è data dal­la Ger­ma­nia, la cui fet­ta di vis­i­ta­tori nel 2008 ha rap­p­re­sen­ta­to il 38,78% sul totale del­la ricettiv­ità (con 219.516 arrivi, 25.877 in meno del 2007, e 961.176 pre­sen­ze com­p­lessive). A seguire, dis­tanziati, gli ital­iani, che han­no inciso per il 22,03% (127.150 vis­i­ta­tori, in lieve cresci­ta sul 2007 di 2.287 unità). Il Reg­no Uni­to ha rap­p­re­sen­ta­to la terza forza con l’11,10%, con 44.827 vis­i­ta­tori: dall’anno prece­dente s’era già reg­is­tra­to un calo del 4,9% e le pre­vi­sioni più fres­che fan­no temere per un ulte­ri­ore rib­as­so. Altri tur­isti annun­ciati in calo sono gli scan­di­navi non fin­lan­desi: nel 2008 sono arrivati in 15.287, pesan­do per un 2,78%.Sterlina e coro­ne in forte rib­as­so ter­ran­no a casa una fet­ta di ospi­ti tradizion­ali del Gar­da. Bene invece il mer­ca­to irlan­dese. Meneghel­li: «Sui tedeschi non si pos­sono fare pronos­ti­ci precisi».A due mesi dal­la Pasqua com­in­ciano a delin­ear­si le prime pre­vi­sioni sug­li arrivi di tur­isti nel­la zona del Gar­da trenti­no. Il dato più allar­mante arri­va dal Reg­no Uni­to e dal­la peniso­la scan­di­na­va: forte­mente penal­iz­za­ti dal crol­lo del­la ster­li­na gli abi­tan­ti del pri­mo, piut­tosto azzop­pati dalle dif­fi­coltà delle rispet­tive coro­ne i res­i­den­ti nel­la sec­on­da, le fac­ce di ingle­si, norve­g­e­si, svedesi e dane­si sul Bena­co quest’anno si vedran­no meno. Per la con­fer­ma effet­ti­va dei numeri occor­rerà aspettare anco­ra un un paio di set­ti­mane, ma in vista del peri­o­do fes­ti­vo che per il 2009 fa capo al 12 aprile la pesante fles­sione degli appro­di lacus­tri bri­tan­ni­ci e una più con­tenu­ta ma comunque sen­si­bile di quel­li nordeu­ropei si delin­eano già piut­tosto chiara­mente. «Il calo del mer­ca­to inglese, sti­ma­to attorno a cir­ca il 20–25 per­cento — spie­ga il pres­i­dente Ingar­da Enio Meneghel­li — emerge dal con­tem­po­ra­neo calo del numero dei voli tra Reg­no Uni­to e sis­tema aero­por­tuale del Bena­co. Sul­la Scan­di­navia le dif­fi­coltà mon­e­tarie (non riguardan­ti però i fin­lan­desi, che han­no ader­i­to all’euro, ndr) inci­dono in maniera minore, per­ché questo tipo di tur­is­mo vede stori­ca­mente la pro­pria pun­ta di pre­sen­za nel mese di luglio». Buoni mes­sag­gi, in sen­so di tenu­ta (non si par­la cer­to di cresci­ta, in un peri­o­do di crisi gen­er­al­iz­za­ta), arrivano invece dall’Irlanda — anch’essa esclusa dal deficit di potere d’acquisto, aven­do adot­ta­to la mon­e­ta uni­ca euro­pea — e dall’area del Benelux. Il vero grande dub­bio è sul­la Ger­ma­nia, dal­la quale soli­ta­mente giunge qua­si la metà dei flus­si tur­is­ti­ci: «Ad oggi — pros­egue Meneghel­li — pare tenere, ma alcu­ni seg­nali di dif­fi­coltà ci sono anche su quel mer­ca­to. Per i tur­isti tedeschi, l’ottanta per­cento cir­ca dei quali nor­mal­mente si spos­ta con mezzi pro­pri o comunque non in aereo, l’unico para­metro affid­abile a tut­ti gli effet­ti è dato dal­la per­centuale di con­tin­gen­ti real­mente ven­du­ti tra quel­li che han­no a dis­po­sizione le agen­zie per i sog­giorni negli alberghi. Una cifra che atten­di­amo a inizio mar­zo. Non abbi­amo sen­sazioni neg­a­tive, ma per la con­fer­ma è meglio aspettare quel val­ore, anche se agli even­ti pro­mozion­ali di Stoc­car­da e Ambur­go la situ­azione è apparsa buona. Il 27 e 28 feb­braio sare­mo a Mona­co coi sin­daci del Gar­da per una sor­ta di viag­gio stu­dio, ospite dell’Adac, l’Aci tedesco, coi rispet­tivi respon­s­abili del set­tore tur­is­mo, viag­gi e nau­ti­ca». La del­egazione sarà gui­da­ta dall’assessore provin­ciale Mel­lar­i­ni (figu­ra isti­tuzionale di rifer­i­men­to del prog­et­to inter­re­gionale ) e da Meneghel­li stes­so come coor­di­na­tore. «In quel frangente — affer­ma il pres­i­dente — si avran­no ulte­ri­ori riscon­tri. Ma le nos­tre ver­i­fiche sul cam­po sono state buone. Allo sta­to il para­metro che abbi­amo sul­la propen­sione al viag­gio dal­la Ger­ma­nia non è muta­to, ma è meglio aspettare». Per quel che riguar­da il mer­ca­to ital­iano, a det­ta di Meneghel­li «la situ­azione sicu­ra­mente non è facile, ma nem­meno del tut­to trag­i­ca. Giovedì e ven­erdì sare­mo alla Bit di per vedere come va, ma anche qui non ci sono dati. Per noi l’Italia rap­p­re­sen­ta solo un 15% dei flus­si, siamo molto più esper­ti dei mer­cati esteri: andi­amo alla fiera — con­clude il numero uno dell’apt bena­cense — appun­to per aggiornar­ci».

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