Biografie Lonatesi: Paolo Soratini | 1a Parte

Di Redazione
Lino Luccini

La di Lona­to cus­todisce il mano­scrit­to n. 147 opera dell’architetto lonatese Pao­lo Sora­ti­ni dal tito­lo Biografie lonate­si che, fra molte altre cose, ci for­nisce una lun­ga serie di ritrat­ti di per­son­ag­gi vis­su­ti in Lona­to fra l’ultima metà del 1600 ed i pri­mi anni del 1700.

Si trat­ta di una fonte preziosa di notizie, fino­ra inedite, scritte di pro­prio pug­no da un tes­ti­mone diret­to del tem­po. Ricor­diamo che il Sora­ti­ni nacque a Lona­to il 17 otto­bre 1680 e morì a Raven­na nel 1762.

Gli argo­men­ti trat­tati si pos­sono dividere in quat­tro par­ti:

1) Breve dis­cor­so dell’antica Ter­ra di Lona­to ora Fortez­za

2) Biografie lonate­si

3) Biografia di Giro­lamo Muziano

4) Breve biografia e opere del Sora­ti­ni.

Nel­la pre­mes­sa il Sora­ti­ni dichiara di aver deciso di scri­vere solo come pas­satem­po in un peri­o­do di lun­ga con­va­lescen­za e si augu­ra che altri di mag­gior tal­en­to e sapere vor­rà pros­eguire l’opera per­ché tut­ti i suoi concit­ta­di­ni meritevoli abbiano il gius­to riconosci­men­to e ricor­do da parte dei suoi con­ter­ranei e del­la Patria, così egli, seguen­do il modo di esprimer­si del tem­po, chia­ma il paese natio.

Cer­ta­mente Sora­ti­ni scrisse in età molto avan­za­ta per­ché al ter­mine del suo lavoro las­cia un lun­go elen­co delle cit­tà e delle mag­giori opere real­iz­zate o anche sem­plice­mente dis­eg­nate.

Ricor­diamo che il Sora­ti­ni morì sen­za avere il piacere di vedere real­iz­za­ta la cupo­la del Duo­mo lonatese, l’opera sua più cara, che oggi è senz’altro il sim­bo­lo stes­so del­la sua Patria.

Gia­co­mo Attilio Cenedel­la, a pag­i­na 10 del mano­scrit­to Sora­ti­ni, con una nota data­ta e fir­ma­ta Bres­cia 4 agos­to 1855, dichiara la sua inten­zione di illus­trare i nomi delle famiglie anco­ra esisten­ti e ren­dere a quelle ai quali il pub­bli­co giudizio ne pro­nun­ciò favorev­ole e deg­na tes­ti­mo­ni­an­za e trascu­ran­do quel­li che a pari giudizio non mer­i­tano, per le umane vicende, ricor­dan­za alcu­na. Sem­bra però che egli non abbia trova­to il tem­po di real­iz­zare tale propos­i­to, ma a mar­gine di molte delle famiglie ricor­date da Sora­ti­ni egli ha pos­to molte inter­es­san­ti note.

Gar­da Notizie ha pub­bli­ca­to, nel numero di agos­to 2018, molte notizie di Pao­lo Sora­ti­ni rel­a­tive alla sua vita ed alle sue opere, ma non ha allo­ra accen­na­to a queste sue Biografie lonate­si opera anco­ra oggi inedi­ta, che senz’altro meri­ta di essere conosci­u­ta e tenu­ta pre­sente da chi un giorno scriverà la sto­ria di Lona­to.

Poiché rite­ni­amo che il mano­scrit­to Sora­ti­ni mer­i­ti di essere conosci­u­to nel testo orig­i­nale ed inte­grale, ecco la pri­ma parte:

Breve dis­cor­so dell’antica e civile Ter­ra di Lona­to ora Fortez­za

Lona­to Ter­ra et ora civile Fortez­za ric­ca nel­la Comu­nità e molto popo­la­ta ha già in tem­pi pas­sati per quan­to ril­evasi dalle sto­rie e dalle tradizioni a voce sot­to il gov­er­no dei Duchi di Man­to­va pos­cia cam­bi­a­to con Ostiglia data da Veneziani a quel Duca poiché prossi­ma al suo Sta­to e rice­vu­to dai medes­i­mi Veneziani Lona­to, sot­to quali felice­mente con­ser­vasi.

Egli è sit­u­a­to nel­la cor­rente stra­da delle loro cit­tà di Ter­ra Fer­ma tra Bres­cia e Verona quindi­ci miglia da qui alla pri­ma ver­so Verona e ven­ticinque di la da queste ver­so Bres­cia. Da ques­ta cit­tà è gov­er­na­to nel tem­po­rale e dall’altra nel­lo spir­i­tuale.

Egli è cin­to di vec­chie mura con due sole porte che dopo le due ore del­la notte si ten­gono chiuse fino alle due avan­ti il giorno. Le chi­avi ven­gono cus­todite dal Provved­i­tore nobile vene­to che ogni diciot­to mesi viene per­mu­ta­to in altro del pari nobile manda­to da Venezia. Egli tiene famiglia e corte per le occor­ren­ti bisog­ni. La cit­tà di Bres­cia man­da un gen­tilu­o­mo per Podestà cui pari­men­ti ogni tan­to tem­po viene per­mu­ta­to. Egli pure ha pro­prio palaz­zo e corte. Giu­di­ca non solo le cause di Lona­to ma quelle anco­ra del­la Ter­ra di Carpenedo­lo luo­go bres­ciano. Ha facoltà di con­dannare alla pri­gione, berli­na, cor­da e galera i mal­viven­ti e meritevoli di tal cas­ti­go. Ter­mi­na­to il loro lavoro ritor­nano a Venezia et a Bres­cia accom­pa­g­nati da fiac­cole con ban­done di car­ta per il trat­to di qualche miglia.

Al pre­sente Lona­to por­ta il tito­lo di Fortez­za e per tale fu con­sid­er­a­to allo­ra che l’anno 1703 le due gran­di armate tedesca e francese qua­si inon­darono tut­ta la Lom­bar­dia et ogni altro luo­go ad essa vici­no nel qual anno che venne ten­ta­to l’ingresso da tedeschi e per­ciò sped­i­to dal principe Euge­nio di Savoia a quel tem­po gen­er­alis­si­mo dell’Armata Impe­ri­ale un espres­so sot­to le mura di Lona­to chieden­do d’entrare in esso giac­ché i france­si entrati era­no in Desen­zano da Lona­to poco scos­to. Ma dal nobile Bra­gadi­no cui coman­da­va il pre­sidio den­tro in Lona­to dalle stesse mura risposeli che il sign­or principe Euge­nio ben dove­va sapere l’accordio da Sua Maestà Impe­ri­ale del­la neu­tral­ità col­la sua Repub­bli­ca e di non entrare nelle di Lei cit­tà e Fortezze colle sue armi e che essendo Lona­to dichiara­ta Fortez­za non dove­va per­me­t­ter­li l’entrare in essa e che in caso sforza­to egli averebbe procu­ra­to com’era tenu­to difend­er­la anche a cos­to del pro­prio sangue e se i france­si entrati era­no in Desen­zano altro era Lona­to da quel­lo fusse Desen­zano, onde ritor­na­to l’espresso all’Armata null’altro per allo­ra seguì.

Lona­to sten­de­si qua­si tut­to sopra lon­ga e larga col­li­na pen­dente ver­so mez­zodì e ponente, onde da queste par­ti fa bel­lis­si­ma et ono­ra­ta vedu­ta, gode feli­cis­si­ma aria, pro­duce boni tal­en­ti e gli abi­ta­tori diven­gono vec­chi. Nel­la som­mità d’esso tiene l’antica Roc­ca al pre­sente qua­si dirut­ta ma ne tem­pi andati per quan­to ancor com­pren­de­si fu di con­sid­er­abile sti­ma. Stan­do in essa gode­si per ogni parte amene vedute cioè a lev­ante il cele­bre lago det­to Bena­co o di Gar­da, col­la mag­gior parte del­la Riv­iera Salo­di­ana, Bres­ciana e Veronese e den­tro ad esso la peniso­la di Sirmione, Patria di Cat­ul­lo che fu anti­co e gran poeta. Così dal­la parte di ponente sco­pron­si molte Terre con il gran ter­ri­to­rio del bas­so bres­ciano per fino vici­no a Cre­mona; da mez­zo giorno parte del man­to­vano et a set­ten­tri­one i mon­ti del bres­ciano c on Terre a Castel­la ben popo­late

Questo lonatese ter­ri­to­rio dal­la parte di ponente trovasi assai frut­tif­ero per­ché nel­la mag­gior parte di esso viene innaf­fi­a­to quan­do abbisogna dal­la cor­rente del canale che in Lona­to chia­masi La Seri­o­la questo canale di acqua dal­la comu­nità di Lona­to ai tem­pi da giudiziosi, sav­ij e pru­den­ti lonate­si fu lev­a­to dal fiume det­to Chiese sette miglia da essi scos­to. Opera di mol­ta spe­sa deg­no per­ciò di eter­na memo­ria (sen­za la quale come da chi scrive in altre dicerie ha nota­to) Lona­to sarebbe mis­er­abile paese men­tre con esso canale di acqua adaguasi il miglior fon­do d’esso ter­ri­to­rio e ren­de­si fer­tile. Oper­a­no i moli­ni da gra­no, da oglio, gli edi­fi­ci de sega per i lega­mi, quel­li da fer­ro, di fila­toio di seta e sim­ili con ogni utile del pub­bli­co e del pri­va­to ric­co o povero che egli sia. Dal­la altra parte questo lonatese ter­ri­to­rio dis­tingue­si poi Lona­to nel suo gov­er­no dal comune delle cir­con­vicine terre, men­tre con cons­es­so di ses­san­ta per­sone parte illus­tris­si­ma parte arti­giani e parte di cam­pagna, orion­di lonate­si che chia­masi con­siglieri che molto fre­gian­si di tal pos­to, onde tut­ti assieme cos­ti­tu­is­cono il loro con­siglio a cui pre­siede sem­pre il Podestà e col parere e voto di tut­ti essi delib­er­a­no delle cose che apparten­gono al bon gov­er­no del­la Comu­nità. Dis­tribuis­cono le carghe e gli uffi­cij a più abili e capaci, i quali con­stano in can­cel­lierie, in con­so­latie, in dep­u­tatie in ese­cuzione sopra le pos­ses­sioni di ter­reni, di boschi, di pas­coli, di con­fi­ni, di dazi, di strade, quartieri, moli­ni, seri­o­la, edi­fi­ci pub­bli­ci e sim­ili cose, con il rego­la­men­to a tut­ti pro­porzion­a­to ad ogni uffi­cio, sic­ché tut­ti resti­no con­tenti, non man­can­do fra essi per­sone che eserci­tano l’ufficio di procuratore,notaio, guardiano de boschi,de campi, de pas­coli e de peg­ni a di si fat­ti lode­voli impieghi ad utile del­la comu­nità cos­ic­chè appaisce lode­vol­mente nel tem­po­rale gov­er­no, quan­tunque molti dubi­tano, anzi ten­gono per cer­to al con­trario mas­sime sopra l’affare del Ven­za­go e sua entra­ta per la quale Lona­to è sem­pre in con­trasto fra il mag­giore e minor esti­mo.

Pos­to che la Comu­nità di Lona­to sia ben gov­er­na­ta nel tem­po­rale molto più deve dirsi del­lo spir­i­tuale, men­tre che nul­la ha che con­di­videre a tante comu­nità cir­con­vicine essendo egli adorno di bon numero di sac­ri tem­pli e par­ti­co­lar­mente del prin­ci­pale quale per spe­sa, per grandez­za, per orna­men­ti di esquisi­ti mar­mi in diverse par­ti, per numero di bel­li altari et eccel­len­ti pit­ture, così di tutte l’altre chiese pari­men­ti d’altari diver­si, di mar­mi e non men de nobili dip­in­ture da pari ben tenute ed uffi­ci­ate a tem­pi deb­iti dal molto numero de sac­er­doti sec­o­lari, fra quali molti dot­ti tal­en­ti si dis­tin­guono nel trattare, nel vestire ed uffi­cia­re le loro chiese deco­rosa­mente nelle scuole, nel­li dis­cor­si e nel­la istruzione alla gioven­tù alle dot­trine cris­tiane, ad esem­pio di devozione e pietà ver­so tut­ti, ren­don­si esem­plari a tante Terre e qua­si da pari a molte cit­tà ancorchè vescov­ili.

Agion­gasi poi la som­ma vig­i­lan­za del Rev.mo Sig. Arciprete già lonatese e delle più riguarde­voli famiglie di Lona­to cui con som­ma e pari pru­den­za ed esem­pio pre­viene sopra il numeroso Clero di del­la Comu­nità e con esem­pio di dot­t­ri­na, di atten­zione e benig­nità gov­er­na il tut­to e quan­to appar­tiene alla pro­pria dig­nità deco­rosa­mente da esso por­ta­ta in ogni fun­zione eccle­si­as­ti­ca, cos­ic­chè per ques­ta et altre cir­costanze pare che nel tem­po­rale e molto più nel­lo spir­i­tuale Lona­to venghi lode­vol­mente gov­er­na­to e da pari di molti sav­ij e pru­den­ti e ben morigerati lonate­si abi­ta­to e gov­er­na­to sec­on­do la che di molti segue, ono­ra­ta nel tem­po da sua gioven­tù in Patria e da chi scrive per pro­prio piacere e diver­ti­men­to nelle seguen­ti famiglie.