Grande festa collettiva per la consegna del Palio all’equipaggio di «Ichtya». Ma cova la polemica: i veronesi vogliono contare di più

Bisse, Peschiera sul trono

Di Luca Delpozzo
s.z.

Il pres­i­dente del­la Lega Bisse, Fran­co Poli, ha con­seg­na­to la all’e­quipag­gio di Peschiera-Ichtya. Pao­lo Tac­coni, classe ’67, operaio, Ste­fano Maz­zure­ga, ’74, chim­i­co, Mas­si­mo Rai­mon­di, ’73, tipografo, e Osval­do Maz­zure­ga, ’49, mag­a­zz­iniere, papà di Ste­fano, han­no vin­to il Palio per il ter­zo anno con­sec­u­ti­vo. E cus­todi­ran­no il gon­falone in sede, cer­can­do (nel 2002) di cen­trare il pok­er. La cer­i­mo­nia si è svol­ta in un ris­torante di Sirmione, l’An­co­ra d’oro. I parte­ci­pan­ti alle otto regate, svolte­si da giug­no ad agos­to, accom­pa­g­nati dalle famiglie e dai respon­s­abili dei vari club, sono accor­si a fes­teggia­re i più for­ti, applau­di­ti a lun­go. Non man­ca­vano sin­daci (Mau­r­izio Fer­rari di Sirmione, Arman­do Fer­rari di ), vice (Alessan­dro Buf­foli di Iseo), pres­i­den­ti di vari enti (Giuseppe Mongiel­lo del­la Comu­nità, Bruno Faus­ti­ni del ), asses­sori provin­ciali (Alber­to Martel­let­to di Verona) e comu­nali. «Due le novità nel cam­pi­ona­to di quest’an­no — ha ricorda­to Poli -. Il mag­giore spet­ta­co­lo, con la mod­i­fi­ca del rego­la­men­to (ogni sera, le tre bat­terie di qual­i­fi­cazione e la finale tra le migliori due di cias­cun rag­grup­pa­men­to), e il ritorno alle gare di Sirmione. Orga­niz­zare il Palio com­por­ta un cos­to che si avvic­i­na ai 200 mil­ioni. Dob­bi­amo essere grati alle ammin­is­trazioni comu­nali e agli spon­sor che ci sosten­gono, ma lo sfor­zo è notev­ole, e sul­l’ar­go­men­to bisogn­erà fare attente val­u­tazioni. Un plau­so a Ichtya di Peschiera, i cui atleti han­no dimostra­to pas­sione, entu­si­as­mo e buona preparazione». Sul­la Lega sof­fia, però, il ven­to delle polemiche. I bres­ciani accu­sano i verone­si di parte­ci­pare alle riu­nioni con atteggia­men­ti dis­gre­gan­ti, gli altri repli­cano di vol­er con­tare di più nel­l’or­gan­i­gram­ma diri­gen­ziale. Anche per­chè la sto­ria delle bisse l’han­no fat­ta soprat­tut­to loro. Ricor­diamo che questo è il 22esimo Palio vin­to dagli equipag­gi del­la spon­da ori­en­tale (sette la mit­i­ca «Palo­ma», di cui sei per Tor­ri e uno con Gar­da, «Beren­gario» di Tor­ri quat­tro, Gar­da quat­tro, Peschiera altret­tan­ti, S.Vigilio, Lazise e Bar­dolino uno a tes­ta). I «nos­tri», invece, ne han­no con­quis­ta­ti appe­na dod­i­ci: cinque «Clu­san­i­na», del lago di Iseo, quat­tro «Fos­ca­ri­na» di Gar­done Riv­iera, tre «Vil­lanel­la» di Gargnano. «Ci sono sta­ti momen­ti dif­fi­cili — ha det­to Poli -. Qual­cuno ha mes­so in dis­cus­sione la nos­tra stes­sa ragion d’essere, il prin­ci­pio ispi­ra­tore uni­tario e la tradizione di sport garde­sano. Alla fine è preval­sa la ragione. Non pos­si­amo dis­perdere un pat­ri­mo­nio che abbi­amo ered­i­ta­to, las­cian­do prevalere i cam­panil­is­mi. Esistono prob­le­mi orga­niz­za­tivi e di ges­tione inter­na. Nelle prossime set­ti­mane val­uter­e­mo la situ­azione com­p­lessi­va». Mongiel­lo ha sot­to­lin­eato che «le ques­tioni pos­sono esplodere dialet­ti­ca­mente. Impor­tante è trovare una sin­te­si, recu­peran­do il sen­so di apparte­nen­za. Le ammin­is­trazioni pub­bliche fan­no sforzi affinchè la tradizione del sac­ri­fi­cio e del­l’im­peg­no con­tinui a vivere». Alla fine, i pre­mi. Il sin­da­co Fer­rari ha con­seg­na­to il «Gri­fone» a Poli, e questi il guidone del­la famiglia Ros­set­ti al Comune di Iseo «per la costan­za e la seri­età con cui segue le bisse». Riconosci­men­ti anche a Bar­dolino, sec­on­da clas­si­fi­ca­ta, e Gar­da, terza. Le barche bres­ciane si sono dovute accon­tentare delle brici­ole. Quar­ta Portesina (Davide Manovali, Giuseppe Dol­ci­ni, Ivano Bac­co­lo, Mau­ro Reghen­zi, figlio del miti­co Guidone), quin­ta Clu­san­i­na (con due cop­pie di fratel­li, San­dro e Luca Bet­toni, Giuseppe ed Enzo Bar­bi­eri), ses­ta Fos­ca­ri­na (Mau­r­izio Ercu­liani, Mar­co Bargelle­si, Fran­co Baruf­fal­di e Mar­co Righettini).