Ore ad aspettare, sballottati da un bancone all'altro. Informazioni che non ci sono, e l'aereo che non si vede atterrare.

Bloccati un giorno in aeroporto aspettando il volo che non c’è

17/02/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Ore ad aspettare, sbal­lot­tati da un ban­cone all’al­tro. Infor­mazioni che non ci sono, e l’aereo che non si vede atter­rare. Dove­va essere una gior­na­ta di shop­ping a Regent street, una pun­tati­na a Pic­cadil­ly e cenet­ta a Soho. Il pri­mo di una vacan­za di quat­tro giorni a Lon­dra. E’ sta­ta invece una gior­na­ta pas­sa­ta in aero­por­to, con­clusa con un viag­gio fino a Gen­o­va in pullman.Un inizio di vacan­za amaro per sei man­to­vani: Catia Zant­edeschi, 23 anni, il suo ragaz­zo, Alessan­dro Mot­ta, 27, di Goito, le zie Car­la e Daniela Zant­edeschi, di Marmiro­lo, e i due cug­i­ni Mar­co Sis­sa, 16 anni, e Nico­la Mora, di 17, di Rodi­go, che dove­vano imbar­car­si a Mon­tichiari con il volo delle 10,10 per Lon­dra Stanst­ed del­la com­pag­nia irlan­dese . L’aereo, un Boe­ing, non è potu­to atter­rare a Mon­tichiari per imbar­care i 160 passeg­geri direti a Lon­dra: man­ca­va l’au­to­botte dei vig­ili del fuo­co sul­la pista. E sen­za ques­ta misura di sicurez­za, ai Boe­ing non è con­sen­ti­to l’at­ter­rag­gio. L’aereo è sta­to devi­a­to a Tre­vi­so: e da là è par­ti­to per l’Inghilter­ra sen­za nes­suno a bor­do. Una parte dei passeg­geri, i più for­tu­nati, sono sta­ti trasportati da Mon­tichiari a Tori­no, dove sono par­ti­ti per Lon­dra nel tar­do pomerig­gio. Gli altri sono sta­ti car­i­cati su una cor­ri­era per Gen­o­va, dove han­no potu­to par­tire solo ieri sera alle 8. «Un incubo ‑sin­te­tiz­za Catia Zant­edeschi- soprat­tut­to per­ché non c’era nes­suno del­la Ryanair in aero­por­to ad infor­mar­ci di quan­to accade­va». I fat­ti: sul tabel­lone com­pare pri­ma un ritar­do di un’o­ra. Dopo un po’ di sparge la voce che il volo era bloc­ca­to per motivi di sicurez­za. Poi la con­fer­ma: l’aereo è sta­to dirot­ta­to a Tre­vi­so, sen­za che la com­pag­nia, stan­do a quan­to dichiara­to ai cli­en­ti, ne sapesse nul­la. Da qui le pro­poste ai passeg­geri: Tori­no e Gen­o­va. Con quali cri­teri? «Fol­li ‑dice Catia- pri­ma dice­vano che a Tori­no sareb­bero andate i pri­mi 60 che ave­vano fat­to il check-in, poi invece han­no cam­bi­a­to: pri­ma i grup­pi, poi le famiglie con bam­bi­ni sot­to i 12 anni. Noi, che ave­va­mo davan­ti una squadra di rug­by di 32 per­sone, e una famiglia con 5 figli, siamo andati a Genova».

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