Il sindaco di Desenzano, Pienazza, sollecita un incontro con gli organi istituzionali e di categoria. Il divieto riguarderebbe il tratto dall’A4 a Padenghe in luglio e agosto

Blocco dei tir, si può fare di più

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Il sin­da­co di Desen­zano Fioren­zo Pien­az­za annun­cia «di aver sol­lecita­to in questi giorni un incon­tro con gli organi isti­tuzion­ali e di cat­e­go­ria per­ché si com­in­ci a par­lare di divi­eto dei tir lun­go il trat­to com­pre­so tra la Per­la e il Mas­sadri­no (con­fine con Padenghe)».Si trat­ta di un provved­i­men­to che, ha sot­to­lin­eato Pien­az­za a Bres­ciaog­gi, «dovrà avere una dura­ta di almeno due mesi, luglio ed agos­to prossimi».Secondo i dati for­ni­ti dal­la Polizia Munic­i­pale di Desen­zano, nel trat­to stradale in ques­tione, tra la Per­la ed il Mas­sadri­no, sono sta­ti ril­e­vati 80 inci­den­ti negli ulti­mi sei anni, ai quali però devono aggiunger­si quel­li accer­tati nel­la stes­sa zona dal­la Polizia Stradale.Ma qual è il movi­men­to in entra­ta ed in usci­ta dei mezzi pesan­ti al casel­lo dell’A4 di Desen­zano, sec­on­do i dati for­ni­ti dal­la Soci­età Autostra­da Brescia-Padova?Nel giug­no 2006 si è reg­is­tra­ta una media di 3.400 camion in entra­ta, dei quali 1.200 era­no «mezzi pesan­ti» (tir, ecc.), e altret­tan­ti sono sta­ti in usci­ta. In luglio la media è sta­ta di 1.300 mezzi pesan­ti in entra­ta e oltre 1.400 in usci­ta. Questi veicoli pesan­ti, gli stes­si che sono ogget­to delle ordi­nanze di divi­eto, sono lo spau­rac­chio dei res­i­den­ti e dei tur­isti. Basti pen­sare che il 27 luglio 2005 (fonte: Autostra­da Bs-Pd) tra le ore 6 e le 11 sono tran­si­tati 180 mezzi in direzione di Salò e 137 in quel­la oppos­ta. Non sono pochi. Sen­za con­tare l’ingente mas­sa di veicoli pri­vati, ovvi­a­mente ben più numerosi, che per­cor­rono entrambe le cor­sie dell’ex statale nel trat­to tra la roton­da del­la Per­la e quel­la di viale Andreis (stra­da dell’ospedale).In totale la mas­sa di veicoli che gravi­ta su Desen­zano è di 16 mila nei giorni feri­ali ed altret­tan­ti in quel­li fes­tivi, di cui il 13% è rap­p­re­sen­ta­to da camion e tir.Il divi­eto di tran­si­to ai tir, che fino­ra ha vis­to la luce in estate solo a Desen­zano, ha lo scopo di dis­in­cen­ti­vare il pas­sag­gio sul­la statale cit­tad­i­na e sul­la Garde­sana dei mezzi pesan­ti diret­ti in Valsab­bia che, spes­so, dal casel­lo dell’A4 di Bres­cia est non imboc­cano subito la nuo­va 45 bis.Ma il prob­le­ma del traf­fi­co pesante riguar­da l’intera . E chi dovrebbe accol­lar­si l’onere di incen­ti­vare eco­nomi­ca­mente gli auto­trasporta­tori, in caso di un divi­eto este­so all’intero asse viario?Di pos­si­bile stop al tran­si­to dei mezzi pesan­ti sul­la Garde­sana bres­ciana se ne par­la imman­ca­bil­mente ogni anno, in par­ti­co­lare nell’imminenza del­la sta­gione tur­is­ti­ca. Poi arri­va il sof­fer­to decre­to di off lim­its ai tir nel trat­to com­pre­so tra il casel­lo A4 di Desen­zano e Padenghe per un mese e mez­zo cir­ca, sol­lecita­to dal comune di Desen­zano, e tut­to finisce lì.Ma se a guadag­nar­ci, si fa per dire, è la popo­lazione desen­zanese, sia per la dimi­nui­ta peri­colosità dell’ex statale che per il con­sis­tente calo dell’inquinamento atmos­feri­co, restano immu­tate le con­dizioni di asso­lu­to dis­a­gio degli abi­tan­ti del litorale attra­ver­sato dal­la Garde­sana occi­den­tale fino alle porte di Salò.Una situ­azione che invece nel­la dirimpet­ta­ia cos­ta veronese da anni è diame­tral­mente oppos­ta, in meglio ovvi­a­mente, per i res­i­den­ti. Infat­ti, dal 31 mar­zo al 31 otto­bre, per ben sette mesi, la statale 249 «Garde­sana ori­en­tale» resterà chiusa anche quest’anno al tran­si­to dei mezzi pesan­ti, con grande sol­lie­vo anche per gli oper­a­tori tur­is­ti­ci, da sem­pre impeg­nati, uni­ta­mente con i con­sorzi e con la , a difend­ere stren­u­a­mente ques­ta scelta più che opportuna.Restando in tema di , occorre sot­to­lin­eare anche la real­iz­zazione del­la cir­con­va­l­lazione di Mori, local­ità del Gar­da trenti­no, quale pri­mo sig­ni­fica­ti­vo pas­so per risol­vere la via­bil­ità dell’alto lago.Invece sul­la dirimpet­ta­ia cos­ta bres­ciana (tra Gargnano e Riva) i prob­le­mi vec­chi di decen­ni anziché risolver­si si incancreniscono.