Bogliaco, Homerus è andata in porto

21/09/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Ver­rà inau­gu­ra­to domani alle 16 il «por­tic­ci­o­lo Home­rus» a Bogli­a­co. Si trat­ta di una pic­co­la strut­tura, di pro­pri­età dema­niale a poca dis­tan­za da Palaz­zo Bet­toni, che fino a poco tem­po fa era inuti­liz­za­ta e inuti­liz­z­abile: barche che si rompe­vano con la risac­ca e fon­dali bassi. «Home­rus l’ha recu­per­a­to, con l’aiu­to del­la Regione e del­la Camozzi. Ci han­no sostenu­to anche la Fonte Tavina e le Can­tine del­la Valte­n­e­si e del­la Lugana» pre­cisa Alessan­dro Gaoso, capofi­la del­l’As­so­ci­azione Home­rus, che si occu­pa del­la val­oriz­zazione — anche sporti­va — dei non veden­ti. Adesso si attende qualche altro pic­co­lo aiu­to, ad esem­pio la for­ni­tu­ra di pub­bli­ca illu­mi­nazione per i pun­ti luce nec­es­sari. E l’at­tiv­ità prende subito il via, con un cor­so di una deci­na di giorni (vela per non veden­ti) che si ter­rà a Bogli­a­co dal 22 set­tem­bre. Intan­to «Home­rus» fes­teggia l’ul­ti­ma sig­ni­fica­ti­va vit­to­ria, por­ta­ta a casa da Lui­gi Bertan­za, che difende i col­ori del sodal­izio. Bertan­za ha fat­to suo il quin­to Cam­pi­ona­to nazionale di cat­e­go­ria, dis­pu­ta­to a Por­to Tolle. Tren­t’an­ni, di Gus­sa­go, Bertan­za è cam­pi­one ital­iano di sci per non veden­ti e lo scor­so anno ha parte­ci­pa­to alle Paraolimpia­di. Con la bar­ca corre da sei anni: è sta­to uno dei pri­mi a cimen­ta­r­si e di recente è divenu­to pro­pri­etario (assieme ad altri due ami­ci) di un «Pro­tag­o­nist» pen­sato e costru­ito intera­mente sul Gar­da. Un’enorme sod­dis­fazione, non solo per il vinci­tore ma anche per Gaoso. Bertan­za era in bar­ca con Anto­nio Organ­ti­ni, avvo­ca­to romano. Forte l’im­peg­no sostenu­to dai due: 4 giorni di regate e ben 60 con­fron­ti, con il sis­tema del match-race, il tes­ta a tes­ta reso cele­bre dal­la Cop­pa Amer­i­ca. Una vit­to­ria, quel­la di Bertan­za, che va a raf­forzare l’im­peg­no (ma anche i risul­tati, e non solo sportivi) che Home­rus persegue da anni. Andan­do oltre il sig­ni­fi­ca­to del­la vit­to­ria, si tiene a seg­nalare soprat­tut­to la filosofia che sta alla base del lavoro del grup­po, in con­sid­er­azione che in gen­erale «man­ca una cul­tura che appro­fondis­ca i prob­le­mi dei por­ta­tori di hand­i­cap. E, tra i por­ta­tori stes­si, emerge a volte qualche for­ma di ego­is­mo, che va com­bat­tuta. Noi ope­ri­amo con un sis­tema sem­plice ma effi­cace, gra­di­to agli atleti: quan­do han­no impara­to a dis­im­peg­nar­si nel mon­do del­la vela, attra­ver­so l’u­so di attrez­za­ture sofisti­cate, chiedi­amo loro di met­tere a dis­po­sizione la com­pe­ten­za acquisi­ta a favore di altri por­ta­tori di hand­i­cap». Si trat­ta di una sor­ta di clau­so­la, accetta­ta dagli atleti che trasmet­tono sol­i­da­ri­età ad altri. Una cate­na, quin­di, che quest’an­no ha por­ta­to numerosi frut­ti in riva al lago e che ha ottenu­to con­sen­si uffi­ciali. Accan­to all’im­peg­no sporti­vo, Home­rus si dirige con sem­pre mag­gior con­vinzione ver­so l’at­tiv­ità di sen­si­bi­liz­zazione nelle scuole: «Abbi­amo inter­pel­la­to due isti­tu­ti salo­di­ani, chieden­do se sono inter­es­sati ad incon­trar­ci». Frat­tan­to, in sede, giunge qualche riconosci­men­to. Uno ha mit­tente aus­traliano, ed è fir­ma­to da Neil Ander­son, che dirige a Sid­ney un club per dis­abili finanzi­a­to da Rotary. Ander­son era a Salò in mag­gio ed ha appro­fon­di­to i sis­te­mi oper­a­tivi di Home­rus. Ora intende esportar­li in Aus­tralia. Mon­i­ca Nol­li, invece, di Palaz­zo­lo, era in bar­ca sul Gar­da in luglio, ospi­tan­do, lei che è cieca, un ragaz­zo down: «Ho sposta­to di qualche cen­timetro le mie colonne d’Er­cole» com­men­ta sod­dis­fat­ta. Il cal­en­dario di impeg­ni delle prossime set­ti­mane appare nutri­to. Infat­ti, dopo la parte­ci­pazione al «Gor­la» e alla «», una rega­ta dimostra­ti­va è pro­gram­ma­ta a Iseo (29 set­tem­bre) cui seguirà (19 otto­bre) l’in­au­gu­razione di una base nau­ti­ca a Riva Tra­iano, vici­no Civ­i­tavec­chia.

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