Ieri l’inaugurazione delle nuove nove buche dello storico campo nato alle Brede di Toscolano ai piedi del Monte Castello. Negli ultimi anni 3,5 milioni di € di investimenti per la crescita

Bogliaco, il golf raddoppia

17/10/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
c. fac.

Il golf in provin­cia è nato qui, ai pie­di del Monte Castel­lo, in comune di Toscolano anche se nell’immaginario col­let­ti­vo tut­ti lo chia­mano, e con­tin­uer­an­no a chia­mar­lo, «Golf di Bogli­a­co» per­ché era da Bogli­a­co che mosse l’albergatore Bil­lia alla ricer­ca di un ter­reno sul quale dis­eg­nare un cam­po, indi­vid­uan­do l’area poco sopra l’albergo sul por­tic­ci­o­lo, ma non più nel comune di Gargnano, in un grade­v­ole cati­no verde. Il Golf di Bogli­a­co ha inizia­to una nuo­va sta­gione: la pri­ma era quel­la avvi­a­ta nel 1912, la sec­on­da quel­la che da ieri, con l’inaugurazione, pro­pone il rad­doppio del per­cor­so che pas­sa da nove a diciot­to buche, a con­clu­sione di una serie di inves­ti­men­ti che negli ulti­mi anni han­no fat­to ricadere sull’impianto delle «Brede» 3,5 mil­ioni di euro. Cam­bia il cam­po non cam­bier­an­no «il suo stile e la sua sto­ria» ha promes­so Gia­co­mo Gnut­ti; cresce il per­cor­so non diminuirà «invece — ha ricorda­to anco­ra il pres­i­dente di Bogli­a­co Golf Resort durante la ser­a­ta inau­gu­rale — l’impegno per qual­i­fi­care la strut­tura come impor­tante attore nel­lo svilup­po tur­is­ti­co dell’Alto Gar­da bres­ciano». Già, per­ché il golf è sem­pre più il volano per il richi­amo «e l’arrivo di nuovi tur­isti — ha sot­to­lin­eato l’assessore regionale al Tur­is­mo Mas­si­mo Zanel­lo — di qual­ità», den­tro ad un’industria dell’ospite che sul Gar­da sta cam­bian­do, che cer­ca cli­en­ti diver­si da quel­li del pas­sato. Il golf in questo muta­men­to sta facen­do la sua parte «e la nos­tra ter­ra — ha ricorda­to il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li — sta gio­can­do un ruo­lo impor­tante, con sette campi ai quali la mia Ammin­is­trazione pone atten­zione anche per­ché sono un inves­ti­men­to nell’ambiente, sono pol­moni ver­di veri». «Un’attenzione, quel­la del­la polit­i­ca — ha quin­di riconosci­u­to Ric­car­do Pisa, vice pres­i­dente di Fed­er­golf — che fa piacere, vis­to che ci con­fron­ti­amo con altre Ammin­is­trazioni ital­iane che con noi dialogano con fat­i­ca». Golf fiore all’occhiello «per il nos­tro di Toscolano — ha sot­to­lin­eato il sin­da­co Pao­lo Ele­na — al quale fa piacere aver gio­ca­to un ruo­lo in ques­ta realtà, con­sen­ten­done la real­iz­zazione e favoren­done lo svilup­po con il pro­gram­ma di inserire nel Prg un pic­co­lo alber­go e un res­i­dence», che rap­p­re­sen­ter­an­no la terza sta­gione del cam­po garde­sano. Questo il futuro prossi­mo, il pas­sato sono sta­ti gli amer­i­cani che durante la sec­on­da guer­ra mon­di­ale gio­ca­vano a base­ball, la ripresa dell’attività nel 1953 affi­da­ta a Nino Capel­li, l’impegno di Pier Giuseppe Beretta «che — ha ricorda­to Gia­co­mo Gnut­ti — nel 1986 ha favorito il nos­tro ingres­so nel­la pro­pri­età, uni­ta­mente a Piero Negroni» la cui famiglia con­trol­la il 33%, men­tre il 66% è di Fgh. Lo svilup­po dell’impianto è sta­to ded­i­ca­to «a mio padre Fran­co — ha det­to, com­mosso, Gia­co­mo Gnut­ti — ed a Piero Negroni che con­di­vise fin dal 1986 il nos­tro ingres­so in ques­ta inizia­ti­va pri­ma immo­bil­iare ed ora impren­di­to­ri­ale». Impren­di­to­ri­ale per­ché un cam­po da golf è un’impresa, per­ché l’acquisizione di ter­reni forte­mente par­cel­liz­za­ti ha richiesto tem­po, per­ché si trat­ta­va di con­vin­cere parte del­la comu­nità del val­ore com­p­lessi­vo che il golf por­ta per tut­ti nel­la zona, per­ché un impianto richiede manuten­zione, uomi­ni, orga­niz­zazione e, appun­to inves­ti­men­ti che richi­am­er­an­no «se si creer­an­no le con­dizioni — ha con­clu­so il pres­i­dente del­la soci­età — altri inves­ti­men­ti» Da oggi si gio­ca, anzi, si ri-gio­ca per­ché ieri c’è sta­ta la gara inaugurale.