C’è una legge ma i controlli non raggiungono risultati: l’assessore all’ecologia Boni lancia una proposta

Bollino blu ai motoscafiper navigare sul lago

30/01/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Parte da Bar­dolino, e in par­ti­co­lare dall’assessore all’ecologia Plinio Boni, l’idea di un bolli­no blu per i moto­scafi in sul lago di Gar­da. Sul­la fal­sari­ga di quan­to in vig­ore per le auto in cir­co­lazione sul­la stra­da l’esponente di palaz­zo Gel­met­ti pro­pone che anche i mezzi nau­ti­ci deb­bano sot­tostare a un con­trol­lo annuale di revi­sione. «Trop­po spes­so ven­gono calati in acqua moto­scafi con la chiglia sporca o motori non in per­fet­to sta­to di fun­zion­a­men­to, che con­tribuis­cono poi ad inquinare le acque del Gar­da. Sen­za dimen­ti­care i natan­ti che pas­sano da una local­ità bal­n­eare all’altra, con tan­to di even­tu­ali sostanze nocive che riman­gono ad intac­care le par­ti ester­no dell’imbarcazione».«Non esiste nes­sun obbli­go di pulire lo scafo pri­ma di calar­lo in acqua», con­tin­ua Boni pron­to a inve­stire del prob­le­ma le Regione. «Chiederò Fran­co Bon­fante, espo­nente del Pd di far­si por­tav­oce di ques­ta inizia­ti­va a Venezia, in Con­siglio regionale vis­to che l’eventuale appli­cazione del­la pos­si­bile nor­ma­ti­va dovrà essere este­sa anche per le acque del Gar­da lom­barde e tren­tine. Il Bena­co è un’unica entità che va oltre la divi­sione ammin­is­tra­tive e per il quale neces­si­tano inter­ven­ti comu­ni. Non è pos­si­bile che non esista alcun con­trol­lo sui mezzi di nav­igazione e poi quan­do insor­gono prob­le­mi non ci sia nes­sun respon­s­abile», sostiene con­vin­to Boni, il quale del­la ques­tione ne ha par­la­to anche con il sin­da­co Pietro Meschi.«È evi­dente che il bolli­no andrebbe este­so a tut­ti i mezzi nau­ti­ci a motore: da quel­li dei pesca­tori fino ai moto­scafi dei tur­isti che amano trascor­rere le vacanze sul lago. Scafi che dovreb­bero sot­tostare annual­mente a un con­trol­lo pres­so un cantiere in pos­ses­so dei req­ui­si­ti per cer­ti­fi­care l’idoneità o meno del mez­zo nau­ti­co». Non teme l’impopolarità per l’ennesimo balzel­lo da pagare? «Non pen­so che poche decine di euro pos­sano fare la dif­feren­za per chi possiede un moto­scafo», rib­at­te sicuro Boni che con la sua inizia­ti­va cer­ca di smuo­vere le acque e di gettare un seg­nale agli ammin­is­tra­tori gardesani.«Il bolli­no blu sarebbe davvero una novità che andrebbe nel­la direzione del­la sal­va­guardia del lago e per­tan­to una inizia­ti­va deg­na di atten­zione da parte del­la Comu­nità del Gar­da», inter­viene Pier seg­re­tario gen­erale dell’ente inter­re­gionale con sede a Gar­done Riv­iera. «I prob­le­mi da super­are sono più di uno. Pen­so ad esem­pio all’individuazione del sogget­to che deve cer­ti­fi­care l’idoneità del moto­scafo. Toc­ca alla motor­iz­zazione civile o a chi altro? Diven­ta poi inevitabile creare una nuo­va strut­tura in gra­do d’espletare tut­ti i con­trol­li suc­ces­sivi. C’è inoltre da capire se l’introduzione del bolli­no blu può provo­care delle riper­cus­sioni sull’industria del tur­is­mo. A parte tut­to non dimen­tichi­amo», con­clude Cere­sa, «come dal 2002 la nav­igazione sul sia dis­ci­plina­ta da una legge inter­re­gionale che prevede anche l’obbligo di man­tenere in per­fet­ta eff­i­cen­za i motori delle barche. Per­ché la legge ven­ga rispet­ta­ta occorre però che vengano inten­si­fi­cati i controlli».

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