Secondo un’indagine condotta da un mensile nazionale la clinica Pederzoli primeggia in termini di efficienza. Gli ospedali veneti nella top ten: «La carta vincente è la specializzazione»

Bollino blu al reparto ortopedico

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Se avete bisog­no di cure di tipo orto­pe­di­co, il top che potrete trovare in Italia è quel­lo offer­to dal repar­to di Orto­pe­dia e trau­ma­tolo­gia del­la Casa di cura Ped­er­zoli: è quan­to sostiene il men­sile Men’s Health, sul­la base di un’indagine con­dot­ta dal­la riv­ista in col­lab­o­razione con la soci­età di ricerche Acqua. L’inchiesta ha por­ta­to ad anal­iz­zare 749 strut­ture pub­bliche o equiparate alle pub­bliche. A finire sot­to la lente di ingrandi­men­to sono sta­ti i repar­ti (per un totale di 8.115) di aller­golo­gia, car­diochirur­gia, car­di­olo­gia, chirur­gia plas­ti­ca, fisiopa­tolo­gia del­la ripro­duzione, malat­tie infet­tive e trop­i­cali, oncolo­gia, orto­pe­dia e trau­ma­tolo­gia, psichi­a­tria e urolo­gia. Men’s Health pre­cisa che le clas­si­fiche sti­late si riferiscono alla capac­ità delle strut­ture pub­bliche di rispon­dere in pri­ma istan­za alle richi­este di accoglien­za, disponi­bil­ità di posti let­to ed effi­cien­za del servizio di day hos­pi­tal. Sono sta­ti scar­tati para­metrir­ifer­i­ti, ad esem­pio, al cor­po medico (non per numero, ma per acca­d­e­mic­ità o fama) o ai servizi acces­sori (aria con­dizion­a­ta, stanze sin­gole). Una , dunque, di effi­cien­za e rapid­ità di rispos­ta al prob­le­ma dell’utenza. I risul­tati dell’indagine han­no indi­vid­u­a­to le dieci migliori strut­ture per ogni spe­cial­ità; una sor­ta di fotografia nel­la quale è la a fare la parte del leone, con­tribuen­do, molto più del­la Lom­bar­dia, al pri­ma­to del Nord Italia rispet­to al Cen­tro e al Sud. Un altro dato ril­e­va­to è che la qual­ità delle cure san­i­tarie appar­tiene mag­gior­mente ai cen­tri medio-pic­coli; le strut­ture delle gran­di metropoli, invece, finis­cono per essere penal­iz­zate dalle lunghe liste di atte­sa. «Pic­co­lo e veloce è bel­lo» potrebbe essere lo slo­gan lega­to alle risposte che ha avu­to questo stu­dio. E per quan­to riguar­da l’Ortopedia e trau­ma­tolo­gia, la Casa di cura Ped­er­zoli si toglie la sod­dis­fazione di stac­care, in ques­ta spe­ciale clas­si­fi­ca, niente meno che gli Isti­tu­ti Riz­zoli di Bologna, attes­ta­ti solo al quar­to pos­to. «Non pos­si­amo che dirci molto sod­dis­fat­ti», com­men­ta il dot­tor Fran­co Car­rara, respon­s­abile dell’intero repar­to, che attribuisce questo risul­ta­to «innanz­i­tut­to a un’amministrazione lungimi­rante, che ha investi­to nel­la nos­tra chirur­gia in tem­pi in cui questo non era così remu­ner­a­ti­vo. E poi», pros­egue, «all’innovazione tec­nolo­gia e alla scelta, attua­ta già da alcu­ni anni, di puntare sulle spe­cial­iz­zazioni». «Infat­ti la nos­tra orga­niz­zazione inter­na», spie­ga il respon­s­abile, «è com­pos­ta oggi da tre dipar­ti­men­ti: quel­lo del­la mano, quel­lo del ginoc­chio e quel­lo del­la spal­la, dell’anca e del­la colon­na; ognuno ha una pro­pria autono­mia e ne sono respon­s­abili gli spe­cial­isti che vi oper­a­no». Ses­san­ta i let­ti com­p­lessivi dell’Ortopedia e trau­ma­tolo­gia di Peschiera, con una media di cinquemi­la inter­ven­ti chirur­gi­ci all’anno. «Non va infine trascu­ra­to l’altro impor­tante ris­volto con­seguente alla for­mazione di ques­ta sor­ta di super­spe­cial­iz­zazioni: ovvero il fat­to che ognuno dei medici impeg­nati si sente mag­gior­mente sprona­to agli aggior­na­men­ti con­tinui e all’acquisizione, man mano, delle ultime tec­niche scop­erte. Basti pen­sare», con­clude Car­rara, «alla chirur­gia mini-inva­si­va per l’anca e la colon­na, alla chirur­gia protesi­ca per il ginoc­chio e la spal­la e alle tec­niche dei reimpianti per la chirur­gia del­la mano».

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