Operazione conclusa alle 10, con un massiccio spiegamento di forze a vigilare sia a terra che sulle acque del Mincio

Bomba, missione compiutaDisinnesco senza problemi

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Alle 10 il camion­ci­no Suv bian­co, di quel­li usati per le mis­sioni inter­nazion­ali, è usci­to dal can­cel­lo del depu­ra­tore con­sor­tile. Pochi minu­ti pri­ma, nel rimor­chio, era sta­ta car­i­ca­ta la bom­ba di prove­nien­za amer­i­cana, risalente alla sec­on­da guer­ra mon­di­ale, rin­venu­ta a metà dicem­bre durante gli scavi per la posa di una nuo­va tubatu­ra del­l’impianto che rac­coglie le acque del col­let­tore sublcuale. L’ordigno, del peso di 500 lib­bre, era sta­to prece­den­te­mente pri­va­to delle due spo­lette che anco­ra lo corre­da­vano e che avreb­bero potu­to innescare l’esplosione. Con l’ausilio di un mulet­to è sta­to col­lo­ca­to sul camion e con­tor­na­to di sac­chi di sabbia.Una vol­ta usci­to dall’area del depu­ra­tore il camion­ci­no, scor­ta­to dai di Peschiera, si è diret­to a Valeg­gio dove alle 13 la bom­ba è sta­ta fat­ta bril­lare all’interno del­la «Cava Ludovi­ca». Nes­sun prob­le­ma, dunque, ieri mat­ti­na per l’intervento di despo­let­ta­men­to e rimozione dell’ordigno il cui ritrova­men­to ha causato la sospen­sione dei lavori in cor­so di adegua­men­to idrauli­co del depuratore.L’intervento, coor­di­na­to dal­la Prefet­tura dove era sta­ta atti­va­ta un’unità di crisi, ha comunque richiesto un ril­e­vante disp­ie­ga­men­to di forze: cara­binieri e polizia locale a pre­sidiare le diverse strade nel rag­gio di 500 metri dal pun­to delle oper­azioni; la squadra nau­ti­ca del­la polizia e i vig­ili del fuo­co di Verona a con­trol­lare il trat­to di fiume Min­cio com­pre­so nel­lo stes­so spazio; i volon­tari del 118 pre­sen­ti con le ambu­lanze. A coor­dinare il tut­to l’unità di crisi allesti­ta diret­ta­mente in Prefet­tura e la squadra tec­ni­ca posizion­atasi diret­ta­mente a Peschiera negli uffi­ci del coman­do di polizia locale. Per tut­to il tem­po dell’intervento è sta­to chiu­so ai voli lo spazio aereo sopra l’area a rischio.Le oper­azioni sono iniziate alle 7.30, con lo sgombero del­la popo­lazione res­i­dente nell’area a ris­chio (for­tu­nata­mente pochissime per­sone) e la chiusura delle strade di acces­so al depu­ra­tore. Alle 8.30 la squadra del Repar­to Genio Guas­ta­tori «Fol­go­re» ha inizia­to la fase del cosid­det­to zde­spo­let­ta­men­to»: la bom­ba non era esplosa, infat­ti, pro­prio per­ché le sue due spo­lette era­no intat­te. Con tut­ta prob­a­bil­ità si trat­ta­va di un ordig­no sgan­ci­a­to nel 1944 da quote basse e dunque le spo­lette non avreb­bero avu­to il tem­po di com­pletare l’innesco.Completato il disin­nesco, la bom­ba è sta­ta car­i­ca­ta sul camion e por­ta­ta fuori dall’area del depu­ra­tore. Dopo qualche min­u­to i Cara­binieri del­la Com­pag­nia di Peschiera sono par­ti­ti scor­tan­do l’automezzo sino a Valeg­gio, ulti­ma tap­pa per l’ordigno che qui è sta­to fat­to esplodere in sicurezza.«Come si suol dire quan­do tut­to finisce bene si è sem­pre sod­dis­fat­ti», com­men­ta Alber­to Ardieli, diret­tore dei lavori di adegua­men­to idrauli­co del depu­ra­tore. Lavori che, però, nonos­tante la rimozione del­la bom­ba non potran­no ripren­dere subito. «Questi ritrova­men­ti», spie­ga il diret­tore, «impon­gono una più ampia ver­i­fi­ca dell’area. Abbi­amo già pre­dis­pos­to il prog­et­to per ques­ta sec­on­da fase di bonifi­ca che con­ti­amo di com­pletare al più presto».

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