Negli anni ’90 è stato il simbolo dello sviluppo dell’economia turistica: ora si pensa alla tutela. Dal ’93 a oggi ben 280 mila metri cubi di nuove costruzioni

«Boom» edilizio, siamo al capolinea

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Di Luca Delpozzo
Claudio Andrizzi

E’ sta­to uno dei pae­si che ha con­tribuito in maniera mag­giore al pro­fon­do muta­men­to ter­ri­to­r­i­al-eco­nom­i­co affronta­to dal­la Valte­n­e­si nel cor­so degli anni Novan­ta. Con­sid­er­a­ta la cap­i­tale del com­par­to, negli ulti­mi anni Maner­ba ha pun­ta­to sul­l’es­pan­sione urban­is­ti­co-edilizia in maniera davvero inten­sa, a segui­to del­l’adozione, avvenu­ta nel 1992, del pri­mo Piano rego­la­tore gen­erale del­la sua sto­ria. Nel giro di pochi anni, tra il ’93 e il ’98, il Prg ha por­ta­to sul ter­ri­to­rio cir­ca 200 mila metri cubi di nuove costruzioni: una cifra che com­prende sia le nuove case che gli inter­ven­ti per le attiv­ità arti­gianali, fino alle ristrut­turazioni e agli ampli­a­men­ti di case già esisten­ti. Quest’ul­ti­ma voce, final­iz­za­ta nel­la gran parte dei casi al miglio­ra­men­to del com­fort abi­ta­ti­vo più che all’in­cre­men­to di vol­ume­tria, ha rap­p­re­sen­ta­to cir­ca il 30 per cen­to degli inter­ven­ti totali. A ques­ta cifra si sono aggiun­ti altri 45 mila metri cubi cir­ca nel 1999, dopodichè, nel 2000, l’at­tiv­ità edilizia ha com­in­ci­a­to a ridi­men­sion­ar­si. L’ul­ti­mo grosso inter­ven­to è pre­vis­to nel­l’area di via Atleti Azzur­ri: 28 mila metri cubi, cir­ca 130 appar­ta­men­ti con tipolo­gia più da pri­ma che da sec­on­da casa, final­iz­za­ti a col­le­gare le frazioni cen­trali di Solaro­lo e Mon­tinelle per dare al paese un vero e pro­prio cen­tro. Dif­fi­cile dimen­sion­are ques­ta cresci­ta in numero di appar­ta­men­ti: siamo di sicuro è nel­l’or­dine di alcune centi­na­ia, a sod­dis­fare la richi­es­ta di un’uten­za che, nei mesi estivi, fa crescere la popo­lazione di Maner­ba di oltre 8000 per­sone. Il paese è cresci­u­to anche all’ana­grafe (mille res­i­den­ti in più in dieci anni, dai 2800 del ’91 agli attuali 3800), ma le sec­onde case rap­p­re­sen­tano i due terzi del­la total­ità del pat­ri­mo­nio edilizio manerbese. Un dato stori­co, sec­on­do il pri­mo cit­tadi­no di Maner­ba, . «Negli ulti­mi trent’anni la pro­porzione è sem­pre sta­ta di queste dimen­sioni — spie­ga il sin­da­co -. Ciò dimostra come questo sia sem­pre sta­to in realtà un paese a forte vocazione tur­is­ti­ca: e ques­ta vocazione, negli ulti­mi dieci anni, è usci­ta pien­amente allo scop­er­to. Il paese è molto cam­bi­a­to: da cen­tro agri­co­lo è diven­ta­to una local­ità di vil­leg­giatu­ra mod­er­na e dinam­i­ca, seguen­do un proces­so che ha rida­to cen­tral­ità e risorse al paese, finanzian­do nuovi impor­tan­ti inves­ti­men­ti pub­bli­ci e rimet­ten­do in moto l’e­cono­mia. Basti pen­sare a come solo l’an­no scor­so sul ter­ri­to­rio siano sta­ti aper­ti otto nuovi eser­cizi pub­bli­ci». Berti­ni è con­vin­to che la mas­s­ic­cia quan­tità di inter­ven­ti real­iz­za­ti non abbia com­pro­mes­so più di tan­to la realtà ambi­en­tal-ter­ri­to­ri­ale del paese. «Com­p­lessi­va­mente, a parte qualche caso iso­la­to, si è trat­ta­to di inter­ven­ti com­pat­i­bili, real­iz­za­ti in zone già urban­iz­zate, sec­on­do l’idea di fon­do del Piano rego­la­tore, che era quel­la di rompere l’iso­la­men­to delle frazioni dan­do al paese un cen­tro riconosci­bile. «Oggi il Prg è in via di esauri­men­to, a parte l’in­ter­ven­to tra Solaro­lo e Mon­tinelle: e oltre il 60 per cen­to del ter­ri­to­rio manerbese è intat­to. E non mi riferisco solo ai 900 mila metri qua­drati del Par­co del­la Roc­ca, ma anche ad aree ver­di come il Per­li­no, tra Moni­ga e Maner­ba, o come l’area tra Bal­biana e la Pieve. E se le viti van­no ormai con­cen­tran­dosi nel­l’al­ta Valte­n­e­si, zona più voca­ta per la pro­duzione vini­co­la, a Maner­ba c’è una vera e pro­pria rinasci­ta del­l’o­li­vo: sul­l’on­da del riconosci­men­to Dop all’ex­travergine del Gar­da bres­ciano molti agri­coltori han­no real­iz­za­to centi­na­ia di nuovi impianti». I motivi del­la polit­i­ca urban­is­ti­ca segui­ta dal­l’am­min­is­trazione, tra l’al­tro ricon­fer­ma­ta con suc­ces­so per due tor­nate con­sec­u­tive, non sono tut­tavia ricon­ducibili uni­ca­mente alla scelta di rilan­cia­re il paese come local­ità tur­is­ti­ca di grande rilie­vo. «Ormai i comu­ni sono finanziati da due entrate: l’I­ci e gli oneri di urban­iz­zazione. Ma un comune come Maner­ba non può essere equipara­to a uno del­la Bas­sa: per­ché qui ges­ti­amo una realtà che è di 4000 per­sone solo in teo­ria, ma che in prat­i­ca è da 15 mila abi­tan­ti, per­ché i servizi garan­ti­ti ai res­i­den­ti van­no garan­ti­ti anche ai cit­ta­di­ni delle sec­onde case». Berti­ni riconosce che la man­can­za di coor­di­na­men­to tra i Prg dei sette comu­ni rischia di trascu­rare aspet­ti fon­da­men­tali come l’im­pat­to sul­la , sul­la qual­ità del­l’aria, sul ter­ri­to­rio in gen­erale. «L’aus­pi­cio è che le recen­ti mod­i­fiche alla legge 51 pos­sano portare nuove modal­ità di azione anche in questo cam­po. Di cer­to il Prg diven­terà uno stru­men­to più flessibile, più adat­to alle esi­gen­ze del­la comu­nità. E per­sonal­mente cre­do occor­ra incen­ti­vare quel sis­tema di perequazione che già tro­vi­amo nei piani inte­grati di inter­ven­to del­la legge 9 del­la , e che anche noi sti­amo sper­i­men­tan­do in un paio di casi. «Nel­la sostan­za — sot­to­lin­ea il sin­da­co Berti­ni -, chi vuole costru­ire deve real­iz­zare un accor­do di pro­gram­ma con il comune, che val­u­ta una con­troparte in opere pub­bliche o in fon­di a totale cari­co del costrut­tore. Se ques­ta stra­da fos­se bat­tuta con mag­giore insis­ten­za, come sta acca­den­do in Toscana, si ver­i­ficherebbe un effet­to calmier­ante del­l’ed­i­fi­ca­bil­ità: i pro­pri­etari avreb­bero meno inter­esse a vendere le pro­prie aree, e ci sarebbe un rap­por­to più equi­li­bra­to tra le esi­gen­ze locali e quel­li dell’edificabilità».

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