Abitanti e ristoratori della frazione posta a cavallo del Mincio rifiutano la proposta del Wind Tex club

Borghetto centro europeo della canoa?

Di Luca Delpozzo
s.g.

Borghet­to cen­tro europeo del­la canoa? Borghet­to pron­to a offrire le pro­prie acque addirit­tura per le prove del­la cop­pa del mon­do e, mag­a­ri, per un mon­di­ale in piena rego­la? Borghet­to, gioiel­lo delle gen­ti, mer­av­iglioso minus­co­lo e frag­ile mon­do anti­co dove perfi­no uno star­nu­to può scom­bina­re sec­o­lari equi­lib­ri, pron­to a ospitare molti­tu­di­ni al segui­to dei canoisti, a trasfor­mare un canale in cam­po da rega­ta, a costrin­gere il suo Min­cio a salas­si e fle­botomie per ali­menta­re acque arti­fi­ciali, a ospitare chi­as­sosi cen­tri polisportivi e mag­a­ri roulotte di sup­por­to? Borghet­to, Eden europeo del­la gas­trono­mia, pron­to a toller­are qual­cosa che fac­cia più rumore di un risot­to o di un branzi­no ai fer­ri? Fino­ra pare che la pro­pos­ta del Wind Tex Canoa Club Verona sia sta­ta accol­ta, anche se con un «sì» gener­i­co e sub­or­di­na­to a certe garanzie ambi­en­tali, da alcu­ni ammin­is­tra­tori, com­pre­so il sin­da­co, e da alcu­ni ris­tora­tori del capolu­o­go Valeg­gio che, com’è noto, sorge in posizione ele­va­ta rispet­to a Borghet­to e gode di un sito dove gli star­nu­ti non pro­ducono dan­ni all’ambiente che si regge su regole nat­u­rali, e fon­da­men­ta, ben più salde del­la val­let­ta dell’Eden. Ben diver­sa è la rispos­ta degli abi­tan­ti e dei ris­tora­tori di Borghet­to che riten­gono impro­poni­bile un prog­et­to che, diret­ta­mente o indi­ret­ta­mente, con­sid­er­a­no esiziale per la qui­ete e l’armonia del loro bor­go. Gabriele Bertaio­la, tito­lare dell’Antica Locan­da Min­cio, gui­da la protes­ta dei ris­tora­tori locali. «Borghet­to — dice — è una frazione baci­a­ta da Dio fin dall’antichità. Se mod­i­fichi­amo le por­tate d’acqua, già pre­carie per gli usi agri­coli e nelle emer­gen­ze, se costru­iamo anco­ra altre strut­ture arti­fi­ciali, se a poco a poco i bam­bi­ni delle colonie elioter­apiche (l’andazzo è questo) saran­no costret­ti a slog­gia­re, allo­ra c’è qual­cosa di sbaglia­to». «Anche dal pun­to di vista del tor­na­con­to tur­is­ti­co ed eco­nom­i­co, e io ne sono inter­es­sato diret­ta­mente» pros­egue Bertaio­la «l’iniziativa mi las­cia per­p­lesso: per qualche anno a Borghet­to si svolsero delle impor­tan­ti gare di canoa con neg­a­tivi risul­tati eco­nomi­ci e con dis­a­gio per gli abi­tan­ti del luo­go. I parcheg­gi era­no intasati sin dalle prime ore del mat­ti­no, il gran via vai delle per­sone addette all’assistenza dei gareg­gianti osta­cola­va le altre attiv­ità, moltissime per­sone cir­cola­vano in mutande per il bor­go reggen­do canoe e pagaie, gli autopar­lan­ti a tut­to vol­ume non davano tregua e i parcheg­gi, alla fine delle man­i­fes­tazioni, era­no col­mi di residui dei pranzi con­sumati al sac­co». Bertaio­la si lamen­ta inoltre «che molti abi­tan­ti del bor­go vengano a conoscen­za di certe man­i­fes­tazioni solo a giochi fat­ti o qua­si fat­ti». Un seg­nale al sin­da­co Faus­to Sachet­to che, entu­si­as­ta dell’idea di trasfor­mare Borghet­to nel­la «cap­i­tale euro­pea» del­la canoa, avrebbe già chiesto al pres­i­dente del Wind Tex Canoa Club Verona, Ettore Ival­di, di «preparare un prog­et­to il più pos­si­bile esec­u­ti­vo da portare in con­siglio comu­nale» dicen­dosi dis­pos­to a sbor­sare anche dei sol­di? Un no sec­co all’invasione dei canoisti viene da Luciano Fornari, pen­sion­a­to del­la Monte­di­son, che si pro­fes­sa per­du­ta­mente innamora­to del Min­cio e di Borghet­to. «Ogni inizia­ti­va» dice «deve essere con­tes­tu­al­iz­za­ta, armo­niz­za­ta con l’antico bor­go. Il mio ter­rore è che Borghet­to ven­ga sirmion­iz­za­ta, che non sia più un’oasi di pace. Con questo, non voglio dire che dob­bi­amo fer­mare il mon­do, ma chiedi­amo rispet­to per ques­ta nos­tra pic­co­la ma vitale realtà. Pregiudizial­mente non sono con­tro il prog­et­to, ma sosten­go che il nos­tro bor­go è trop­po pic­co­lo per accettare tut­to ciò che di con­torno le canoe portereb­bero». Il pres­i­dente del­la Pro Loco Mar­ileno Brente­gani ha saputo del prog­et­to leggen­do il nos­tro gior­nale. «Sono rimas­to sor­pre­so» dice «la Pro Loco non ne sape­va niente». E aggiunge: «Dovrei capire, dovrei conoscere la situ­azione pri­ma di emet­tere giudizi, ma se l’iniziativa dovesse pregiu­di­care la tran­quil­lità di Borghet­to, direi di no. Cre­do comunque che per Borghet­to occor­ra trovare obi­et­tivi comu­ni. Noi, per esem­pio, abbi­amo a cuore, il col­lega­men­to col cen­tro stori­co di Valeg­gio, un itin­er­ario che deve essere val­oriz­za­to». «Pri­ma di tut­to — dice la dott. Maria Chiara Cres­soni, medico con­dot­to di Valeg­gio — ci dovreb­bero infor­mare su che cosa vogliono real­mente fare. Io sono nata a Borghet­to, la conosco bene nel­la sua dimen­sione migliore che non è il pienone che si potrebbe ver­i­fi­care in occa­sione di certe man­i­fes­tazioni. Cer­to, a Borghet­to non pos­siano pre­tendere di esser­ci solo noi, ma la nos­tra frazione è un gioiel­lo che deve essere rispet­ta­to, non snat­u­ra­to. È un’opera d’arte che è nata così e che così deve restare. Quel­la di un cen­tro sta­bile per le gare di canoa sarebbe un’avventura che cam­bierebbe la fisiono­mia di Borghet­to e questo non lo pos­so accettare». Per la dott. Cres­soni, più che a pen­sare a prog­et­ti dall’incerto svilup­po, si dovrebbe pen­sare alla con­ser­vazione di quel­lo che c’è già e minac­cia di crol­lare. Come il ponte Vis­con­teo, ad esem­pio, le cui due tor­ri prin­ci­pali sono già state restau­rate ma che «con­tin­ua a perdere pezzi per tut­ta la sua lunghez­za». Come la vec­chia stazione che ver­sa in con­dizioni pietose. La salume­ria-oste­ria (binomio niente affat­to improb­a­bile) adi­a­cente all’Antica Locan­da Min­cio ha 130 anni. La tito­lare Maria José Dar­ra non vuole sen­tir par­lare di canoe. Niente canoe e niente con­cer­ti rock alle Colonie. «C’è già trop­pa con­fu­sione» dice. «I miei cli­en­ti ven­gono per gus­tar­si la qui­ete di questo luo­go e quan­do c’è trop­po caos se ne van­no. “Torner­e­mo in un giorno più tran­quil­lo” mi dicono».