Intervento sui 25 ettari di Malga Prazzagano finanziato dalla Regione Veneto. Sradicati abeti rossi e pini neri marci per far posto a faggi e aceri

Boschi ammalati, scatta la cura

Di Luca Delpozzo
(b.b.)

Lavori in cor­so nei boschi, per sfoltir­li, sanarli e riaprire un var­co alla luce e all’aria indis­pens­abili per far ricrescere le piante autoc­tone, che rischi­ano di sof­fo­care a causa del­la pro­trat­ta man­can­za di cure e del buio. I lavori sono in cor­so pro­prio in questi giorni a Mal­ga Praz­zagano, dove due dot­tori fore­stali, Mari­na Negret­to e Anna D’Andrea, del­la Co.Ge.V, stan­no approf­ittan­do di queste insper­ate gior­nate rubate all’inverno per sis­temare i boschi taglian­do le piante sof­fer­en­ti. La Co.Ge.V di Verona è la soci­età coop­er­a­ti­va di ges­tione del verde spe­cial­iz­za­ta in prog­et­tazioni di ricerche, con­sulen­ze agro­fore­stali e ambi­en­tali, che il Comune ha indi­vid­u­a­to per questi inter­ven­ti. In peg­gior salute sono soprat­tut­to le conifere, che in ques­ta zona sono di impianto arti­fi­ciale: abete rosso e pino nero, infat­ti, sono specie impor­tate qui negli anni Cinquan­ta e Ses­san­ta, non adat­te al cli­ma locale come lo sono invece le lat­i­foglie, per esem­pio il fagge­to. «Sti­amo facen­do un taglio di miglio­ra­men­to, abbi­amo inizia­to ormai già a set­tem­bre, inter­romper­e­mo quan­do arriverà la neve e ripren­der­e­mo quest’estate», spie­ga la dot­tores­sa Negret­to, che dirige i lavori. «Togliamo l’albero brut­to, stor­to, mal­con­for­ma­to e depe­ri­ente, gen­eral­mente si trat­ta di abeti rossi e pini neri ormai vuoti den­tro e mar­ci, tutte piante che ren­dono il bosco den­so, fit­to, buio, che sono spes­so ammalate, attac­cate da funghi e che non per­me­t­tono alle piante sane e più con­sone a questi luoghi di crescere». Lo spazio cre­ato dal taglio farà largo, per esem­pio, a nuovi fag­gi e aceri. «Alcu­ni nascer­an­no spon­tanea­mente, altre piantine saran­no messe da noi e in futuro cos­ti­tuiran­no il nuo­vo bosco». «Non si vedran­no cam­bi­a­men­ti imme­di­ata­mente evi­den­ti per­ché l’intervento non si fa su gran­di aree, ma elim­i­nan­do solo le piante sof­fer­en­ti, qua e là». Intan­to si lavo­ra a Mal­ga Praz­zagano, poi sarà la vol­ta del bosco Albarè, che si tro­va in cen­tro, sopra il munici­pio. In totale saran­no sis­temati 25 ettari, come prevede un prog­et­to finanzi­a­to dal­la Regione e che asseg­na con­tribu­ti ai Comu­ni in base al piano di svilup­po rurale. Questo è il sec­on­do prog­et­to che l’amministrazione ha elab­o­ra­to e che sta attuan­do, l’anno scor­so i lavori sono sta­ti a Novez­za e Poloni.