L’assessore regionale Giorgetti: «L’anno scorso nel Veronese bruciati 47 ettari dei 393 nel Veneto». È diminuita la superficie in fiamme grazie a interventi veloci ed efficaci

Boschi, più incendi e meno danni

23/01/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Nel Veronese lo scor­so anno sono sta­ti 47 gli ettari di bosco dis­trut­ti dal fuo­co, con­tro i 120 del­la provin­cia di Vicen­za, i 108 di quel­la di Pado­va e i 71 del Bel­lunese. Com­p­lessi­va­mente nel Vene­to nel 2003 sono sta­ti 90 gli incen­di boschivi con­tro i 65 del 2002: numero in aumen­to rispet­to ai sin­goli episo­di ma in dimin­uzione per quel­lo che riguar­da la super­fi­cie inter­es­sa­ta dalle fiamme: 393 ettari nel 2003 rispet­to agli oltre 1000 dell’anno pri­ma. Questo sig­nifi­ca che gli inter­ven­ti di con­trasto nel Veronese sono sta­ti più veloci ed effi­ci­en­ti, tan­to più se si con­sid­era che i dati ten­gono con­to di un feno­men­to eccezionale: nel giug­no scor­so nel­la zona di Per­aro­lo si è svilup­pa­to, a causa di un ful­mine, un incen­dio dura­to cir­ca un mese. È sta­to un caso uni­co per­ché la mag­gior parte degli incen­di boschivi ha cause antropiche cioè dovute all’uomo, o per neg­li­gen­za e dis­at­ten­zione (mozzi­coni di sigarette o falò non spen­ti bene) ma qualche vol­ta, purtrop­po, anche per dolo cioè inten­zional­mente. «L’articolato e com­p­lesso sis­tema vene­to di lot­ta agli incen­di boschivi ha rag­giun­to un notev­ole gra­do di suc­ces­so ma per ren­dere anco­ra più effi­caci i buoni risul­tati rag­giun­ti è nec­es­sario lavo­rare per per­fezionare e ottimiz­zare ulte­ri­or­mente le pro­ce­dure di uti­liz­zo». Lo ha sot­to­lin­eato l’assessore alla del Vene­to Mas­si­mo Gior­get­ti nell’aprire a vil­la Nich­eso­la, in local­ità Pla­tano, i due giorni di con­fron­to su questi temi pro­mossi con la parte­ci­pazione dei servizi anti­ncen­di boschivi di Lig­uria, Piemonte, Lom­bar­dia e Veneti, insieme ai rap­p­re­sen­tan­ti del dipar­ti­men­to nazionale di Pro­tezione civile, del cen­tro oper­a­ti­vo Aereo uni­fi­ca­to (Cosu), del Cor­po fore­stale del­lo Sta­to e dei Vig­ili del fuo­co. Obi­et­ti­vo dell’incontro era soprat­tut­to quel­lo di ver­i­fi­care l’entità e la qual­ità delle forze in cam­po e affinare, attra­ver­so i con­tribu­ti por­tati dai vari parte­ci­pan­ti alla due giorni di lavoro, le metodolo­gie di inter­ven­to e soprat­tut­to di coor­di­na­men­to fino ad oggi messe in cam­po. Al salu­to por­ta­to dal pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana del Bal­do Lui­gi Castel­let­ti è segui­to l’intervento di Gui­do Munari del Dipar­ti­men­to fore­stale del Vene­to che ha reso pub­bli­ci i risul­tati pos­i­tivi ottenu­ti gra­zie alla pos­si­bil­ità di oper­are «in una situ­azione di disponi­bil­ità di mezzi e in sin­er­gia con Vig­ili del fuo­co, Cor­po fore­stale e volon­tari­a­to». Anna Sci­p­i­oni del Dipar­ti­men­to nazionale pro­tezione civile — ris­chio incen­di ha evi­den­zi­a­to come il lavoro di grup­po sia essen­ziale per piani­fi­care le attiv­ità anti­ncen­di e deter­mi­nante il coor­di­na­men­to da ter­ra con il mez­zo aereo per evitare osta­coli e velo­ciz­zare l’intervento. Il colon­nel­lo Rober­to Babus­ci dell’aeronautica mil­itare, in pen­sione, ha pos­to l’accento sul­la neces­sità di dis­porre di fig­ure esperte, in zona oper­a­ti­va, per coor­dinare i veliv­oli Canadair o eli­cot­teri Erik­son S64 e avere così un inter­ven­to «tem­pes­ti­vo, utile ed effi­cace». Dal can­to suo la regione Vene­to, per lottare con­tro il fuo­co, fa per­no su un cen­tro oper­a­ti­vo regionale e cen­tri polifun­zion­ali per­iferi­ci ed è dota­ta di pro­pri servizi aerei e mezzi quali auto­bot­ti, motopompe e vasche mobili. Impeg­nate su questo fronte vi sono altre impor­tan­ti forze isti­tuzion­ali come il Cor­po fore­stale del­lo Sta­to e i Vig­ili del fuo­co: il lavoro sin­er­gi­co di tutte fa sì che la lot­ta agli incen­di stia dan­do sem­pre più risul­tati pos­i­tivi. Ma di notev­ole ril­e­van­za, ha ricorda­to Gior­get­ti, è l’essenziale e cap­il­lare pre­sen­za di volon­tari adeguata­mente adde­strati e attrez­za­ti: cir­ca 1800 volon­tari pre­sen­ti nelle 82 asso­ci­azioni dis­tribuite sul ter­ri­to­rio regionale. « Il sis­tema vene­to di lot­ta agli incen­di boschivi è sostanzial­mente maturo », ha spie­ga­to, « e occorre lavo­rare per ottimiz­zarne l’operatività così da ren­dere anco­ra più effi­caci i buoni risul­tati fino­ra rag­giun­ti » .

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