Via domani al campionato iridato nel tendone de «La Terrazza»: è la prima volta in Italia. Gli azzurri puntano a conquistare l’oro

Braccio di ferro, il mondo a Gardone

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Una trenti­na di nazioni e cir­ca 600 atleti parte­ci­pan­ti, ai quali bisogna aggiun­gere medici, prepara­tori, accom­pa­g­na­tori. E’ la pri­ma vol­ta che il cam­pi­ona­to mon­di­ale di brac­cio di fer­ro si dis­pu­ta in Italia. Fino­ra sono giun­ti a Gar­done Riv­iera i cam­pi­oni di Sta­ti Uni­ti (una cinquan­ti­na), Costar­i­ca, Arme­nia, Inghilter­ra, Brasile (una quar­an­ti­na), Turchia (i più… indis­ci­plinati, dato che alla stazione di Bres­cia, non veden­do l’au­to­bus manda­to dagli orga­niz­za­tori, da tem­po in paziente atte­sa, ne han­no noleg­gia­to un altro), Ucraina, Repub­bli­ca Ceca, Slo­vac­chia, Rus­sia, Bel­gio, Ger­ma­nia, Mal­ta, Egit­to, Israele, Spagna, Por­to­gal­lo, Giap­pone (una quar­an­ti­na), Fran­cia, Svizzera, Argenti­na, Litu­a­nia, Svezia. Altri giunger­an­no in mat­ti­na­ta, dopodiché ver­ran­no per­fezion­ate le iscrizioni e si conoscerà il numero esat­to. Una ses­san­ti­na gli ital­iani. Pak­istan, India e Uzbek­istan han­no rin­un­ci­a­to per prob­le­mi di guer­ra e di visti. Il via alle gare sarà dato domani alle 11, sot­to il ten­done già allesti­to dinanzi al cen­tro sporti­vo «La ter­raz­za». Com­in­cer­an­no i «sin­istri» (uomi­ni e donne), poi i mas­ter, vale a dire quel­li con almeno 40 anni di età. Saba­to, dalle 10.30, dis­abili e molte cat­e­gorie di «destri» (uomi­ni fino a 50 chili, 60, 70, 80, 90, 100, donne fino a 50, 60, 70, 80, più di 80). Domeni­ca la con­clu­sione (uomi­ni fino a 55, 65, 75, 85, 110, oltre i 110, donne fino a 45, 55 e 65). Alla fine il super­match tra i vinci­tori, che asseg­n­erà un pre­mio di mille dol­lari. Ieri pomerig­gio, alla pre­sen­tazione nel salone del Grand Hotel, c’er­a­no quat­tro per­son­ag­gi del­lo sport: Fran­co Cap­pel­let­ti, mae­stro di , Beppe Ogna, ex ciclista (mon­di­ale in pista), Gino Cori­oni, pres­i­dente del Bres­cia, ed Evaris­to Becca­los­si, ex cal­ci­a­tore, ora uomo immag­ine del­la Sony e com­men­ta­tore di Telelom­bar­dia. Non man­ca­vano gli spon­sor prin­ci­pali: Dani­lo Corsi­ni, del­la Technopart­ner, e Car­lo Drag­o­ni, del­la Drag­on­fly. Mar­co Scalvi­ni, sin­da­co di Bagoli­no, uno dei pro­mo­tori, ha let­to i telegram­mi del pres­i­dente del Con­siglio dei min­istri, Sil­vio Berlus­coni, di onorevoli e ambas­ci­a­tori (di Costar­i­ca, Ger­ma­nia, Spagna, Icraina, Egit­to e Slo­vac­chia). «Dopo aver super­a­to mille dif­fi­coltà, final­mente si com­in­cia — ha det­to Scalvi­ni -. Il brac­cio di fer­ro non è più lo scher­zo tra il padre e il figlio, né viene dis­pu­ta­to all’in­ter­no dei bar. E’ diven­ta­to uno sport a tut­ti gli effet­ti, tan­to che noi chiedi­amo al Coni il riconosci­men­to uffi­ciale. Vogliamo l’in­ser­i­men­to nel pro­gram­ma delle Olimpia­di, a scopo dimostra­ti­vo. Sti­amo anco­ra aspet­tan­do una rispos­ta. I con­cor­ren­ti non sono dei mis­ter mus­co­lo, ma si impeg­nano e si ded­i­cano agli allena­men­ti in maniera meti­colosa». Scalvi­ni ha annun­ci­a­to che ver­rà chi­es­ta l’esclu­sione del seg­re­tario del­la Fed­er­azione mon­di­ale, l’in­di­ano Bar­ij Baras Das, che di sua spon­tanea inizia­ti­va ave­va sped­i­to un fax agli atleti invi­tan­doli a non parte­ci­pare alla rasseg­na iri­da­ta, a causa dei rischi dei voli aerei. «Vol­e­va fare la guer­ra san­ta, ma il nos­tro sport è ambas­ci­a­tore di pace. Sarebbe bel­lo se le con­tese e i con­trasti fos­sero risolti a brac­cio di fer­ro. Non pos­si­amo avere pau­ra di un atto di ter­ror­is­mo o di qual­cosa che potrebbe accadere. Vogliamo ricom­in­cia­re a vivere». L’asses­sore provin­ciale, Alessan­dro Sala, spera che «le vil­lanie del­la soci­età vengano mese da parte e torni un rag­gio di luce». Clau­dio Riz­za, il numero 1 del­la Fed­er­azione azzur­ra (è di Gar­done Riv­iera, e una vol­ta cor­re­va su «Fos­ca­ri­na», la bis­sa vincitrice per quat­tro anni del Palio esti­vo), ha ricorda­to i sac­ri­fi­ci com­piu­ti e gli sforzi finanziari sostenu­ti. Un breve cen­no di salu­to anche da parte del pres­i­dente del­la Fed­er­azione mon­di­ale, lo slo­vac­co Milan Capla, e del sin­da­co Alessan­dro Baz­zani. L’I­talia cercherà di miglio­rare il bot­ti­no del­l’an­no scor­so in Vir­ginia (Sta­ti Uni­ti), dove con­quistò un argen­to con Cris­t­ian Guat­ta, di Roè Vol­ciano, e due bronzi, con Mau­ro Cal­le­garo di Varese e Nico­la Schival­oc­chi, pure lui di Roè.

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