Giovedì in sala civica incontro con amministratori e consiglieri regionali protagonisti della riforma sanitaria. Il Comune mobilita la gente ma il direttore dell’Ulss insiste sulla chiusura

Braccio di ferro per l’ospedale

17/02/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Emer­gono sper­anze per l’ospedale capri­nese, riac­cese all’indomani del­la disponi­bil­ità dimostra­ta, da parte dell’assessore regionale alla san­ità Fabio Gava, a rivedere la pro­gram­mazione dell’Ulss 22 e quin­di anche del­la strut­tura mon­te­bal­d­ina. L’apertura arri­va alla luce non solo delle tre sen­ten­ze favorevoli del tri­bunale incas­sate dal Comune di Capri­no in fat­to di dero­ga alla chiusura dell’ospedale, ma anche in con­sid­er­azione delle emer­gen­ze in segui­to all’incendio del Mag­a­li­ni di Vil­lafran­ca e all’idea di vendere all’Inail l’ospedale di Mal­ce­sine con la neces­sità di trasferire repar­ti in altri ospedali dell’Ulss. Per infor­mare i cit­ta­di­ni delle novità emerse in segui­to alla recente audizione del sin­da­co in com­mis­sione regionale, l’amministrazione comu­nale ha indet­to un’assemblea per giovedì alle 20.30, in sala civi­ca. All’incontro sono sta­ti invi­tati gli asses­sori e i con­siglieri region­ali e gli ammin­is­tra­tori pub­bli­ci provin­ciali e locali, con l’obiettivo di rac­cogliere una defin­i­ti­va e sod­dis­facente rispos­ta in mer­i­to al man­ten­i­men­to del­la strut­tura ospedaliera. L’assemblea sarà anche occa­sione di dare spazio alle polemiche politiche nate all’interno del Con­siglio regionale in questi giorni, con la richi­es­ta di dimis­sioni del diret­tore gen­erale dell’Ulss 22, Rena­to Pic­coli, arriva­ta pro­prio ieri da parte del con­sigliere regionale di Rifon­dazione Mau­ro Tosi che crit­i­ca le dichiarazioni del diri­gente, sec­on­do il quale la chiusura di Capri­no non può essere riv­ista. «Da sem­pre soste­ni­amo che l’ospedale di Capri­no è indis­pens­abile», pun­tu­al­iz­za il sin­da­co Maria Tere­sa Girar­di, «in quan­to serve un’area molto vas­ta, in gran parte di mon­tagna e con un baci­no di uten­za molto ril­e­vante vista la pre­sen­za tur­is­ti­ca sul ». La lin­ea difen­si­va che pun­ta a riconoscere per l’ospedale l a del­e­ga per le zone mon­tane è sta­ta accol­ta sia dalle sen­ten­ze del Tar che dal Con­siglio di Sta­to. Di qui il Comune non vuole recedere anche se, come ha più volte sot­to­lin­eato l’assessore comu­nale alla san­ità Anto­nio Gas­pari, «non pre­tendi­amo di cer­to la luna, ma soluzioni che garan­tis­cano la fun­zion­al­ità ospedaliera. La battaglia per avere in zona una effi­ciente san­ità pub­bli­ca è sta­ta avvi­a­ta nel 1995, anno in cui il Comune com­in­cia a con­trastare i ridi­men­sion­a­men­ti region­ali di un ospedale che con­ta 160 posti let­to divisi nei repar­ti: chirur­gia, med­i­c­i­na, geri­a­tria, psichi­a­tria, servizio aggre­ga­to di dial­isi e pron­to soc­cor­so, più servizi ambu­la­to­ri­ali vari. I pri­mi tagli arrivano nel 1999 con la chiusura di chirur­gia: le sale oper­a­to­rie van­no a Bus­solen­go e così si can­cel­lano 48 posti let­to; ven­gono a man­care chirurghi e aneste­sisti per il pron­to soc­cor­so. Nel 2000, anno in cui il Comune ottiene la pri­ma sen­ten­za favorev­ole del Tar Vene­to, la divi­sione med­i­c­i­na è accor­pa­ta all’ospedale di Bus­solen­go con con­tes­tuale riduzione dei posti let­to da 45 a 23; la divi­sione geri­a­tria è pas­sa­ta da 48 a 32 let­ti e il pron­to soc­cor­so trasfor­ma­to in pun­to di pri­mo inter­ven­to con la pre­sen­za del medico di emer­gen­za solo dal lunedì al ven­erdì e solo di giorno. Nel 2002 il Comune incas­sa la sec­on­da vit­to­ria al Con­siglio di Sta­to, ma viene elim­i­na­to anche per i ricoverati interni il servizio di endo­scopia diges­ti­va e i posti let­to scen­dono a 72. Infine con la delib­era regionale 3223 l’ospedale capri­nese, nel piano del­la rior­ga­niz­zazione del­la rete ospedaliera dell’Ulss 22, dove­va essere trasfor­ma­to entro il pri­mo semes­tre del 2003 in cen­tro san­i­tario polifun­zionale. Situ­azione bloc­ca­ta a segui­to delle sen­ten­ze del Tar con accolto il ricor­so avan­za­to dal Comune di Caprino.

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