Dal 21 giugno a fine luglio nel salone Vanvitelliano della Loggia. La rassegna sul pittore lombardo segue quelle di Milano, Mantova e Sabbioneta

Brescia dona una mostra per gli 80 anni di Antonio Stagnoli

17/06/2003 in Cultura
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Di Luca Delpozzo

Sarà inau­gu­ra­ta il 21 giug­no a Bres­cia la mostra “L’anima e il seg­no” del pit­tore Anto­nio Stag­no­li. La rasseg­na, nata per ren­dere omag­gio agli 80 anni del mae­stro lom­bar­do, sarà ospi­ta­ta nel salone Van­vitel­liano nel Palaz­zo del­la Log­gia di Bres­cia fino al 22 di luglio. Il prog­et­to, patro­ci­na­to dal­la , è sostenu­to dal­la Comu­nità mon­tana di Valle Sab­bia, dall’Amministrazione Provin­ciale di Bres­cia, dai comu­ni di Bres­cia e Bagoli­no, il paese delle pre­alpi lom­barde che ha dato i natali all’artista. La mostra anto­log­i­ca è rap­p­re­sen­ta­ti­va di tut­to il per­cor­so artis­ti­co del pit­tore e dei mes­sag­gi più impor­tan­ti con­tenu­ti nelle sue opere. A com­ple­ta­men­to del prog­et­to è sta­to appronta­to anche un film “Fan­tas­mi di voce” diret­to da Elis­a­bet­ta Sgar­bi (proi­et­ta­to in pri­ma visione il giorno dell’inaugurazione del­la mostra alle ore 19,30 pres­so il cin­e­ma Astra, in via 10 Gior­nate 10) e che illus­tra gli aspet­ti più sig­ni­fica­tivi e dura­turi dell’arte di Stag­no­li. Il cat­a­l­o­go del­la rasseg­na è invece cura­to da SkiraL’arte. Il mae­stro di Bagoli­no occu­pa un pos­to di asso­lu­to rilie­vo nell’ambito del­la pit­tura con­tem­po­ranea non solo bres­ciana. La sua arte dall’orizzonte mon­tano del­la valle del Caf­faro ha rag­giun­to le sfac­cettature dell’animo umano. In Stag­no­li si rac­cor­dano e si col­go­no filoni che lun­go i sec­oli han­no carat­ter­iz­za­to l’arte lom­bar­da e quel­la nordi­ca. Il richi­amo a Dur­er diven­ta d’obbligo così come il riman­do al , spe­cial­mente quel­lo del ciclo di San­ta Maria del­la Neve in Pisogne, sem­pre in provin­cia di Brescia.Alcune rasseg­ne impor­tan­ti, come quelle a Palaz­zo Reale a , a Palaz­zo Mar­ti­nen­go a Bres­cia, ai Palazzi ducali di Man­to­va e Sab­bione­ta, han­no con­tribuito a dif­fondere l’arte di Stag­no­li al più vas­to pub­bli­co. La sin­go­lar­ità del­la sua pro­duzione artis­ti­ca basa­ta sul­la capac­ità di far par­lare l’essenza del seg­no e che si inter­se­ca con la vicen­da umana dif­fi­cile ma assai sig­ni­fica­ti­va , lo pone come tas­sel­lo orig­i­nale e sig­ni­fica­ti­vo non solo del mon­do pit­tori­co bres­ciano ma anche di quel­lo nazionale.I crit­i­ci che si sono espres­si sulle opere di Stag­no­li ne han­no colto, come aspet­ti fon­da­men­tali, la quo­tid­i­an­ità dell’uomo con­tem­po­ra­neo nel­la sua fat­i­ca di vivere, nei suoi dolori e anche nel suo deside­rio di gioia con­nes­so alla vita. In questo sen­so l’opera dell’artista è un inno alla vita, sostenu­to da un seg­no che incan­ta e coin­volge.

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