Sfilata delle penne nere che oggi attraverserà Brescia (5 chilometri con partenza da piazza Garibaldi per raggiungere piazzale Cremona (dove sul palco delle autorità sono attesi il ministro della Difesa, Sergio Mattarella

Brescia invasa da trecentomila alpini

14/05/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Piog­gia sul­la 73ª aduna­ta nazionale degli : «Las­ci­ate che il cielo si sfoghi, così per quan­do c’è la sfi­la­ta non avrà più niente da buttare giù». Piog­gia o non piog­gia, la vig­ilia del­la sfi­la­ta delle penne nere che oggi attra­verserà Bres­cia (5 chilometri con parten­za da piaz­za Garibal­di per rag­giun­gere piaz­za­le Cre­mona (dove sul pal­co delle autorità sono atte­si il min­istro del­la Dife­sa, Ser­gio Mattarel­la, e il capo di sta­to mag­giore del­la Dife­sa, gen­erale Mario Arpino, l’onorevole Car­lo Gio­va­nar­di, vicepres­i­dente del­la Cam­era, e il pres­i­dente del­la , Rober­to Formigo­ni) ha vis­su­to il suo tradizionale crescen­do di entu­si­as­mo e di alle­gria fino ad arrivare alla par­al­isi del­la cit­tà, chiusa e contenta.Strana Leones­sa: pronta a rug­gire quan­do con le «domeniche eco­logiche» ven­gono ban­di­ti i mezzi a motore e capace di essere così man­sue­ta e gio­cosa quan­do il bloc­co delle auto diven­ta con­dizione nec­es­saria per cedere il pas­so al chi­as­soso e inin­ter­rot­to fiume di penne nere. È una cit­tà che si spec­chia nei suoi alpi­ni, che li abbrac­cia, che si fer­ma e cer­ca di trat­ten­er­li, che apre i can­cel­li dei cor­tili per offrire un riparo a musi­can­ti e coristi sor­pre­si dal­la piog­gia. Tutt’intorno un via vai di car­ri, car­ret­ti, mezzi a motore dal­la sago­ma indefini­ta con in bel­la mostra tri­col­ore e penne nere. Il caos, quel­lo sub­ì­to e sof­fer­to, è per gli addet­ti ai lavori, forze dell’ordine, uomi­ni del soc­cor­so, impeg­nati a far­si largo fra la fol­la per accor­rere là dove è sta­ta seg­nala­ta un’emergenza: 700 gli inter­ven­ti reg­is­trati dal solo 118 in due giorni. Per oggi è sta­to dis­pos­to un aumen­to delle squadre a pie­di. I numeri del­la paci­fi­ca inva­sione restano incer­ti. Fino a ieri sera le Autostrade seg­nala­vano carovane in movi­men­to ver­so Bres­cia. E non tut­ti gli alpi­ni si muovono in auto: come i sette di Laives (Bolzano), abbiglia­men­to e pas­so alpino, arrivati in piaz­za Log­gia ieri pomerig­gio con le prime goc­ce di piog­gia, visi arrossati per lo sfor­zo e illu­mi­nati dal sor­riso. Sen­za dire nul­la il «vecio», più vecio degli altri, ha sfi­la­to un foglio bian­co dal taschi­no e ha com­in­ci­a­to a leg­gere la sua preghiera, quel­la dell’alpino. Solo dopo ha accetta­to di rac­con­tare: «Due­cen­todieci chilometri, li abbi­amo fat­ti tut­ti a pie­di. Ci han­no segui­to due com­pag­ni con il fur­gone per trasportare il mate­ri­ale pesante come tende e cibo. Ma le gambe le abbi­amo fat­te andare da soli per tut­to il percorso».Con un allena­men­to così, la sfi­la­ta di oggi per i sette «veci» ha il sapore del­la passeggiata

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